di Antonella Necci – Trump-Il ritorno di Batman. Evidentemente quel film ha influenzato non poco l’immaginario collettivo, se addirittura il 45* Presidente degli Stati Uniti, usa nel suo discorso di insediamento la frase: “…. and give it back to you, the People.”
Infatti Trump afferma che finora l’America è stata governata da una ristretta cerchia di uomini, che hanno badato ai propri interessi, favorendo altri Paesi e aiutandoli nelle loro guerre e ogni volta che questi chiedevano aiuto. Così facendo l’America ha continuato ad impoverire. Non ha investito nel controllo e nel rafforzamento delle proprie frontiere. Ha visto morire fabbriche e imprese. Ha visto morire quella Middle Class che ha fatto la storia e la grandezza dell’America.
Da qui la frase: “Ridare l’America al suo popolo”.
Da un Presidente, la cui campagna elettorale ha sempre avuto toni accesi, non ci si aspettava un discorso secondo le regole. Trump non è abituato a seguire regole. La sua anima commerciale lo porta ad andare al nocciolo della questione, senza passare attraverso i giri di parole della politica. È beffardo, contraddittorio, offensivo, per usare termini gentili.
È da sempre abituato a comandare. E a farsi rispettare nelle sue decisioni padronali.
Il discorso durato 18 minuti non contiene ragionamenti raffinati sugli Amarcord storici, ma solo scarni dati oggettivi: Americani,ripiegate la vostra forza su voi stessi, rimboccatevi le maniche e non andate in giro ad aiutare il resto del mondo che ve lo chiede. E io vi dimostrerò che siete i più forti al mondo.
Protezionismo purissimo. Era dall’epoca delle Colonie Americane che non se ne sentiva parlare. È mancata solo la perla, che fortunatamente si è salvata, senza cadere davanti ai porci, di citare JFK e” non ti chiedere ciò che l’America può fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per l’America.”
Trump non è riconducibile dentro ad uno stereotipo di politico. Non è il repubblicano guerrafondaio che era George W. Bush.
I suoi comportamenti sociali sono oscillanti. Ha attaccato la Clinton in modo crudele per tutta la compagna elettorale, ma le aveva finanziato la precedente, quella contro Obama, e l’ha voluta al pranzo di insediamento, insieme al marito Bill Clinton, richiedendo una standing ovation per lei.
Pone il bene dell’America davanti a tutto, rifiutando accordi con l’Europa, ma poi dice che vuole sterminare L’ IS con la collaborazione di tutti.
Cerca il dialogo con Putin per spezzare di nuovo il mondo in due grandi fronti, ma non dice che si sta accordando con i nemici dei Russi.
Lo scenario che si dovrebbe aprire da queste prime mosse è drammatico, se non fosse che il commerciante che è in lui non gli farà mai prendere una posizione netta. Perché gli affari prima di tutto. E a nulla possono valere i discorsi umanitari della ” povera” Europa. Stretta tra due forze e priva di risorse naturali rilevanti, a differenza proprio di America e Russia, rischia di perdere una guerra importante per la supremazia dei ruoli. Oltre che diventare un mero centro di accoglienza e di smistamento di nuove forze provenienti da quelle nazioni ridotte alla paura e alla guerra proprio da chi ora non li intenderebbe più aiutare.
Inquietante, per ora.
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