consiglio lazio 350 260

consiglio lazio 350 260di Ignazio Mazzoli – “Il silenzio è d’oro” dice un vecchio proverbio. Forse, ma sicuramente non sempre. Ci sono alcuni casi in cui neppure è d’ottone, ma nemmeno ferraccio arrugginito. È silenzio immotivato, inspiegabile agli occhi del mondo e appare una fuga dalle responsabilità.
Il 25 gennaio finirono sotto sequestro la Saf di Colfelice e la discarica di Cerreto. Sigilli ad altri nove impianti di trattamento tra Frosinone e le province di Latina e Roma, 31 gli indagati con accuse che vanno dal traffico di rsu alla truffa aggravata, dalle violazioni ambientali alla frode. Questa la maxi indagine della DDA. Sotto la lente degli inquirenti l’intero ciclo dello smaltimento.
A caldo, tranne questa nostra testata e poche altre, fu ignorato l’accaduto. Tranne M5S, Possibile, Prc, Pci, singoli rappresentanti di altri partiti e l’interrogazione del Consigliere regionale Mario Abbruzzese all’Assessore Mauro Buschini non ci furono reazioni di sorta dai partiti che governano questa provincia. In particolare colpisce il silenzio sul tema, nell’assemblea del PD di giovedì 26 scorso. Come definire questo atteggiamento?

Fatti che chiamano in causa soprattutto la politca

La gerarchia delle decisioni, anche rispetto al tema rifiuti, è un monocolore PD dalla SAF alla Regione Lazio. Nulla da dire? Sembra incredibile, perché questo accaduto non è solo un fatto giudiziario, che ha la sua strada da seguire, ma in primo luogo è un fatto che riguarda i partiti che governano, che dovrebbero controllare ed intervenire per impedire errore e illeciti. Già nel 2015, nel dicembre un’interrogazione a risposta scritta (ad oggi mai arrivata) dei Deputati Beatrice Brignone e Luca Pastorino del gruppo “Misto-Alternativa libera-Possibile” aveva sollevato i problemi ambientali e gli illeciti presenti nell’area del Frusinate oggetto del sequestro attuale. Nessuno rispose. Sempre nel 2015 a fine 2015 i consiglieri regionali M5S presentarono una mozione a Zingaretti nella quale si chiedeva espressamente di sospendere l’attività di smaltimento rifiuti della discarica di Roccasecca e l’immediata messa in sicurezza del sito perché Il comando dei NOE a seguito di alcune indagini sulle falde acquifere sottostanti la zona dove insistono il sito della discarica gestito dalla MAD e l’impianto di trattamento rifiuti, gestito dalla SAF spa, aveva riscontrato valori di concentrazione di inquinanti superiori ai valori limite, che mettevano a rischio la salute umana e l’ambiente. Nonostante la drammatica situazione denunciata, la Regione Lazio di tutta risposta approva assurdamente l’ampliamento della discarica.

Istituzioni sorde e non solo

Questi precedenti sono sufficienti, se non altro, a dimostrare la sordità delle Istituzioni di Governo nazionale e regionale alle questioni poste o oggi sotto inchiesta della DDA. Questa è una dimostrazione di irresponsabilità politica.
Vogliamo ascoltarli questi signori che ci governano. Vogliamo che queste informazioni circolino. Invece di che si parla? Si scrive e si riferisce se ad impensierire Renzi è più Emiliano o D’Alema. Oggi con il fiato di Bruxelles sul collo, la disoccupazione giovanile al massimo, le frontiere chiuse alla spalla sul tema immigrazione, i capitali stranieri all’assalto di quel che resta di ancora competitivo sul piano imprenditoriale e finanziario. Come risponde il PD di Renzi? Nulla. Più che un leader è una star, nessuna valutazione autocritica e nessun programma a medio termine. Per questo partito il Paese non esiste ed anche per una parte degli organi d’informazione. Come a Roma accade anche qui nel frusinate. Per il prossimo futuro avremo settimane e mesi intensi per la frenesia elettorale e che ne sarà dei problemi dei cittadini, in particolare quelli che subiscono drammatici disagi?

A che punto è la rescissione del contratto con Acea votata dai sindaci?

Che ne è dell’Acea Ato? L’Assemblea dei sindaci il 14 novembre ha approvato a maggioranza con 33 voti a favore e 16 contrari (pari alla rappresentanza di 288.260 cittadini contro 109.598) la risoluzione del contratto di gestione idrica con Acea, ma tutto procede come prima. Fino ad ora silenzio e ci sono almeno due i livelli di discussione che si dovrebbero affrontare urgentemente: da un lato la definizione chiara della rescissione del contratto con ACEA Ato5, dall’altro l’ancor più impellente richiesta dei nostri concittadini che ormai quotidianamente vogliono sapere cosa devono fare per queste bollette molto esose e incompatibili con i propri bilanci familiari, mentre restano i tantissimi disservizi che alcune zone vedono ripetersi da anni. Su questo fronte i cittadini vorrebbero vedere impegnate tutte le forze politiche, a cominciare dal M5S, che in questi anni si sino impegnate contro la esosa e mala gestione delle risorse idriche. Non si può stare alla finestra.

Sanità. Di tutto si discute meno che di migliorare i servizi

C’è anche la sanità, ormai lanciata verso la privatizzazione e insieme carica di problemi. Si discute dalla chiusura del centralino e la decisione di spostare gli operatori (come è stato per Anagni) ad altre strutture, al pressing per il manager locale. Chi osanna la decisione di Zingaretti di bocciare Isabella Mastrobuono mantenendo una gestione commissariale a Frosinone per accontentare tutte le sollecitazioni che avevano sostenuto l’allontanamento della direttrice precedente di cui infastidiva la legittima autonomia della signora). «Un’operazione di marketing elettorale – dice Andrea Amata – con la quale il centrosinistra ha voluto attribuire a Isabella Mastrobuono tutto il male della sanità ciociara (…) la realtà delle cose, se letta con onestà, è [..dice..] che sono le linee guida di politica sanitaria, scritta direttamente dalla Regione Lazio. Dunque se Zingaretti boccia la Mastrobuono, in realtà boccia sé stesso e la sua politica in questo territorio».

Che pensare?

Bisogna chiedere scusa a questo territorio. Lo spettacolo a sinistra è desolante: la debolezza propositiva e organizzativa della cosiddetta “area radicale” e il “riformismo moderato” del Pd. Bisognerebbe occuparsi dei problemi della gente, occupazione, tranquillità dell’esistenza, ridurre i disagi sociali ed economici. Nulla, ma i tre casi vi abbiamo ricordato si possono commentare con le parole di Achille Occhetto, perché direttamente chiamano in causa “la questione morale” «Non neghiamo l’evidenza e il pesce puzza dalla testa (…) Proprio come oggi, il campanello d’allarme era chiaro. Andai alla Bolognina e chiesi scusa agli italiani. Feci pulizia nel partito e feci bene. Mi spararono da tutti le parti!». (da un’intervista di Luca Telese per ilgiornale.it dell’8 dicembre del 2008)
Ma c’è dell’altro e non di poco conto e non meno preoccupante: «Il PD guarda ai salotti buoni e la destra coltiva i quartieri popolari.»

30 gennaio 2016

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