di Ivano Alteri – Il 13 dicembre 2016 diverrà una data storica per i cittadini ciociari e la loro esperienza associativa. Dopo dieci anni di battaglie politiche e legali, nelle piazze e nei tribunali, essi e le loro associazioni sono riusciti a costringere i propri amministratori refrattari a dare finalmente battaglia al colosso Acea Ato Spa, che dal 2003 li vessava con servizi scadenti e bollette tanto cervellotiche quanto esorbitanti.
In quella data, finalmente, quegli stessi sindaci che per anni hanno mostrato un’inqualificabile indifferenza nei confronti delle proprie popolazioni, sono stati costretti a votare la sospirata delibera per la risoluzione del contratto con la società gestrice del servizio idrico. È una vittoria della partecipazione, quella alta, coinvolgente, competente, consapevole, determinata, organizzata; assolutamente necessaria a combattere ruberie e corruzione, vessazioni e raggiri, mala amministrazione e marginalizzazione degli interessi dei cittadini. È un esempio di efficacia che potrà tornare utile in tutti gli altri campi della vita collettiva, in difesa dei beni comuni e del territorio, per la creazione di un nuovo ceto politico, una nuova e concreta rappresentanza degli interessi e diritti dei più. È un sereno risveglio della maltrattata e vilipesa Ciociaria, che da terra di pascolo per gli istinti predatori di alcuni si mostra ora come terra di cittadini attenti, capaci di organizzarsi, di farsi rispettare, di difendere le proprie tasche e la propria dignità.
Ora bisogna continuare a tenere alta l’attenzione, continuare a coinvolgere lepopolazioni e superare le divisioni che pure ci sono state. Non bisogna, insomma, abbassare la guardia, ma intensificare gli sforzi organizzativi e divulgativi. Acea, da parte sua, non starà a guardare; e l’odierno orientamento degli amministratori potrebbe cambiare col modificarsi dei loro interessi spesso elettoralistici. Inoltre, una volta scacciata Acea da questo territorio, sarà necessario costruire un’alternativa valida per una buona gestione del servizio; e le ipotesi in campo non sono tutte utili a preservare il rispetto dei cittadini. In altre parole, si potrebbe cadere dalla classica padella alla classica brace, se l’attenzione dei cittadini dovesse scemare sentendosi appagata da una semplice delibera.
La gestione dell’acqua non deve più tornare ad essere relegata all’ambito degli addetti ai lavori. Gli interessi collettivi, in generale, non possono che essere curati collettivamente, senza distrazioni da parte di alcuno. Essi richiedono, tutti, grande, costante e informata partecipazione popolare. Essi richiedono l’impegno che collettivamente abbiamo saputo profondere per difendere la nostra acqua dagli artigli di Acea, con l’ottimo risultato finora conseguito. Essi hanno bisogno di noi e della nostra azione, per una diversa amministrazione della cosa pubblica e per una buona politica.
Frosinone 14 dicembre 2016
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