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22maggio 350 260Il 22 maggio 2017 alle ore 16,45 nel salone di rappresentanza dell’Amminjistrazione provinciale a Frosinone l’Istituto Gramsci presenta il libro di Luca Lo Sapio: Bioetica cattolica e Bioetica laica nell’era di Papa Francesco, con un confronto, presieduto dal prof. Gianpaolo Fontana, fra i professori Cesare Colafranceschi, del Direttivo del Gramsci di Frosinone e Alessio Vaccari, Dottore di ricerca in storia della filosofia e esperto di bioetica. Qui di seguito, nell’articolo di Cesare Colafranceschi una anticipazionne dei tempi che sanno affrontati.

di Cesare Colafranceschi – Luca Lo Sapio: Bioetica cattolica e Bioetica laica nell’era di Papa Francesco. Che cosa è cambiato.
La caratteristica del testo e la sua novità si evidenzia in quel “nell’era di papa Francesco” che sembra segnare una acquisizione storiografica ancorché in itinere con contenuti già ben delineati.
Lo Sapio è un giovane studioso di Bioetica. In quest’opera si avvale della presenza, a modo di Prefazione di un breve saggio di Giovanni Fornero che in Italia è stato il primo a fissare i caratteri dei due paradigmi bioetica laica bioetica cattolica. Oltre T. Kuhn che affermava che rivoluzioni scientifiche avvenivano con il superamento di paradigmi Fornero afferma la coesistenza, in bioetica di diversi paradigmi, ma due sono quelli emblematici -1la bioetica laico-secolare basata sul principio della disponibilità della vita umana2- la bioetica cattolica ufficiale basata sul principio della indisponibilità della vita. Questo principio consegue ad altri contenuti: primato della verità sulla libertà, finalità del reale, esistenza di una legge morale naturale, norme etiche universali, esistenza di valori irrinunciabili. I contenuti del paradigma laico: al principio della disponibilità della vita è legato quello della qualità della vita, (legittimo l’aborto, il suicidio assistito eutanasia…)la morte solo come una costruzione umana, autonomia e primato della libertà, come se Dio non ci fosse, opzione pluralista e inesistenza di una legge morale naturale. Tra i due paradigmi nota Fornero ci possono essere contatti significativi; così come non tutti i cattolici fanno proprio in blocco il loro paradigma e molti laici non fanno proprio in blocco il loro paradigma. Importante è il riconoscimento reciproco e la necessità del dialogo
Lo Sapio fa propri i contenuti del saggio introduttivo di Fornero e forte di questa impostazione metodologica sviluppa la sua argomentazione a partire dalle recenti sistemazioni dottrinali relative al tema etico generale e alla biomorale dalla Veritatis Spendor e Fides et Ratio di Giovanni Paolo II al più recente magistero di Benedetto XVI ( con le prime aperture dialogiche nelle sue encicliche Deus caritas est Spe salvi, Caritas in veritate) e ai pronunciamenti di Francesco aggiungendo a quel quadro teorico il rilievo di una “ dialettica costante tra il piano delle norme e piano della prassi pastorale”, insomma di una sintesi ancora da costruire. L’intento del libro rileva l’autore è proprio quello di “costruire coordinate interpretative” per prendere le distanze sia da quelli che vedono in Francesco un superamento della stagione della contrapposizione frontale sia da quelli che lo negano. La Tesi del libro si evidenzia allora come costatazione che il clima più disteso riscontrabile nel magistero ufficiale non deve far pensare che la ”contrapposizione sia venuta meno a livello strutturale”.
Prima ancora di addentrarsi nell’esame al contempo complesso ed esaustivo centrato su i pronunciamenti di Francesco l’autore situa la sua ricerca nel dibattito storiografico relativo soffermandosi sulla accoglienza o meno dei due paradigmi soffermandosi sul problema del possibile superamento del contrasto bioetica laica e cattolica reiterato da Fornero: Questi lo vede possibile richiamando l’attenzione al comune concetto di dignità della persona che potrebbero rappresentare il minimo comun denominatore tra soggetti con diverse visioni del mondo, così come il concetto, teorizzato da Rawls, di “ ragione pubblica” condivisibile da tutti. Una terza possibilità per Fornero rendere più “flessibili” le maglie della dottrina Cattolica e di quella laica; posizione “terzaforzista”. Lo Sapio non fa propria questa ultima possibilità. Sembra propendere per l’impossibilità della mediazione pur cogliendo la novità della posizione di Francesco e la necessità del dialogo.
…Esprimo un parere personale affermando che propendo la soluzione “terza forzista “ di Fornero precisando (in maniera necessariamente provvisoria) che perché si attui è necessario da parte cattolica ampliare il concetto di natura immutabile ad un concetto dinamico di natura a cui si accompagna un andare oltre , senza misconoscerne il valore storico, ad una filosofia metafisica non più capace di conoscerla e capace di accompagnare solo per alcuni aspetti l’indagine teologica anch’ essa necessitata ad una modestia che la renderebbe più autentica per la promozione umana e spirituale dei credenti e non credenti. Da parte laica riconsiderare il principio che la fondazione delle etiche o dell’etica non passa solo ed esclusivamente nel riconoscere e fissare procedure in relazione o celebrare sempre e solo la propria libertà (per ogni singolo uomo) ma anche rapportarsi dialetticamente a quelle narrazioni metafisiche e/o religiose che hanno additato e additano ad ogni uomo il vero, il buono, il bello.

Di Cesare Colafranceschi

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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