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di GiovanniMariaSartorio 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Questa volta la location dove andiamo per parlare di arte è il cimitero di Frosinone. Circondarsi di artisti ti fa scoprire sempre qualcosa, chiacchierando con il prof Paolo Culla, architetto ”ma lo sai che al cimitero Giovanni Maria Sartorio….”
Il Sartorio è uno scultore italiano, la cui vita è un romanzo, nasce da una famiglia poverissima, lavora come garzone di bottega da un intagliatore, solo a 21 anni frequenta l’Accademia Albertina, diventando uno dei più importanti scultori, viene chiamato il ”Michelangelo dei morti”, le sue sculture cimiteriali ebbero un successo incredibile,
”Cattivo perché non ti svegli??” tra le tante sculture certamente quella del bambino Efisino Devoto è la più inquietante nel cimitero monumentale di Bonaria, dove viene organizzato un tour tra le tante sculture nel viale, altre sculture nel cimitero di Jglesias. In una palazzina romana sulla Tiburtina, dove aveva il suo studio da una finestra sembra affacciarsi una coppia sarda, lui ha “berritta” sarda, ma c’è anche una giovane fanciulla ciociara.
Cimitero di Frosinone, in marmo di Carrara la tomba Carboneschi, che merita di essere restaurata. Nelle poche guide frusinati non si fa menzione di questo capolavoro artistico. A notarla è stato proprio il prof di architettura e design del liceo artistico Anton Giulio Bragaglia, Paolo Culla. Lo scultore in una traversata verso la Sardegna sul piroscafo da Oblia a Civitavecchia è misteriosamente scomparso, suicidio, omicidio, disgrazia? Il suo corpo non è mai stato rinvenuto

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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