Napoli scontri

Napoli scontridi Daniela Mastracci – L’opportunità o meno di un atto politico ha a che fare con lo spazio e con il tempo entro cui l’atto si dà. Credo che la venuta di Salvini a Napoli sia stata inopportuna, che Salvini non abbia pensato largo. O forse lo ha fatto ed è stato in mala fede? Ha pensato che andava a gettare legna sul fuoco? Sapeva che andare lì significava cercare lo scontro?. Come non aspettarselo dopo anni di “Napoli colera”? Di “i giovani del sud puzzano”, “Non affittate a Napoletani” e via dicendo? La sua arroganza e il suo disprezzo verso il Sud, e Napoli in particolare, poteva restare senza risposta? Una manifestazione pacifica e con tanta affluenza di cittadini era stata prevista ed infatti ha attraversato ordinatamente le strade di Napoli, con il sottofondo musicale di “Gente do’ Sud” la canzone scritta da tanti artisti e che viene così raccontata: «La nostra canzone non parla di Salvini – spiega Luca Persico, alias O’ Zulù, voce dei 99 Posse – ma della società accogliente, multietnica e multiculturale che contribuiamo a costruire. Napoli è da sempre città dell’accoglienza, in tanti che cercheremo di raccontarci e raccontare questa città ma non racconteremo il nostro nemico».
Alla canzone-inno del corteo si è anche aggiunto l’appello anti razzista sottoscritto finora da docenti, artisti, intellettuali. Ma oltre alla risposta pacifica e cantata, si poteva davvero pensare che tutto si risolvesse così? Il dispiegamento di forze voluto dal Ministero degli Interni fa pensare proprio il contrario. Ma poi come dimenticare che Napoli vive troppe contraddizioni, inclusa credo la frizione tra amministrazione e organizzazioni malavitose, contraddizioni sociali ed economiche pronte ad esplodere con l’occasione giusta e ghiotta. Ed ora che scrivo, racconto che così è successo: Napoli è stata violenta contro Matteo Salvini. Ma della sua esondazione violenta, è Napoli che ci rimette di più, non certo Salvini, che ne esce eroe contro gli “sporchi centri sociali”, pronto a buttare giù come i campi rom, non appena al Governo, ha dichiarato.
Napoli ci rimette di più perché oggi starà raccogliendo i vetri in frantumi e pulendo le strade della “guerriglia”, starà anche vivendo un’ennesima spaccatura: il rancore dei cittadini contro quelli che, quelle strade, le ha insozzate di bottiglie incendiarie e ha distrutto macchine e quanto altro. Cittadini contro cittadini, corteo non violento, ordinato e tanto seguito, contro invece i manifestanti violenti. Un odio che resterà a Napoli e sarà un’altra responsabilità per De Magistris. Salvini s’è fatto la sua scena drammatica e ha preso migliaia di applausi, e avrà oggi dietro di sé fila ingrossate di militanti e affezionati leghisti, razzisti, xenofobi, inneggiatori del Fascismo, e ora “giustificati” dalla violenza del sud.
Lo si vede bene leggendo in rete post e soprattutto commenti, pronti all’insulto dei centri sociali e dei violenti napoletani, pronti al linciaggio mediatico di De Magistris “colpevole” di aver negato libertà di espressione a Salvini, e soprattutto colpevole di aver destato e motivato i facinorosi che si sono scagliati contro le forze dell’ordine. C’è stata al riguardo anche una dichiarazione del sindacato indipendente di polizia (Coisp) pronto a chiedere le dimissioni di De Magistris, accusandolo di essere ideologicamente responsabile degli scontri di ieri. Alla Mostra d’Oltremare di Napoli è stata messa in scena l’apologia di Salvini, addirittura vittima di fronte alla protervia dei manifestanti.

E alla fine chi paga tutto è solo Napoli, ma il nemico da colpire è Luigi De Magistris pur di salvare lo status quoNapoli scontri 2

E Napoli l’ha pagata cara.
Minniti non è escluso da questa riflessione: perché avrebbe potuto agire diversamente. Avrebbe potuto non appoggiare Salvini, che ha richiesto appunto la mostra d’oltremare; avrebbe potuto indicare, se proprio doveva intervenire nella vicenda partenopea, un altro luogo, fuori del circuito dell’amministrazione, che da subito, alla richiesta di Salvini, aveva detto di fare una scelta diversa a proposito della location del suo intervento. Su questo punto controverso si esprime bene il Manifesto quando scrive “Per far tenere il comizio è dovuto intervenire venerdì sera il Viminale. L’ente Mostra (al 66% del comune) aveva deciso di rescindere il contratto: gli organizzatori non avevano informato il cda che ci sarebbe stato Salvini, quando l’hanno scoperto l’ente ha chiesto di spostare la data perché i prevedibili disordini avrebbero prodotto un danno a un evento sui droni già programmato. La questura e la prefettura hanno fatto pressione ma venerdì, di fronte alle proteste, si è tenuto un nuovo incontro interistituzionale. La prefettura ha rimesso la palla alla Mostra in quanto struttura privata ma, quando il cda ha deciso la rescissione del contratto, è intervenuto il ministro Minniti. La prefettura ha quindi imposto il comizio sapendo di andare in contro a un pomeriggio di scontri. Alle 12 di ieri sono state consegnate le chiavi del Palacongressi alla questura”
Ma forse intervenire e condizionare gli eventi, non tenendo conto della posizione del sindaco e di tutta l’amministrazione, poteva tornare utile per mettere in ombra la figura di De Magistris. Il Sindaco, opinabile di sicuro in tante scelte, sta però ricucendo un rapporto forte tra amministrazione e cittadinanza, e lo fa all’insegna di politiche sociali dando voce, ora anche con DemA (associazione culturale promosSa da De Magistris), alle fasce deboli, al lavoro, ai servizi per tutti. Pronuncia parole forti quando parla, parole che sanno di Socialismo e che hanno potere di aggregazione a Sinistra. Forse è un pericolo, il sindaco De Magistris, per chi vuole conservare lo status quo di stretta di mano ai capitalisti? Di politiche sempre nel solco mai abbandonato del neoliberismo? E per chi vuole chiudere all’accoglienza? Chi propone scelte anti immigrazione? Chi sta mostrando i muscoli con la tragedia dei migranti, aprioristicamente bollati di “pericolosità” e quindi piuttosto che accolti, rinchiusi nei Cie?

 
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Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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