di Fausta l’Insognata Dumano – Lunedì mattina a scuola ho lezione nelle due prime, sono 14enni, al massimo qualche 15enne, la vicenda del giovane “Emanuele” (Emanuele Morganti assassinato ad Alatri ndr) per la brutalità e l’omertà che ha circondato l’aggressione sono sotto i riflettori nazionali.
Le prime ricostruzioni giornalistiche sono confuse: “di certo il branco è albanese”, “tale ferocia è per forza associata agli immigrati, ma si c’è qualche italiano”. Sui social “rimandateli a casa”. Entro nella prima classe, convinta che avessero discusso, parlato con i genitori. Sorpresa, solo il 60 per cento conosce la storia, cosa è successo, ma soltanto per aver letto qualcosa sui social. Stessa reazione nell’altra prima. La storia di Emanuele è lontana da loro. Sono frastornata, poi realizzo che sono i cuccioli della nuova generazione, mi ero accorta già a Roma che qualcosa era cambiato, mi ero sentita mamma chioccia e i suoi pulcini, non si allontanavano, avevano paura di perdersi , non sapevano timbrare il biglietto. Sono i figli di genitori giovani, i figli della paura, i figli che si accompagnano in ogni dove.
I nuovi figli di una società che ha paura, paura del terrorismo, paura del diverso, paura, paura solo paura e allora mi stringo il cucciolo, gli tarpo le ali fin che è possibile. Lo proteggo anche dalla cronaca brutale, evitando anche il telegiornale che è lo specchio della società malata. Mi assale un senso di colpa li ho scaraventati in un tunnel dell’orrore che non è quello del luna park, ma una realtà macabra a pochi metri.
All’orrore in cui sono stati trascinati cerco di offrirgli sollievo con un commovente articolo di Alessio Porcu, la “donazione” degli organi, Emanuele vivrà in altri corpi, la generosità dei genitori. Questa società ha ancora qualcosa di positivo. Sono dei cuccioli indifesi, ma la storia di Emanuele è lontana da loro. Il sabato sera al massimo lo struscio in via Aldo Moro. Mamma o papà strusciano nel marciapiede opposto. Al market incontro due mamme a cui spiego che in classe ho scoperto che i miei cuccioli erano “lontani” non sapevano. Anche loro con i figli quindicenni non ne hanno parlato, anche loro sono “le mamme della paura”, finché è possibile li tengono sotto l’ala della chioccia. Il giorno dopo arrivano documentati in classe, con una certezza “se li arrestano stanno fuori subito”. Hanno ritagliato titoloni sul branco albanese, poi ci colleghiamo in rete leggiamo l’articolo del prof Cacciola “non erano albanesi”.
E ……il più cucciolo della classe dice “questa storia spaventa di più è come quando si scopre che a uccidere è stata la mamma o il papà.” Ti guarda con gli occhioni da cerbiatto “Prof, continuiamo a leggere quel romanzo di Bonaviri”. Un ‘altra preferisce i verbi, anche la prof bacchettona sul congiuntivo e il condizionale. Meglio allontanarsi da questa realtà. Allora proponi di tirare fuori un libro che stanno leggendo, escono fuori la “saga di Henry Potter”, a sorpresa anche “Il Milione” di Marco Polo.
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie