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lorenzo loreti 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – In gergo questo si chiama “articolo bucato”, flop della informazione, ma stavolta sono diventata dislessica, autistica, ma scriveremo, parleremo di Lorenzo Loreti, perché merita un posto speciale nell’antologia degli autori, degli artisti di UNOeTRE.it.
Morire a soli 24 anni con una vita davanti, piena di sogni e speranze è una pugnalata a tradimento. Mentre scrivo, martedì notte, cosa sia accaduto realmente alle 14,30 di lunedì 20 febbraio a casa sua in via Garibaldi, nessuno lo sa. Di certo c’è solo lo sgomento di quanti l’hanno conosciuto.
Lorenzo è un ragazzo, che ho visto crescere, con cui ho diviso momenti artistici, sogni e progetti, un ragazzo che svolgeva una vita tranquilla e regolare, studiava all’Accademia di Frosinone, aveva la passione per la scenografia. Un figlio d’arte, cresciuto con il latte e l’arte. Suo nonno è stato ”il Preside” del Liceo Artistico, quello che per antonomasia viene subito associato al liceo, un artista di uno dei gruppi storici dell’arte. Sua nonna è Rita Mele, un’artista che ha dato vita al collettivo donne arte, tanti riconoscimenti.
Lorenzo lavorava pure al bar Elletti. Di Lorenzo abbiamo già scritto parlando di un cortometraggio con la regia e la sceneggiatura di Chiara Gianesini, una giovane frusinate, un corto girato a Frosinone. In queste ore la pagina Facebook di “Lollo”, così veniva chiamato affettuosamente dagli amici è la testimonianza di come fosse amato e stimato.
Ieri sempre Chiara ha diffuso un altro video, che doveva restare “segreto” da rivederlo divertendosi tra dieci anni, un corto dove Lorenzo balla in piazza con Beatrice, una giovane fotomodella, che ha frequentato il Liceo Bragaglia. Un video per salutarlo, ricordandolo per i suoi sorrisi. Il ragazzo che elargiva sorrisi, i suoi sorrisi indelebili che resteranno scolpiti nei ricordi di chi l’ha conosciuto.

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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