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XCongressoPRCdi Ignazio Mazzoli – Il primo aprile 2016 Rifondazione Comunista rilanciò la sua iniziativa con il segretario Paolo Ceccano intorno alla proposta di aggregare il complesso delle forze della sinistra antiliberista e alternativa al Pd e ai socialisti europei.

Riprese la presenza fra le lavoratrici e i lavoratori davanti alle fabbriche a partire da quella di Marchionne a Piedimonte S. Germano i cui cancelli erano stati disertati per tanto tempo e lì eravate anche questo 8 marzo. Una scelta merita di essere citata: quella di non partecipare al voto per il rinnovo del Consiglio provinciale pur essendo l’unico partito a sinistra del PD e dei suoi alleati, che aveva ed ha una rappresentanza in un consiglio comunale, quello di Esperia.
Una prova di grande coerenza politica, che non ha costretto Rifondazione in accordi di dubbio significato e ancor più di dubbia utilità, ma anche di grande coerenza istituzionale, si istituzionale, perché dopo la vittoria del No nel referendum del 4 dicembre 2016, quella procedura di voto è dichiaratamente incostituzionale.

 

Non è facile operare in questo territorio. Grandi criticità: manca il lavoro. Danni notevolissimi all’ambiente come il mancato risanamento della Valle del Sacco. Una sanità menomata e vieppiù spinta verso la privatizzazione. Una disastrosa e vessatoria gestione privata dei servizi idrici di cui ignoriamo cosa ne è della rescissione del contratto. L’inferno dantesco del mondo dei rifiuti fra scandali della raccolta e delle discariche insieme a procedimenti giudiziari di cui non si vede l’esito. Di cui i responsabili più vicini sono le scelte neoliberiste della Regione Lazio e la sua sordità.

Dai bisogni una proposta di legge

I bisogni, come fragili germogli, provano a mostrarsi, come la proposta di Reddito minimo fra un lavoro e un altro, avanzata concretamente da Vertenza Frusinate con un articolato già inviato a tutto il consiglio Regionale del Lazio, ma pronto anche a diventare una proposta di legge d’iniziativa popolare. Il lavoro sarà un assillo anche per le generazioni future: Automazione e robotizzazione produrranno un popolo di centinaia di milioni di disoccupati. Chiedo: l’utilizzo di questi mezzi di produzione può restare nelle mani di qualche privato che a suo piacimento continui a decidere le sorti di larghe fette di umanità mentre lui si arricchisce smisuratamente?

Cosa si muove a sinistra del PD

Le cronache ci parlano di “campi larghi” e “campi estesi”. A me paiono definizioni senza senso politico. Forse solo elettoralistico. C’è un solo campo largo, ed è quello dei milioni di poveri, indigenti, disoccupati, cittadini immersi nel disagio generalizzato dei servizi sempre più costosi per i redditi di milioni di noi italiani, dal costo della luce, a quello dell’acqua, dei trasporti, del telefono, ma anche della sanità, che inibiscono consumi e qualità della vita. È un campo almeno di 15-20 milioni di persone. È abbastanza largo per rappresentare un sano impegno politico quotidiano, senza fare accordi o accordicchi, spesso mortificanti? È in quel campo che si debbono piantare profondamente le radici di qualunque forza politica che voglia davvero cambiare modo di fare politica. Ci sono in cammino processi unitari, penso a Possibile e Sinistra Italiana. Io l’apprezzo perché hanno in comune due punti importanti: fondano le loro scelte sul lavoro e non sul capitale come dice l’articolo 1 della Costituzione. Un punto da non dimenticare mai.
Per chi ci governa qual è il futuro di questo paese? Diventare un paradiso fiscale per ricchi stranieri che “forse” investiranno qui grazie alla Flat tax? Suvvia.PaoloCeccano al microfono
L’altro punto, irrinunciabile oggi. Essere alternativi al Pd, non solo alla destra dichiarata, ma alcuni che lo proclamano hanno già scelto di stare nelle maggioranze di governo come alla Regione Lazio. Il PD di Renzi è drammaticamente incapace di affrontare questa crisi, perché Renzi è pericolosamente inaffidabile, si è travestito da sedicente di sinistra per fare politiche di destra. Non solo mala politica, quindi. Renzi ha messo in alternativa i diritti civili ai diritti sociali ed economici. L’eguaglianza e la giustizia esistono se ci sono diritti sociali ed economici per tutti perché attraverso di loro passa la redistribuzione del reddito. Se non c’è lavoro e non c’è reddito è difficile poter apprezzare altre libertà, che rischiano di restare solo sulla carta. Renzi ha gettato il suo partito in una crisi profonda di credibilità. Gli costerà un prezzo altissimo. Le ragioni della tardiva scissione del PD, sono in questa assenza di impegno verso i diritti e i bisogni dei più deboli? Voglio crederlo. Vado oltre. Una domanda: possono coabitare nella stessa casa le rappresentanze del potere finanziario e quelle del lavoro e dei suoi diritti senza che questi vengano sacrificati e dimenticati?

Applicare la Costituzione con la partecipazione

Credibilità è la prima ricchezza di un partito politico e si è credibili se il legame con i cittadini si costruisce stabilmente con l’ascolto e le realizzazioni concrete.
La situazione critica e per certi aspetti drammatica richiede un’alternativa vera. La Costituzione che abbiamo salvato è l’alternativa. La sua applicazione integrale è la rivoluzione, io credo.
Meno accordi, anche in questa provincia e più lavoro per costruire la partecipazione. Le idee senza gambe non vanno da nessuna parte. Serve un movimento che conquisti risultati e non bisogna demonizzarlo come appare evidente negli atteggiamenti di chi ci governa. La protesta è insopprimibile, riconoscerla come fa la Costituzione significa garantire che resti democratica e non finisca in balia dei pugni ferro che abbiamo visto durante la lotta dei tassisti e degli ambulanti.
Oggi la lotta non decolla per 3 ragioni: 1) Manca il sindacato a sollecitare e guidare la protesta. 2) Pesano le divisioni nella sinistra. 3) La cultura della concorrenza anziché della solidarietà fra persone con gli stessi problemi, alimenta passività e la situazione marcisce perché la gente sta zitta. All’individualismo esasperato contrapponiamo la solidarietà e l’altruismo perché vincano le idee e non i carrierismi personali.
Il vostro volto giovane è un’ottima carta d’identità. L’informazione per quanto mi riguarda farà la sua parte, per fermare il degrado.

 
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