frosinonedematthaeisaerea 350 260di Ivano Alteri – Seguiamo con attenzione quanto accade nell’agone politico cittadino, in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera a Frosinone, nel tentativo di scorgervi quegli elementi che, secondo il nostro personale giudizio, potrebbero essere dirimenti al fine di un “integrale” cambiamento delle condizioni generali della città. Non abbiamo alcun dubbio, infatti, sulla necessità che tale cambiamento debba essere integrale, ma ci rendiamo conto che è un obiettivo ambiziosissimo, che richiede sforzi individuali e collettivi particolarmente gravosi. Non sappiamo, perciò, se saremo collettivamente e individualmente in grado di sostenerli; ma, certo, se non vi riuscissimo dovremmo aspettarci ulteriori e dolorosi peggioramenti, per quanto possa essere difficile immaginare una condizione peggiore dell’attuale.

Obiettivo principale della tornata elettorale amministrativa prossima dovrebbe essere la rottura del meccanismo perverso che ha condizionato la vita cittadina degli ultimi vent’anni. In tale periodo, si sono alternate al governo della città diverse forze, di centro destra e centro sinistra, senza che si siano registrate sostanziali differenze riguardo le condizioni reali dei cittadini, gli indirizzi urbanistici, la gestione dei rifiuti e del servizio idrico, l’istruzione, le condizioni sociali, ambientali, economiche, morali, culturali, democratiche di Frosinone. L’appiattimento totale sull’esistente è lo stigma dell’intero ventennio. La città era ed è rimasta sempre agli ultimi posti delle classifiche nazionali sulle condizioni di vita. E, checché se ne dica, il problema di fondo non è stato affatto quello delle cosiddette competenze: da Marzi a Ottaviani, passando per Marini, di competenze ne abbiamo viste fin troppe, senza che sia cambiato, in meglio, alcunché.

Ricostruire il legame tra rappresentanti e rappresentati

Il problema reale, dal nostro punto di vista, è invece la quasi totale assenza di legame tra rappresentanti e rappresentati nell’azione amministrativa. Ciò non riguarda, è evidente, la sola città di Frosinone. Ma ciò non ci esime dal porci il problema nello specifico della nostra realtà; né possiamo aspettare che succeda qualcosa in generale e che qualcun altro intervenga per nostro conto a risollevare le sorti della nostra terra. La nostra personale opinione (l’abbiamo espressa più volte) è, dunque, che non vi siano molte possibilità di rinascita, se non mobilitando e unificando gli sforzi associativi di questi ultimi dieci-quindici anni. Insistiamo nel dire che senza un’azione coordinata delle associazioni, con l’intero loro bagaglio di proposte, elaborazioni e legami con la città, la speranza che qualcosa cambi, come suol dirsi, è ridotta al lumicino.

Con ciò non vogliamo sminuire, né tanto meno denigrare, quegli sforzi che pur si manifestano tra le forze politiche che definiamo tradizionali. Ma ci paiono afflitti da onanismo politico, se ci è consentita l’espressione, poiché ci pare che non siano ancora sufficientemente consapevoli, secondo la nostra misura, della crescente distanza che intercorre tra essi e le condizioni, e le percezioni, reali delle persone. Insomma, quegli sforzi, che vorrebbero essere politici, rischiano di relegarsi in un ambito tutto politicista, nonostante le buone intenzioni.

D’altra parte e purtroppo, però, il mondo delle associazioni fatica ad elaborare una visione d’insieme, e a suscitare la necessaria aggregazione, che sfocino in una propria azione politicamente efficace; e probabilmente è anche normale che così sia, in tempi normali. Tuttavia, le eccezionali condizioni storico-politiche, cittadine e non solo, richiedono sforzi e comportamenti straordinari, anche di supplenza ad una politica che sembra aver perso quasi ogni capacità di orientamento. Non possiamo, quindi, rassegnarci a questa condizione d’apparente impotenza, se è vero, come stiamo dicendo, che esse rappresentano pur sempre un’opportunità non riscontrabile altrove. E allora, che fare?

Forse potrebbe essere utile allo scopo far evolvere ulteriormente la buona idea del Forum proposto dall’associazione “Frosinone 2020”, che ha già consentito di aprire almeno un confronto pubblico e trasparente in città. Ad ora, però, rischia di diventare soltanto un pulpito utile ai candidati per amplificare la propria voce, magari assumendo fittiziamente posizioni elettoralmente interessate, senza avere assicurazioni che questo poi riesca a scalfire effettivamente le annose incrostazioni che immobilizzano la città. Altro conto sarebbe, invece, trasformare il Forum nel luogo di elaborazione comune delle associazioni e dei comitati cittadini, da cui far scaturire una proposta collettiva organica; e, perché no?, anche personale politico rappresentativo di quelle istanze. L’obiettivo non dovrebbe essere, necessariamente, la presentazione di liste autonome; ma, quanto meno, quello di porre vincoli sufficientemente forti da garantire che quelle che si presenteranno siano poi in grado, ed abbiano l’effettiva volontà, di far seguire alle parole i concreti fatti amministrativi.

Frosinone 17 febbraio 2017

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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