Anagni Palazzo della Ragione 350 260

Anagni Palazzo della Ragione 350 260Conversazione di Antonella Necci con l’architetto Alberto Pulcini – All’indomani del consiglio comunale del 7 Febbraio, mi reco all’ufficio tecnico del comune di Anagni per incontrare l’architetto Alberto Pulcini, che, ne sono certa, mi chiarirà cosa è stato approvato la sera precedente, e quali saranno i prossimi passaggi, relativi alla realizzazione del PUCG, o nuovo piano regolatore. Lascio la parola all’arch. Pulcini, poichè io posso interagire con lui solo attraverso semplici domande che servano al chiarimento dei punto.
L’architetto comincia così:
Noi abbiamo adottato, in quel consiglio comunale del 7 Febbraio 2017, il DPI, o documento preliminare d’indirizzo, che è il primo passo per la redazione del PUCG (Piano Urbanistico Comunale Generale) e servirà per poter andare in conferenza di servizio con la Regione e con la Provincia.
Esso contiene una corposa serie di analisi, di natura urbanistica, riguardanti l’edificato, quanto è stato attuato del vecchio piano regolatore dal 1975 fino ad oggi.

1. Come dal 1950?

Si perchè a tutt’oggi noi abbiamo un’UGM, cioè una carta tecnica del 1950 e un’altra del 2009. Queste sono le uniche carte tecniche regionali.
Pertanto al momento, con il DPI, esiste una collazione di tutti i documenti, che sono i piani prescrittivi esistenti (il piano territoriale regionale, il piano paesaggistico regionale, il piano provinciale, il piano ASI, il PRG attuale. Ad essi vengono unite le analisi di natura archeologica,quelle di natura geologica, utili per considerare le aree a rischio frana. A tutte queste analisi si deve unire la carta di uso del suolo, compresa in una relazione eseguita prettamente da un agronomo.
Tutti questi documenti concorrono a formulare la prima parte di analisi del DPI

2. E’ già una corposa indagine quella che serve per questo DPI…..

Si, ma ad essa si aggiunge anche un’indagine che vada ad individuare alcune linee strategiche di sviluppo della città.

3. Cioè?

L’arch. Pulcini mi mostra le carte, sia quelle relative alle linee di sviluppo della città, che quelle inerenti alle varie indagini di cui ha già parlato, e mi ricorda che il passo successivo che si dovrà fare sarà quella di convocare la conferenza di pianificazione con Regione, Provincia e Comune.
Nel mostrarmi il piano strategico, che qui allego in foto, l’arch. Pulcini mi mostra le 4 mini città. Prima la città di cresta, ovvero il centro storico e l’area verde limitrofa ad esso.PRG Anagni

4. Perchè è chiamata “di cresta”?

Perchè essa dovrà risaltare, a distanza, con tutte le sue peculiarità e dovrà essere circondata da edifici, ma anche da altri servizi quali piazze o altri siti di aggregazione, che risultino caratteristici e tipici del centro di un paese la cui componente storica è rilevante. A distanza, di questo centro storico dovrà risultare evidente il “muro verde”, o fascia di rispetto posto a valle della città. L’ing. Benevolo la chiama “Fascia di sistemazione paesaggistica con decompressione”, che sta ad indicare una limitazione dell’edificato attorno al centro storico.

5. La zona ASI e l’ex polveriera. La controversia nata ieri in consiglio comunale. Come risponde?

Il piano punta molto sul concetto “green”. Il concetto potrà, forse, avere oggi un velato aspetto utopistico, ma tale progettualità deve essere vista in previsione di quanto potrà sviluppare nei prossimi decenni. Intanto si punta ad una riqualificazione della zona ASI, dove, attraverso le analisi, le aree verdi sono risultate inesistenti. Ovvio che il PUCG si basa su una scala di valori di portata europea che tende a riqualificare aree industriali. Un esempio di area industriale riconvertita può essere la RUHR, mentre se vogliamo parlare di riqualifica di aree urbane, allora possiamo portare l’esempio di Porta Garibaldi a Milano.

6. Ma spianare quegli edifici ormai vuoti e non più industriali? Si può?

Ove possibile bisogna intervenire con piccoli e mirati interventi chirurgici, cercando di inserire le aree verdi che possono essere inserite anche nelle linee di comunicazione tra un’area e l’altra.
E l’arch. Pulcini mi mostra le brillanti idee relative alla Macchia e che porterebbero, attraverso sentieri e piste ciclabili, una futuristica congiunzione sia con l’area ASI e l’ex polveriera, sia con il centro storico della città di Anagni.

E’ questa l’idea più interessante del progetto. Me la faccio spiegare meglio.

In zona ASI sono posizionate aree verdi che sono solo schizzi concettuali, per ora. Tale zona viene collegata alla Macchia tramite un sentiero, il quale, dall’area di ristoro della Macchia, potrebbe addirittura fungere da collegamento con la città di cresta.
La zona dell’ex polveriera, invece, diventerebbe un’area per servizi superiori. Ciò significa che andrebbe ad assorbire tutti quei servizi commerciali, di formazione, di ricerca, di istruzione e sport che vengono definiti con la terminologia di “servizi superiori” e che ora mancano. Anzi che non ci sono mai stati.
L’arch. Pulcini, nel concludere, sottolinea ancora questo concetto. I servizi superiori sono tutto questo, tranne il residenziale e l’industriale.

Ce lo dobbiamo tenere a mente.

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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