di Antonella Necci – Eccoci di nuovo. Ma cosa abbiamo nel DNA noi Italiani?
Invece di pensare ai nostri “furbetti raccontaballe”, invece di ragionare sul fatto che “i vecchietti maniaci da cinema d’essai” sono tornati, invece di indignarci sulle crisi “xenofobe di chi si potrebbe confondere tra i migranti grazie al suo colore naturale”, invece di ragionare, confrontarci e discutere, continuiamo ad accettare comandamenti che giungono dai boss, siano essi politici o malavitosi, continuiamo ad apprezzare ciò che ci giunge da Oltralpe, da oltre Oceano, da oltre Mediterraneo, da oltre confine.
Stavolta ci stiamo esaltando sulle Presidenziali Francesi. Il duello da svolgersi il 7 Maggio 2017, tra la Pasionaria di estrema destra, Marine Le Pen, che ci riprova ancora, e stavolta pure con risultati insperati, e il centrista Emmanuel Macron, sembra che riguardi l’imminente fine dell’Europa.
Vince Macron= siamo ancora Europei, siamo ancora agli ordini della Merckel, siamo ancora nella no panic zone.
Vince Le Pen= siamo improvvisamente senza migranti come capro espiatorio, siamo fuori dall’Europa, con la moneta più povera della UE, siamo di nuovo il popolo-cuscinetto che farà i conti, da solo, con un’Africa che vuole la sua fetta di civiltà.
A ciò aggiungiamo i Tweet e i post FB di Renzi, che già si sente la reincarnazione di Macron, trovando con lui tanti punti in comune e sostenendolo apertamente.
Del resto, coetanei, Renzi del 1976 e Macron del 1977, entrambi devono gran parte della loro fortuna alle proprie mogli.
Quella di Renzi gioca il ruolo prettamente italiano, di ancella del focolare domestico. Professoressa di Italiano e Latino in un liceo di Firenze, Agnese Landini, con il suo equilibrio, riesce a fornire quel tanto di pace al guerriero Matteo, che al suo ritorno tra le mura domestiche ce lo immaginiamo alle prese con i soliti problemi di un qualunque padre di famiglia, avvelenato se la Fiorentina perde, esaltato se deve vincere alla PS4 uno dei suoi figli. IL più comune esempio di italianità.
Macron, più francese di lui, ma suo coetaneo comunque, ha sposato la sua ex professoressa di Francese e Latino del Liceo, di 24 anni più anziana, e ne è innamorato fin dai tempi del Liceo.
Con lei condivide l’ambizione e la voglia di emergere, le battaglie politiche iniziate solo nel 2016, la passione per i viaggi e la bella vita. Lei, dal canto suo, ha divorziato dal marito, banchiere affermato, nel 2006, per sposarlo nel 2007, con buona benedizione dei tre figli, tutti coetanei di Emmanuel, e anzi, una, persino sua ex compagna di classe.
L’evoluzione culturale francese la fa da padrona. Edipo Re si vedrebbe rubare la corona e lo scettro da questo bel giovanotto francese, dai modi educati, lupo dell’alta finanza in incognito, tutto teso a diventare il “Cicero pro domo sua” della questione.
Già. Permettetemi di vociferare fuori da quel coro di esaltati italiani che plaude a Macron come plaude a qualsiasi uomo che si erga fuori dagli schemi che loro non avranno mai il coraggio di rompere.
Macron non è l’alternativa. L’ideologismo farneticante della Le Pen, di fronte alle idee dello scaltro finanziere buttatosi in politica, sembrano solo i sogni dell’adolescente ricca e snob che ancora non conosce il mondo.
Quando la finanza sposa la politica, chi ci rimette è inevitabilmente la gente comune. Vedasi governo Monti.
Quindi prima di esaltarsi, cercando similitudini con uno assetato solo di soldi e di potere, io ci andrei cauta. E cercherei, da povera italiana, nel mio piccolo, di fare la differenza, di lanciare un vero segnale, e non di seguire le orme del Trumpismo che ormai dilaga.
Invece di stare sempre a cercare un modello di vita, cerchiamo di diventare noi modelli di vita per gli altri. Chissà che con questo piccolo sforzo, spariscano tanti mali della nostra società.
Io penso positivo.
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