di Manuela Maliziola – L’atteggiamento di chiusura che ha portato il Presidente del Consiglio Marco Corsi, nella conferenza capigruppo tenutasi il 27 aprile u.s., a rifiutare la richiesta di Consiglio Comunale ampiamente motivata e sottoscritta da ben otto consiglieri, ci porta ad una doverosa e seria riflessione sul grado di democrazia esercitata dall’attuale maggioranza.
Tale ingiustificato rifiuto è da considerarsi un vero e proprio schiaffo alla sovranità popolare ed al ruolo dei consiglieri comunali eletti dal popolo, i quali chiedono spiegazioni al Sindaco Caligiore su delibere di giunta che vanno ad incidere negativamente sulla libertà di pensiero e di espressione dei cittadini .
Mi sarei aspettata che già nel seduta del 13 aprile u.s., il Sindaco nelle sue comunicazioni al Consiglio, con senso di responsabilità, avesse reso edotto l’assise sulle motivazioni che lo hanno spinto ad adottare l’ormai famosa “delibera 66\2017” riguardante i comportamenti lesivi nei confronti del Comune, con conseguente conferimento di incarico legale ad un professionista esterno. Ancora una volta il Sindaco Caligiore ha dimostrato la sua incapacità politica di gestire anche semplici situazioni, arroccandosi su posizioni di difesa che denotano l’incapacità di tenere un confronto pacato e costruttivo con le forze politiche di opposizione presenti in Consiglio.
Pertanto, la mancata convocazione, a seguito di formale richiesta di Consiglio Comunale, rappresenta un sintomo di debolezza e la mancanza di confronto è la prova provata del pressapochismo nel governare.
Ormai è prassi consolidata che durante l’amministrazione Caligiore i consigli comunali, nonostante le numerose interpellanze, mozioni ed interrogazioni presentate dai consiglieri di opposizione, vengano convocati solo per materie specifiche ed indispensabili per consentire a tale maggioranza di ” sopravvivere”, come ad esempio i consigli sull’approvazione del bilancio, su richieste specifiche dell’opposizione.
Voglio ricordare al Sindaco Caligiore che i consiglieri di minoranza, rappresentano i cittadini, le loro istanze ed esigenze e pertanto quando un Sindaco, con un proprio atto, non solo limita, ma va ad incidere sull’altrui libertà di pensiero e di opinione, esercitando anche un’attività di ” controllo” sui social, è necessario che spieghi le motivazioni di tali decisioni in pubblica assise. Se poi il Sindaco si sente offeso da determinate esternazioni o pubblicazioni è giusto che si tuteli personalmente ed a sue spese presso le sedi competenti, senza impegnare soldi pubblici per i quali addirittura si rifiuta di dare spiegazioni .
Altro che trasparenza amministrativa, ancora una volta il Sindaco Caligiore è venuto meno ad una delle tanto sbandierate promesse elettorali.
Personalmente non ritengo la vicenda una questione chiusa, in quanto tale atteggiamento di superficialità e di arroganza è altamente lesivo della libertà e del principio di democrazia, valori questi, che per le lotte portate avanti nel passato, non possono essere messi a repentaglio da alcuno, nè tantomeno essere sviliti a semplici termini per corredare un bel discorso.
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