di Antonella Necci – Mosaico Frusinate. Mi diverto, ma a volte mi irrita, osservare come la stampa provinciale tratti Anagni e la sua amministrazione.
In alcune situazioni è interessante scoprire che anche altri importanti paesi, non limitrofi, ma collocati nell’area della Bassa Ciociaria, siano vittime di vicende romanzate da giornalisti di dubbia identità.
Ma ad Anagni spetta lo scettro di Città dei Papi più strapazzata di tutta la provincia di Frosinone.
Oddio, non che la cosa sia completamente negativa. “Parlate di me,anche male, ma parlatene”. Così diceva tanto tempo fa un politico dei luoghi. E aveva anche ragione, perchè era diventato, ai suoi tempi, un potente Presidente del Consiglio, un’eminenza grigia di tutto rispetto, e ancora, fino alla sua morte, un esempio di politico duraturo e temuto, nonostante l’età.
Dunque perchè lamentarsi se di Anagni, invece di analizzare scientificamente e spassionatamente determinate situazioni ai margini della politica, la stampa che conta e che viene ampiamente letta si concentra su un certificato che è stato richiesto come una bizzarra giustificazione scolastica, oppure attira l’attenzione su improbabili soliloqui del Sindaco della Città dei Papi, che parla, parla, di fronte ad un’attonita amministrazione, facendo svolgere a quest’ultima la funzione di ” ebete politico”, o, infine, per mancanza di argomenti da esplicare, perchè, forse, toccherebbero realtà politiche che a quella famosa stampa sono interdette,pur di scrivere, si concentra con sagacia, sulla ricerca del probabile Volto di quella Maschera che scrive su Anagni sotto mentite spoglie?
Niente da eccepire, dunque, se non fosse che, ad una come me, che si tira fuori da certi meccanismi per meglio ammirarne i congegni, risulta strano che da mesi ci sia un ripetersi di nomi, sempre gli stessi, e di dichiarazioni, sempre con i medesimi toni e i medesimi argomenti. Messaggi subliminali atti a convincere l’utenza che, distrattamente, li legge?
Si, ma non solo.
Il mosaico
Partiamo dall’ultimo aspetto del mosaico. Le elezioni Pro Loco del 7 Maggio.
Articoli su articoli parlavano di blocco delle elezioni se non si fosse provveduto a far entrare nella lista chi doveva entrare. Membri anziani, membri politici, membri nuovi di zecca. Un rincorrersi di iscrizioni per trovare membri della Pro Loco da eleggere. Poi,finalmente, le elezioni. Sembrava tutto regolare. Il primo eletto che rinuncia per dare spazio al secondo. Normale,vero? Facciamo conto che io venga eletta in un qualsiasi comitato del “finfirinfì”, e decida, visto che quello o quella che mi segue sia una navigata zattera alla ricerca dei consensi,il quale, con toni mellifui, mi chieda, anzi mi ordini, di dimettermi. E io mi dimetto???? Come minimo prendo l’ascia di guerra e distruggo la zattera, riducendola in una minuscola serie di pezzetti di legno, che nemmeno Robinson Crusoe la riconoscerebbe.
Invece alla Pro Loco di Anagni vorrebbero fare ciò. Vorrebbero, perchè al momento è tutto sospeso a causa di una serie di ricorsi che vogliono vedere chiaro sul perchè la zattera che solca tanti mari in contemporanea,voglia proprio andare ad approdare nel porto della Pro Loco anagnina. E intanto i cartelloni delle varie manifestazioni anagnine di questa estate sono in stand by. Con il timore che se la zattera riemerge, quest’estate ci saranno solo rappresentazioni religiose, cori di Chiesa e bigotti commedianti. Come era nello stile dei Guelfi Neri.
Speriamo che non sia così, altrimenti per vedere spettacoli di rilievo e attori o cantanti non proprio sull’orlo della pensione, ci toccherà, di nuovo, spostarci a Boville Ernica,ad Atina, e in altri posticini della Bassa.
Prendiamo adesso un altro pezzetto di mosaico. Questo veramente gira a vuoto da almeno due anni. Simone Ambrosetti. Eletto nella Rete dei Cittadini alle ultime amministrative, parte subito all’attacco. Prima rivendica il ruolo di vice sindaco, perchè ha rinunciato a concorrere pur di appoggiare Bassetta. Poi gli fanno capire che se non avesse appoggiato Bassetta non sarebbe manco diventato consigliere comunale, e allora lui che fa? Rivendica il ruolo di assessore. I titoli ce li ha, la competenza pure. Allora trovategli un posto da assessore. Poi gli fanno capire che ci sarebbero altri davanti a lui, che intanto sta nella maggioranza, che se avrà pazienza, magari qualche incarico ci potrebbe scappare.
Lui allora, con coerenza, passa all’opposizione.
Da li dietro comincia a tuonare sulla mancata accettazione dell’incarico alla Protezione Civile da parte di Giuseppe De Luca. Una bella storiella davvero, visto che De Luca ha sempre ricoperto quell’incarico da quando è passato in maggioranza.
Un boicottaggio da parte di De Luca verso l’amministrazione Bassetta? Il diretto interessato non parla, perchè questa è la nuova filosofia che vige nel Frusinate. Se non parli, non ti esponi, e la gente, poi, con il tempo dimentica.
La politica democristiana ha sempre fatto così. Questa stessa politica mi fa temere sulla bontà degli spettacoli di quest’estate. Scusate, ma la lingua batte dove il dente duole. La gente che non risponde alle domande, molto probabilmente sta preparando o meditando di preparare qualcosa che torni a proprio vantaggio.
Quindi popolo, attenzione! Io, se fossi in voi, non fornirei più, a certi personaggi, l’opportunità di sentirsi importanti. Né ad Anagni, né a Fiuggi, altro tassello di mosaico frusinate,dove hanno fatto crollare un’amministrazione perchè quella non voleva accettare i diktat della Giunta. Dopo di che la Giunta si è chiusa in un silenzio di tomba. Aspetta il momento per ritornare in campo e continuare a fare il proprio comodo. Questa è la pura, mera, pratica risoluzione della strategia politica del silenzio. Usare il silenzio per far credere di essere abili strateghi, perchè con le parole tutti si accorgerebbero che non lo sono!
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