Fabrizio Cristofari 350 260

Fabrizio Cristofari 350 260di Ivano AlteriDopo innumerevoli telefonate incappate nel perenne “occupato”; di richiamate, quando ad essere occupati eravamo noi; appuntamenti programmati e riprogrammati, spostati di qualche ora o di qualche giorno, finalmente ci avviamo all’incontro, definitivamente fissato per il 5 aprile alle sette e quindici (quindici!) di sera, transitando per una Via Aldo Moro ormai quasi libera dal consueto via vai di macchine e persone, per giungere a Piazza De Mattheais, a Frosinone, sede del suo comitato elettorale. Arriviamo in anticipo di qualche minuto. Gli addetti alla segreteria ci chiedono nome e cognome, numero di telefono e indirizzo email, ragione della visita e testata giornalistica. Li forniamo con un punto interrogativo che ci ondeggia sulla testa e ci sediamo all’ingresso in paziente attesa. Consultiamo le notifiche sul nostro profilo facebook per ingannare il tempo, senza minimamente sperare nel carattere impegnativo di quel “quindici” precisino. E invece dopo pochi minuti arriva lui, tra i calorosi saluti degli astanti: il Dottor Fabrizio Cristofari, candidato sindaco di Frosinone, per la nostra sospirata intervista.
Ci accomodiamo in una stanza già occupata da un’altra riunione giunta al termine, i cui partecipanti si allontanano con sollecitudine. Ci facciamo indicare una presa di corrente per soccorrere la batteria del telefono ormai quasi scarica, ed iniziamo a registrare.

Dottore, siamo arrivati a sei candidati e decine di liste civiche

(Ci pensa un attimo) Ah, la dottoressa Bonaviri.

Sì. Come si fa a farsi notare in questo affollamento?

Noi ci rivolgiamo soprattutto agli strati sociali più deboli, alle loro concrete difficoltà, che rappresentano per noi le difficoltà della città intera. Vogliamo poi concentrarci sulla grave situazione ambientale, cittadina e non solo, e sulle conseguenti ricadute sulla salute delle persone. Per far questo abbiamo raccolto le competenze necessarie, e utilizzato un metodo internazionale per individuare gli obiettivi dell’Amministrazione e misurare i risultati conseguiti. Abbiamo voluto coniugare il principio della professionalità con la disponibilità verso gli altri. L’Amministrazione che immaginiamo è quella che costruisce una città più “smart”, più sana, più salubre, in cui ci sia maggiore sicurezza. Insomma, un’Amministrazione davvero aperta alla gente, quella che ai cittadini dice Sì e che le risposte, nei limiti della Legge le trova sempre.
A proposito di strati sociali più deboli, in questi giorni sta prendendo nuovo vigore, mai spento per la verità, la questione della Vertenza Frusinate, che rappresenta il disagio di qualche migliaio di famiglie della provincia di Frosinone. Sappiamo che a Frosinone città dovrebbero esserci ben ottomila persone precipitate nella povertà vera.

Come può un’Amministrazione cittadina fornire risposte a queste drammaticità?

Ne sono perfettamente consapevole. Ho deciso di raggiungere l’Amministrazione Provinciale, occupata dai lavoratori di Vertenza Frusinate, non solo per esprimere solidarietà, ma anche per fornire il mio sostegno concreto. Mi sono poi messo in contatto con la Regione per sollecitare un cambiamento delle politiche attuate. Perché bisogna sì preoccuparsi della creazione di nuovi posti di lavoro con opportuni incentivi alle imprese, ma anche dell’emergenza in cui si trovano queste nostre famiglie attraverso la proroga degli ammortizzatori sociali.

Ma l’Amministrazione cittadina cosa può fare?

Io credo che costruire una città più efficiente, capace di attrarre investimenti, che si preoccupi per esempio di rimettere in sicurezza gli edifici, possa far ripartire l’edilizia e creare occupazione. C’è inoltre bisogno di realizzare un ambiente propizio alla creazione di nuove imprese, per favorire la riconversione produttiva in un territorio industrialmente devastato.

Prima della Giunta Ottaviani, si era costituita in città la Consulta delle Associazioni, che poteva essere l’ossatura di una partecipazione vera dei cittadini. Ora non c’è più. Ritiene che la partecipazione possa essere d’aiuto alle Amministrazioni per rimettere in sesto una città disastrata sotto molti punti di vista, non solo quello economico-sociale?

Posso dire in tutta onestà di essere stato tra i fautori della Consulta delle Associazioni. In questi giorni ci siamo rivolti ai lavoratori della Tenda, rappresentati da tante di quelle Associazioni, perché abbiamo intenzione di realizzare una “Amministrazione diffusa” sul territorio, proprio per mantenere uno stretto contatto con i cittadini. Tra l’altro, chi avesse seguito le vicende del Forum promosso dal dottor Parlanti ha potuto notare che siamo intervenuti sui diversi temi, ma che abbiamo soprattutto colto uno degli aspetti più rilevanti promossi dalla Consulta, che era quello del Parco Cosa.

I lavoratori della Tenda sono stati espulsi dal loro posto di lavoro, e la gestione dei servizi che una volta curava la Multiservizi, di cui erano dipendenti, è stata assegnata alle cooperative, senza alcuna garaFabrizioCristofari d’appalto. Ritiene che quei servizi debbano tornare “in house”, come le norme consentirebbero?

Il tema rappresenta il modello plastico su cui noi abbiamo studiato il nostro metodo di lavoro. Riteniamo infatti che la gestione dei servizi debba essere necessariamente integrata a quella dei territori limitrofi. Per questo prendiamo come esempio una densità abitativa di 150mila residenti quanti quelli presenti nel raggio di 7 chilometri e mezzo dal campanile di Frosinone.

Si riferisce alla “città intercomunale”?

Lo spunto della città intercomunale è intelligente. Ma io sto parlando dell’applicazione della Legge-Delrio, che prevede le unioni dei Comuni per la condivisione e il consumo di beni e servizi. Credo sia un modello capace di proiettarci in una Frosinone 4.0, in grado di fornire adeguatamente soluzioni articolate su un territorio più esteso. In questo quadro, il loro ritorno “in house” attraverso una nuova società Multiservizi, potrebbe certamente garantire un’occupazione dignitosa ai lavoratori.

Tra i vari servizi, il più sensibile ci pare quello della gestione dell’acqua. Nei mesi scorsi, i sindaci hanno votato per la risoluzione del contratto con Acea. Cosa ne pensa?

Penso che prima della risoluzione del contratto ci siano le tariffe improponibili dalle quali sono gravati i cittadini. E questo per me è inaccettabile. Quanto al resto, Acea ha già comunicato che la prima tranche del ricorso prevede 20milioni di risarcimento. Temo quindi che il provvedimento possa aprire un contenzioso milionario con il gestore, con inevitabili e preoccupanti conseguenze economiche a carico degli utenti. Qualche fine giurista, a mio parere, sa bene che quella delibera non sta in piedi. E’ importante invece partire da due principi fondamentali. Il primo riguarda il referendum del 2011, con cui gli Italiani hanno optato per una gestione pubblica, o con società a maggioranza pubblica, dell’acqua. Il secondo principio è che Acea è una società a maggioranza pubblica. E’ necessario quindi rivolgersi al Comune di Roma, in quanto maggiore azionista, per trattare una forte rimodulazione delle tariffe, una moratoria dei mostruosi conguagli in bolletta e nuovi investimenti per eliminare le dispersioni dagli impianti fatiscenti. Io sono abituato a rapportarmi con i cittadini con rispetto e civiltà. E come vede, sto dalla parte loro.

Un altro servizio sensibile è senz’altro quello della raccolta dei rifiuti

E’ un dato di fatto che l’attuale Amministrazione abbia avuto qualche problema nella gestione dei rifiuti. Frosinone è al momento decentemente pulita ma non si fa alcuna raccolta differenziata, con gravi danni all’ambiente e ulteriori oneri per i cittadini dovuti allo smaltimento e alle mancate premialità previste dalle norme. Noi pensiamo, invece, che la gestione del ciclo dei rifiuti con una efficiente raccolta differenziata, nell’ambito di un’economia circolare come quella che stiamo progettando, debba essere centrale. Occorrono controlli, provvedimenti mirati, un completo ciclo efficiente ed efficace.

Nei giorni scorsi il Pci di Frosinone ha manifestato il proprio sostegno a Stefano Pizzutelli, candidato sindaco della lista vostra concorrente Frosinone in Comune. Perché non siete riusciti a ricostruire il Centrosinistra a Frosinone?

Ho appreso con dispiacere che il Partito Comunista Italiano ha deciso di non sostenere la nostra proposta che ha una sua credibilità e si pone come la reale alternativa ad Ottaviani. Ritengo che il giudizio più o meno positivo sull’operato del Pd nazionale non debba interessare una competizione amministrativa. Bisognerebbe invece capire che il vero avversario da battere è un’Amministrazione, quella di Ottaviani, che ha portato Frosinone in fondo a tutte le classifiche nazionali sulla qualità della vita e che l’ha fatto nella totale noncuranza dei suoi cittadini.

Resta il fatto che la coalizione non riesca a tenere insieme i suoi naturali alleati…

Io credo fortemente in un movimento progressista che non si riduca a un insieme di sigle partitiche ma che rispecchi una visione del mondo, della società, della città, e io voglio rappresentare questa visione, al di là dei gruppi che vi aderiscono. Girando per la città ho la forte percezione che i cittadini abbiano ben compreso la validità della nostra proposta e ce lo dimostreranno col voto disgiunto, al primo o al secondo turno.

Tornando alle competenze e alle pessime posizioni in classifica della città: siamo proprio sicuri che sia un problema di competenze?

Intanto, le competenze dovrebbero inserirsi in un quadro di collegialità, mentre negli ultimi anni abbiamo assistito ad una giostra su cui salivano e scendevano Assessori, in assoluto spregio della buona politica e anche con mancanza di rispetto per le stesse persone coinvolte. In queste condizioni è difficile realizzare un valido circuito di professionalità.

Voi, invece, cosa avete in programma?

Noi abbiamo in mente un modello di riferimento virtuoso e aperto, capace di attrarre e lasciare esprimere le capacità, quelle che ci sono e quelle che si creano con l’esperienza. Io sono un medico, sono abituato ad affrontare problemi anche gravi e complessi, ad analizzarli con dedizione e attenzione, ricorrendo a tutti gli strumenti scientifici che ho a disposizione, sapendo che dalla mia professionalità e dalla collaborazione con gli altri può dipendere la vita o la morte di un paziente. Questa competenza, questa responsabilità e questa cura, io voglio metterle a disposizione di Frosinone.

Qualcuno insinua che lei si candidi a sindaco avendo in mente altre candidature.

Io mi candido per fare il Sindaco di Frosinone. Non ho alcuna altra ambizione e nessun’altra candidatura. Non potrò persino fare il direttore generale della Asl, non mi interessa e c’è inoltre una legge che lo vieta. Non ho paura delle Sibille che cantano per nascondere la propria incapacità di offrire a Frosinone una formazione culturale adeguata, di dare risposte in campo universitario a studenti e docenti. Sono le stesse che favoriscono il proliferare dei centri commerciali uccidendo le piccole attività artigianali, che non riescono a garantire la manutenzione delle strade, e che solo negli ultimi mesi provano a mettere “pezze” a cinque anni di Amministrazione del nulla “alla vecchia maniera”. Non giochino sugli effetti scenici per prendere voti, siamo in tanti ad avere gli occhi aperti e a puntare al meglio.

Ma ci sarà un secondo turno?

Se non vinciamo al primo, sì.

Frosinone 8 aprile 2017

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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