sopravvivenzasubito 350 260

sopravvivenzasubito 350 260di Daniela Mastracci – Ricostruiamo gli ultimi passaggi dell’impegno dei disoccupati attraverso il racconto di Gino Rossi e Tiziano Ziroli.
Intanto, un grande primo maggio. Sì, una festa del lavoro con tanta gente insieme a camminare in corteo, a parlare di lavoro e di non lavoro. I cittadini si sono ripresi la parola dopo il 4 dicembre 2016. Insieme possiamo recuperare terreno perduto? Possiamo cambiare rotta? Intanto stiamo riprendendo coscienza: Almaviva col suo referendum, Alitalia col suo referendum, le migliaia di cittadini in piazza il primo maggio. Mi sembrano segnali di consapevolezza e soprattutto partecipazione: la percentuale altissima al voto il 4 dicembre sta “germogliando”. E di Vertenza Frusinate che possiamo dire? Eravamo insieme al corteo di Isola del Liri. Finalmente anche loro disoccupati erano lì insieme ai lavoratori, loro che lavoratori non sono più. Ma hanno agito e lavorato tanto in questi 4 anni. Dicono Gino e Tiziano di essere stati come “una goccia cinese”, piano piano hanno portato a casa grandi risultati, non mollando mai l’incitamento a tutti i partiti, ai sindacati, alle istituzioni tutte di intavolare incontri, ove essere riconosciuti come lavoratori disoccupati in modo involontario, e necessitanti risposte, onde risolvere la preoccupante urgenza della scadenza degli ammortizzatori sociali.

L’apertura dei sindacati

Ora sta giungendo al termine la mobilità in deroga che scadrà a giugno per 1700 ex lavoratori. In queste ultime settimane e giorni ci sono state tante novità. E la prima è proprio la loro presenza al corteo con lo striscione “Sopravvivenza subito. Lavoro sempre”. Negli anni precedenti non erano stati presenti. Ma l’apertura della Cgil e l’incontro ormai stabilito con i sindacati, avevano fatto intendere che il clima tra Vertenza e sindacati fosse cambiato. Anzi! sentirsi citati più di una volta dal palco di Piazza Boncompagni, ha fatto loro molto piacere. Si sono riconosciuti nelle parole del segretario regionale della Cgil, il quale ha detto quello che Vertenza dice da 4 anni: le battaglie vanno fatte uniti tra disoccupati, lavoratori, giovani, studenti; il sindacato deve prendere in mano anche i problemi dei disoccupati e dei senza reddito. All’inizio sono stati forse un po’ sottovalutati, il problema di come vive una famiglia di disoccupati e senza reddito non era stato ben percepito. Oggi ascoltando il loro racconto provo a raccontarlo a mia volta
C’è stata finalmente apertura dei sindacati a Vertenza Frusinate, la quale ha sempre cercato di far capire che anche un disoccupato è un lavoratore. Hanno continuato il percorso, ed ora salutano, ben lieti, questo avvicinamento. Sta accadendo dal 4 aprile, quando il segretario provinciale della Cgil ha fatto una dichiarazione di grande apertura, dicendo che Vertenza e i disoccupati senza reddito non potevano essere lasciati soli. In base a questa dichiarazione è nato l’incontro che c’è stato il 2 maggio.
Vertenza ha incontrato il sottosegretario Franca Biondelli il 12 aprile; i sindacati hanno incontrato la Regione Lazio il 13. Allora Vertenza ha inviato un’email ai sindacati per chiedere un incontro dove mettere a confronto i risultati dei loro due rispettivi incontri. La loro non è stata una richiesta di aiuto, ma di collaborazione, di lavoro insieme e alla pari, perché Vertenza da 4 anni ha la responsabilità dei disoccupati della Provincia. Loro sono i sindacati dei lavoratori: mettere a confronto i reciproci risultati è l’inizio di una battaglia, insieme, di lavoratori e di ex lavoratori. Al tavolo del 2 maggio erano presenti tutti e 4 i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non c’è stata nessuna discussione o litigio, c’è stato un chiarimento di pochi minuti circa le cosa accadute in passato, ma poi si è parlato del presente, senza incentivare polemiche sterili. La sintesi della riunione è che il sindacato, da ora in avanti, collaborerà con Vertenza Frusinate.

Incontri per impegni immediati e concreti

Inoltre Il 2 maggio i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con Zingaretti, perché vogliono parlare direttamente con la politica senza intermediazioni. Si spera che ci sia una risposta a breve. Vertenza, dal canto suo, andrà al tavolo ministeriale del 9 maggio, richiesto dalla stessa Senatrice Biondelli a fronte dell’incontro del 12 aprile scorso, dove ci saranno: Anpal, Regione Lazio, Ministero del lavoro, Provincia, eletti del territorio. I sindacati non ci saranno, ma non perché non invitati (anche se la lettera inviata dalla senatrice Spilabotte chiede di invitare pure una delegazione di sindacati), ma perché il 2 maggio, tra Vertenza e i Sindacati, ci si è data una linea da seguire: i disoccupati andranno al tavolo del 9, mentre i sindacati spingeranno per incontrare urgentemente Zingaretti. A valle di tali rispettivi incontri, sperando in una risposta veloce di Zingaretti, il 10 maggio si rincontreranno di nuovo sindacati e Vertenza, per fare il punto della situazione rispetto a quanto avranno acquisito. Si tratta quindi di una linea condivisa, ove ciascuno riconosce legittimità operativa all’altro: assieme, senza oscurarsi reciprocamente.
A proposito della lettera della senatrice Spilabotte, Vertenza riconosce merito alla richiesta di figure professionali sul tema che possano proporre soluzioni concrete. Quindi dal tavolo del 9 ci si aspettano risposte concrete per i 1700 disoccupati cui scadrà la mobilità e rimarranno senza reddito (i quali si sommano a quelli cui è già scaduta, cioè gli 80 della Man Made). Ci sono, infatti, 19 milioni destinati alla Regione Lazio, ma al momento bloccati, per via e della legge che da gennaio 2017 abolisce la mobilità, trasformata in Aspi e del comma 11/bis del Milleproroghe, che parla di cassaintegrazione straordinaria, ma non di mobilità in deroga.
Considerato che le forme di ammortizzatori sociali sono state trasformate in Aspi, e che le casse integrazioni straordinarie riguardano soltanto 6 aziende, per un ammontare di 4,5 milioni, Il 9 si dovrà capire come destinare i rimanenti 14 milioni. Si può trovare una normativa grazie alla quale spostare almeno parte di questo ammontare sulla assenza di reddito? Se non è più mobilità, ma non è cassa integrazione straordinaria, è assenza totale di reddito: come si può rispondere, visto che lo stanziamento esiste? Si può trovare una soluzione di fronte all’imminente urgenza?

Si possono trovare soluzione e iniziative unitarie

Ancora. Vertenza Frusinate ha lasciato alla Biondelli il Documento dei 74 sindaci, in cui si parla di un reddito legato ai lavori di pubblica utilità, e visto che lo stesso presidente Zingaretti aveva proposto tale possibile strada nel marzo del 2016 (tolta la smentita dell’assessore Valente che dice che non ci sono i fondi), al tavolo del 9 ci si aspetta che tra il Ministero e l’Anpal si possa trovare un finanziamento a tali lavori di pubblica utilità, necessari non solo ai disoccupati ma anche ai Comuni.
Queste eventuali risposte non sarebbero necessarie soltanto al Frusinate, ma anche alla Provincia di Rieti che si trova nella stessa condizione di riconosciuta area di crisi complessa e non complessa, così come servirebbero all’intera regione Lazio.
Nel frattempo (e da queste colonne ne abbiamo subito dato notizia) si è costituito un Comitato promotore per la presentazione della Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul Reddito Minimo Garantito fra un lavoro ed un altro. Assieme a questo comitato hanno dichiarato di voler lavorare congiuntamente i partiti: Sinistra Italiana, Possibile, PRC, PCI, che hanno accolto con soddisfazione la sua costituzione ed hanno dichiarato pieno appoggio alla raccolta firme e a tutto quanto fosse necessario per il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo di dignità e di argine all’esclusione sociale.
Questo è un dato di fatto: per la prima volta da tempo si vede l’avvicinamento dei partiti nominati, un segnale aperto all’intera regione di una unità della sinistra e di presa di coscienza della necessità di intercettare i problemi concreti e trovare insieme le soluzioni.
Vertenza frusinate sempre protagonista delle sue battaglie continua a percorrere la strada del riconoscimento dei loro diritti e della dignità personale. Ora finalmente assieme a sindacati e partiti politici.

 
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Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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