In un’ora e 17 minuti percorrendo 46,1 km sono state fotografate una serie di fabbriche chiuse. Non è uno scoop, ma soltanto un promemoria.
Non sono le uniche aziende chiuse in questo territorio frusinate. Ce ne sono di simili tante altre, tutte abbandonate, deteriorate, ma ancora lì a testimoniare non solo che sono state operative, che sono costate una grande quantità di denaro, ma che anche ora rappresentano un patrimonio edilizio che si può rendere di nuovo utile e produttivo e non è un destino irreversibile lasciarle degradare fino al decadimento completo o addirittura all’autodistruzione. Quelle “fabbriche” possono essere di nuovo luoghi di lavoro e di speranza per il futuro. Perché non provarci?
Un breve video come promemoria della crisi industriale e della disoccupazione nel frusinate
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