di Avv. Anna Elisa De Santis – Le prossime elezioni comunali di Frosinone, poiché riguardano la città capoluogo della Provincia di Frosinone, sono di interesse per l’intera popolazione ciociara, specialmente nella riorganizzazione istituzionale delle provincie che è in atto, tra difficoltà e potenzialità.
Le questioni istituzionali sembrano lontane anni luce dal nostro quotidiano e invece accade che, per esempio, l’area prossima alla stazione ferroviaria di Frosinone subisca una modificazione del sistema di mobilità. Diventa difficile accedervi, tutto si complica non solo per i residenti ma anche per i molti pendolari che, nella contrazione dei servizi di trasporto ferroviario, devono partire proprio da Frosinone, come quelli di Ceccano, dove io stessa abito.
L’amministrazione futura dovrà misurarsi anche con il tema non lineare del rapporto con il suo hinterland e con l’intero territorio provinciale, innovando metodi e sostanza, attivando partecipazione per affrontare le questioni aspre che richiedono compattezza e conoscenza della variegata realtà territoriale, verso la quale il capoluogo ha una funzione propria importante e da muovere.
Il diverso livello di qualità amministrativa ha come premessa anche lo stile e il metodo della campagna elettorale, strumenti connessi alle finalità della politica amministrativa che vengono proposte agli elettori.
Il punto, tutto politico, del momento è che la gestazione della nuova competizione elettorale non si inchiodi in una logica assoluta di calcolo ipotetico su squadre da conteggiare, persone da incolonnare attorno a candidature e candidati.
Ricollegare la politica alla cultura su cui la nostra democrazia si è formata
Occorre invece innovazione. Nella nostra realtà frusinate, il segno dell’innovazione potrà partire fin da ora, ricollegando la politica, divenuta desueta nell’agenda quotidiana di molti abitanti di questo territorio, alla cultura su cui la nostra democrazia si è formata. Cultura del rispetto per le persone, della politica come diritto e come servizio perché mancando uno di questi due termini essa è fragile e inquinabile, così come lo è stato il nostro ambiente naturale negli anni passati che sono stati estenuanti per la natura aggredita e per quanti si sono impegnati a difenderlo in prima fila, nelle sedi associative, politiche, giudiziarie. Nelle piazze, quando è stato necessario. Una politica che tuteli e riaggreghi i soggetti più esposti alla crisi, come le donne, contrastando le tendenze avverse alla loro presenza sociale e humus culturale della violenza.
In questo contesto ho sentito come importante la scelta del Dott. Cristofari di insistere nella sua candidatura, nonostante che l’apprezzabilità della posizione professionale e sociale raggiunta, dovrebbe, secondo una valutazione di sommaria utilità personale, sconsigliargli di affrontare “l’impresa”, che si profila molto dura, della candidatura a Sindaco.
La scelta del dottor Crisofari è significativa e innovativa
È significativa la scelta del Dott. Cristofari anzitutto perché antepone all’interesse personale quello collettivo, pubblico. Ma è anche innovativa, perché indica un diverso punto di equilibrio possibile nella vita di una persona impegnata anche in politica, come Cristofari è. Un equilibrio tra le diverse parti di noi stessi che compongono l’unità della persona, sintesi di idee, competenze, relazioni familiari, di lavoro, economiche, professionali, culturali, sentimentali. Un equilibrio che è dinamico e nel quale la politica ha un posto importante, ma non alternativo al resto di sé. È così che potrà sperimentarsi un modo di fare politica e di governare, senza attaccamento “alla poltrona”, nel rispetto proprio, dei cittadini elettori, dei partiti o delle forme associative di eventuale appartenenza. Al PD, in questo caso, ma la scelta di Cristofari è interessante per tutti coloro che hanno a cuore la partecipazione democratica e la qualità amministrativa del governo locale.
Posso solo aggiungere che la disponibilità del Dott. Cristofari ad “esporsi” affrontando una prova importante quale è la campagna elettorale amministrativa di Frosinone, è di sprone ai molti che quotidianamente vengono chiamati ad affrontare prove della vita a volte inevitabili, come sono quelle della malattia.
La malattia, è un evento che riguarda la salute, la sua eventuale diminuzione. Nelle malattie croniche e in quelle chiamate degenerative (con linguaggio crudo e socialmente rilevante), la malattia può modificare non solo la potenza fisica ma anche la forza relazionale, economica delle persone coinvolte, con una incidenza moltiplicata nelle donne e peculiare nel lavoro autonomo, nelle professioni e nel precariato attuale. Le persone devono essere sostenute socialmente perché la malattia non si traduca senza contrasto in una diminuzione dell’uomo che ne è colpito. E il contrasto è nelle scelte di governo, anche locale, capaci di muovere la cultura e la scienza in un’alleanza nuova ed etica, per combattere pregiudizi e superstizioni che alimentano il male insito nelle patologie. Di essa credo che potrà essere protagonista il Dott. Cristofari, se sarà Sindaco, oltre che per le ragioni che ho appena detto, anche per gli effetti positivi che potranno derivare dall’impianto nell’organizzazione amministrativa comunale dei principi umani della medicina a cui egli si è riferito nel suo lavoro, sia nella pratica medica che nell’organizzazione sanitaria. Ambiti nei quali il riferimento all’etica e ai diritti umani è stato non formale.
Sarebbe interessante un focus non solo comunale per fissare impegni anche a favore di crescita armoniosa fra Frosinone e territorio provinciale.
Il lavoro che il Dott. Cristofari svolge, come Presidente dell’Ordine dei Medici di Frosinone per la promozione del ruolo attivo della professione medica nella finalità di qualificazione dell’organizzazione sociale, mi sembra significativo. In linea con l’impegno dei medici della medicina sociale, che hanno partecipato, durante il Risorgimento e dopo, alla costruzione di un’Italia consapevole del problema della povertà e della malattia come problema sociale.
Questa è stata una parte non piccola della nostra storia e dobbiamo esserne coscienti per essere consapevoli anche nelle decisioni politiche.
Infine, il Dott Cristofari è nei miei ricordi di “quegli anni”. Il sessantotto ciociaro arrivato con qualche anno di ritardo rispetto al calendario francese, ma preciso e rumoroso anche qui. Base di crescita per tanti di noi, in modi diversi attenti al cambiamento di cui eravamo protagonisti, nella prassi dello studio, della politica, della stessa religione. Anche nel Liceo classico Turriziani.
L’impegno attuale di Fabrizio mi sembra che in qualche modo continui lo spirito di allora al cambiamento, al rispetto degli altri. Della lezione di chi molto ha sofferto per gli orrori della mancanza di libertà, la grande Hannah Arendt, che dall’olocausto ha tratto un messaggio di speranza nell’azione umana, a difesa della democrazia che non è mai un risultato definitivo.
Se sarà il caso, se Fabrizio lo riterrà utile, sarebbe interessante costituire un focus non solo comunale per fissare qualche punto di impegno della futura amministrazione a favore della crescita armoniosa di Frosinone nel territorio provinciale.
Ringrazio chi vorrà dare spazio a questo intervento, che è parte della mia scelta personale e politica per la libera e consapevole presenza in una società che, anche a Frosinone, spero sempre più giusta, equa e solidale, dove anche enti e imprese agiscano con responsabilità sociale.
Avv. Anna Elisa De Santis
si occupa di etica aziendale. Ha insegnato legislazione sanitaria nella Scuola di specializzazione di Igiene e Medicina preventiva, Università La Sapienza; ha svolto per molti anni il lavoro di avvocato; è stata Pretore onorario; ha lavorato nella ASL di Frosinone. Ha fatto parte del Comitato etico dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma. È stata assessore alla sanità nel Comune di Ceccano negli anni 70. Ha partecipato all’associazionismo e ai movimenti delle donne e dell’ambientalismo, all’organizzazione giovanile del PCI (FGCI), della quale è stata dirigente.