urlodiVanGogh 350 255di Daniela Mastracci – Settimane di ascolto. Settimane di volti rapiti, ma anche tesi, quasi spasmodici. In alcuni in buona fede, in altri con occhi maliziosi e bocche piegate a ghigni di insofferenza, di implicita ma non tanto velata disapprovazione. Altezzosità, arroganza, in molti. Voce flebile ma in cerca di sicurezze, in qualcuno. Le espressioni di quelli del SI sono molteplici intorno a me. Ma una cosa hanno in comune: sembrano donne e uomini di fede. Non frequento la chiesa da tanti anni, non so più che viso abbiano i fedeli: vedo solo quello di Francesco in TV.

Ma adesso sono loro del SI che mi sembrano fedeli: come avessero trovato un’illuminazione a cui non vogliono assolutamente rinunciare. Sembrano che perderebbero la strada, che, se restassero senza il loro nuovo Dio, tutto crollerebbe: sono impauriti essi stessi, o è soltanto propaganda? Io non lo so. Ma mi pare che siano impauriti. Non hanno strumenti per risollevarsi da un’eventuale sconfitta? Hanno loro stessi così poca stima di ciò stesso in cui hanno riposto la loro fede? Deve essere terribile, se fosse vero. Aggrapparsi ad una verità, difenderla ad ogni costo, come se ne andasse della vita, e però allo stesso tempo aver paura perché la si ritiene fragile. E che verità è mai questa?

È abissale: è come trovarsi sull’orlo di un baratro, avvertire quasi il salto nel vuoto e tenersi stretti ad un ramo secco. Non li può sostenere. Mi sento più di loro. Non ho certezze da sbandierare, ma nemmeno rami secchi cui aggrapparmi. Sono loro stessi che stanno dando una prova nefasta del loro Partito e del loro Capo. Ne hanno timore? Sono loro stessi che si messi sulla difensiva a prescindere. Ecco allora sono loro stessi che sono deboli. Ci stanno dicendo quanto sono deboli. Più li sento parlare e più ne ho quasi tenerezza. Sembrano bisognosi di appoggi, di bastoni, perché non sono in grado di camminare da soli, con le loro gambe. Accidenti! Che uomo è questo? Ma ne sono consapevoli? E tutti noi ne siamo consapevoli? Siamo schierati contro donne e uomini, se gli togliamo il bastone cadranno a terra inermi? E’ questo che sono?

Osservare e provare di capire

Allora io avrei timore di ciò e non di mercati impazziti: ipotesi evocata soltanto per intimorire da parte però di chi ha un sacco di timore. E poi ipotesi del tutto inverificabile: soltanto i fatti, quelli che ci accadono davanti sono verificabili…e manco tanto, a volte, figuriamoci quelli evocati in un futuro ignoto per definizione! Il partito che ha scritto e vuole la riforma a tutti i costi è un partito spaventato. Non crede in una sua capacità dialettica, non crede nella forza, che allora non ha, di superare questa battaglia. Questo mi spaventa: da cittadina non ho le armi politiche nelle mani, non sono un deputato, né una donna di partito, mi limito ad osservare e provare a capire. Ma di fronte ad un partito che non sa che pesci prendere è difficile non porsi la questione del dopo. Se loro stessi non si fidano, se stanno lì a dire a noi: che faremo se vincerà il NO? Quale scenario si aprirebbe con Salvini, Grillo and co.? (ieri sera qualcuno mi ha detto che io voto NO perché non vedevo l’ora di abbracciare Berlusconi! Da ridere o piangere?) Insomma chiedete a noi cosa accadrebbe? Non vogliamo la riforma della costituzione e non avremmo voluto neppure l’Italicum: siete voi che ci avete imposto l’una e l’altro; le condizioni dello scontro le avete poste voi. Una riforma che spacca il Paese; una legge elettorale che darebbe tutto il potere ad una mistificata maggioranza: certo che non la si vuole. Ma ve ne accorgete adesso? O l’avete fatta credendo (ancora un atto di fede!) che avreste vinto vita natural durante? Di essere davvero graditi agli Italiani? Che state perdendo consensi, ve ne siete accorti? Allora fate in tempo a votare NO e poi a pensare, tutti insieme, con uno sforzo comune, a rivedere la legge elettorale, scriverne una che non faccia aprire scenari da accentramento del potere, da assenza, di fatto, di un contrappeso in Parlamento: l’Italicum garantirebbe governabilità? Si chiama accentramento, però, e non più democrazia. Allora fate bene ad aver paura: se vincessero le destre che ne sarebbe di Europa, di Euro, di politiche sui migranti? Di diritti civili, che nemmeno voi siete in grado di garantirci, perché la maggioranza è spostata sin troppo sul “moderatismo”? perché avete preferito Alfano piuttosto che forze politiche prossime al riconoscimento di libertà di espressione di sé a 360°? Non è questo il luogo per rivangare?

Tante cose non vanno qui e altrove e la colpa può mai esser della nostra Costituzione?

Ma è proprio il retroterra su cui è nata la riforma che vi dovrebbe far pensare: è Sinistra? Non è nemmeno centrosinistra! Perché non è Sinistra la “buona scuola”, né il jobs act, né i tagli inverosimili alla Sanità, né le grandi opere in spregio del territorio e della salute, né la piega conservatrice delle unioni civili, né la nuova decantata maternità biologica quando gli orfanotrofi sono pieni, così come le case d’accoglienza (e sappiamo bene come crescono i bambini nelle strutture nominate), congiuntamente poi allo stralcio della stepchild adoption, e l’elenco potrebbe proseguire… privilegiare Marchionne e la sua infelice Fiat-Crysler, la sua delocalizzazione, la sua politica del lavoro, la sua precarizzazione. Non guardare al lavoro che non c’è. Pagare a voucher e lasciare nella difficoltà donne e uomini che vivono prossimi alla soglia di povertà, abbandonare quelli già poveri e far crescere quel vergognoso numero. Destinare milioni di euro alle spese militari….salvare le Banche… non si può chiamare Sinistra.

Allora quello che, da cittadina osservatrice mi aspetterei, non è la paura, ma una franca autocritica e la consapevole e ferrata capacità dialettica di superamento di questa empasse, che sembra non risolversi mai. Dal partito che si vanta di essere stato l’unico in grado di fare ciò che è stato solo promesso per 20 anni (ogni tanto il numero cambia. Ieri ho sentito “45”, in altre occasioni dicono 30 anni, qualche volta anche 70) da quel partito mi aspetto altrettanta forza! Mi aspetto che sappiano automodificarsi, ridiscutere e ritrovare una nuova e maggiore condivisione su una nuova linea politica, sociale ed economica. Dal partito che dice di avere tanto consenso è questo che mi aspetterei: non di certo che paventino l’apocalisse. Infantilismo della politica? Bambini incapaci di muoversi in autonomia? Bambini cui evocare la strega cattiva se non fanno i buoni? Non credo che vogliate un partito così. Il NO potrebbe essere liberatorio davvero: quasi un passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

 
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Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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