di Ivano Alteri – In un nostro precedente intervento gettavamo uno sguardo su quanto sta accadendo a Frosinone in vista delle prossime elezioni amministrative del 2017. Notavamo, in quel nostro escursus: una sostanziale uguaglianza d’intenti e di riferimenti valoriali tra il centro destra di Ottaviani e il Pd (completamente isolato nell’ambito del centro sinistra), nel rappresentare gli interessi forti, e ristrettissimi, presenti in città, mascherandosi dietro liste sedicenti “civiche”; i veri fermenti “civici” in via di strutturazione, sulla spinta di volontà innovatrici, come Frosinone in Comune, che poi ha individuato il candidato sindaco in Stefano Pizzutelli; e infine la novità, nell’ambito delle forze politiche tradizionali, rappresentata dalla posizione, a nostro parere tempestiva e catalizzatrice, assunta dal partito socialista con l’indicazione del segretario politico Iacovissi quale candidato a sindaco e, con ciò, la volontà di essere presente, con evidenza e in controtendenza, come forza politica storica.
In quel quadro mancava, e manca ancora, la posizione del M5S, di cui, però, non ci interessa rivelare i retroscena, che rappresentano per noi l’“intimità”, da rispettare, di una forza politica. Attenderemo, perciò, l’espressione delle sue posizioni ufficiali per formarci una nostra opinione.
Nel frattempo, nell’agone politico cittadino è intervenuta un’altra notevole novità che, nell’ambito dell’attività politica non tradizionale, potrebbe rappresentare l’elemento dirompente, quello che costringe tutti a “cambiare il paradigma”. Un gruppo di rappresentanti di associazioni e di singoli cittadini si sono riuniti il 29 agosto e il 5 settembre 2016 per proporre la “Costituente cittadina per un raggruppamento civico delle forze democratiche e progressiste”. Tale costituente dovrebbe avvenire entro il mese di ottobre, ad opera di tutte quelle associazioni e cittadini che in questi anni sono costantemente e massicciamente intervenuti in difesa di diritti inalienabili, quali Lavoro, acqua, scuola, sanità, cultura, difesa del territorio e della memoria storica. In un loro “manifesto” (come riportato anche da questo giornale) descrivono i presupposti e le intenzioni della loro azione. Pensiamo che valga la pena approfondirne gli aspetti salienti, allo scopo di averne un’adeguata cognizione.
I promotori partono da una ricognizione del quadro politico esistente, rilevando che “una stagione lunga venti anni ha visto alternarsi al governo della Città un centro sinistra, sostenuto da forze di destra (15 anni); un centro destra (5 anni) che ha sprofondato il Capoluogo nell’abbandono, nel degrado e nel caos”. Il loro timore è che “sulla città e sui cittadini potrebbe abbattersi, ancora una volta, il solito tsunami”; ovvero che “un pugno di notabili, peraltro sempre gli stessi, dietro i soliti partiti di destra e di sinistra faranno incetta di avvocati, di medici, di ingegneri, di architetti, di imprenditori palazzinari e di quanti abbiano un ‘pacchetto’ di clienti, per ottenere un posto in prima fila in Consiglio Comunale, dove restare in silenzio religioso” per l’intera consiliatura. Facendo inoltre rilevare che “queste impure alleanze tra politica ed affari, ha ridotto Frosinone in uno stato pietoso”.
Dicono, dunque, i promotori che per impedire che ciò accada di nuovo, l’idea sarebbe “quella di aprire un dialogo tra tutte le associazioni ed i liberi cittadini, in tutti i quartieri, in tutti gli ambiti specifici, per costruire un programma di governo condiviso, scritto con i cittadini e fondato sull’obiettivo di rendere Frosinone a misura d’uomo ed un posto dove sia dignitoso vivere”.
Sulla base di parole d’ordine quali “solidarietà, democrazia, partecipazione, equità, integrazione, accoglienza, giustizia sociale e pace”, essi ritengono urgente, quindi, “costruire un sistema di partecipazione popolare, articolata nei quartieri e nei luoghi di lavoro che discuta, decida e sostenga le scelte decisive del nuovo governo locale”.
L’intera impostazione, infine, dovrebbe avere un “unico obiettivo”: “la vittoria alle elezioni, la possibilità ora e subito di praticare il cambiamento”.
Partecipazione integrale
Ci pare opportuno svolgere alcune nostre considerazioni, a partire proprio da quest’ultimo punto. È nostra convinzione che uno dei limiti più perniciosi dei vari movimenti sinceramente democratici affacciatisi nell’agone politico locale e nazionale nel corso di questi anni sia stato esattamente la “vocazione minoritaria” che essi hanno sempre presupposto alla propria esistenza; ossia la non volontà, o incapacità, di relazionarsi con quanto di altrettanto significativo germogliava al loro fianco, quasi a voler rivendicare un purezza di spirito che inevitabilmente li portava a svolgere un ruolo di mera “testimonianza”. Riteniamo che nella presente circostanza, invece, i promotori del raggruppamento di associazioni abbiano superato questo limite, proprio ponendosi quale “unico” obiettivo “la vittoria” nella competizione elettorale, e non soltanto quello di eleggere un consigliere purchessia (cosa, per altro, mai riuscita in passato a Frosinone). Sulla base di tale presupposto, non dovrebbe mancare, quindi, l’avvio di un progressivo processo di aggregazione, necessario, a nostro parere, per ottenere quell’efficacia politica indispensabile a chi non voglia limitarsi ad abbaiare alla luna.
Un altro elemento su cui, secondo noi, vale la pena soffermarsi è il concetto di “partecipazione” che essi descrivono nel loro manifesto. Negli ultimi decenni, e fino ad oggi, abbiamo assistito a prassi partecipative limitate, a volte strumentali, che in realtà mantenevano e mantengono i cittadini rinchiusi nel ruolo di spettatori passivi nella gestione della cosa pubblica. Le ormai famigerate primarie promosse dal Pd, ad esempio, anche quando non sono degenerate nel mercimonio dei voti e nello spettacolo indecente delle truppe cammellate, hanno rappresentato nel migliori dei casi l’opportunità per i cittadini di scegliere i candidati alla guida di questa o quella istituzione pubblica. Superata questa fase preliminare, tuttavia, alcuna altra partecipazione era ed è prevista. Nel caso del sindaco, una volta individuato attraverso le primarie ed eletto dai cittadini, egli è delegato ad agire con il classico e deleterio metodo dell’“uomo solo al comando”.
Ma l’uomo solo al comando, come sappiamo, in realtà non è mai solo; al suo fianco, non avendo i cittadini, si aggira sempre qualcuno che rappresenta furtivamente interessi spesso indicibili. Quella apparente solitudine, quindi, vuol dire soltanto assenza di cittadini e dei loro interessi, e invece presenza asfissiante d’interessi ristrettissimi, distorsivi e corruttivi. I promotori della Costituente, invece, affrontano e risolvono il problema lanciando, come si dice, il cuore oltre l’ostacolo, proponendo cioè una Partecipazione Integrale, che coinvolga, sì, i cittadini nella redazione del programma, nella individuazione dei candidati e nello svolgimento della campagna elettorale; ma anche successivamente, nella gestione amministrativa della cosa pubblica, con opportuni e codificati strumenti organizzativi. Come già rilevato, infatti nel loro manifesto si afferma che essi intendono costruire una partecipazione che “discuta, decida e sostenga le scelte decisive del nuovo governo locale”, raccogliendola nei “quartieri e luoghi di lavoro”.
Osserviamo, in proposito, che essi, a nostro avviso, hanno superato con tali accorgimenti due degli elementi frenanti caratteristici dei movimenti del passato, che hanno condannato questi a percorsi velleitari e inconcludenti. Magari a qualcuno potrà sembrare più velleitario pensare di “vincere le elezioni”; ma a noi a pare che invece questa nuova impostazione rappresenti un salto politico, e ancor prima psicologico, di gran valore.
Vorremmo, oltre a ciò, cercare di individuare a modo nostro la via dei possibili sviluppi di tale impostazione, i quali potranno colmare qualche vuoto nel corso del processo organizzativo della Costituente. Riteniamo, in primo luogo, che tale processo dovrebbe vedere crescere l’attenzione sul ruolo di Capoluogo della città di Frosinone. L’associazionismo che si propone di governare direttamente la cosa pubblica locale, infatti, è stato ed è presente diffusamente anche nel resto della provincia; ed anche lì c’è bisogno che si prenda coscienza della necessità di esserci direttamente e massicciamente. Inoltre, le battaglie che le associazioni hanno combattuto e combattono, hanno bisogno di sbocchi sempre più ampi, anche territorialmente; sarebbe ingenuo, infatti, pensare che si possano affrontare i problemi della sanità, o dell’acqua, riducendo le battaglie a livello cittadino. Coinvolgere anche altre associazioni nel processo costituente, perciò, ci parrebbe più che utile ai fini di ogni efficacia.
Infine, non sarebbe ininfluente poter contare su competenze che, con una insopportabile presunzione da parte di politici e amministratori, negli ultimi anni sono state tenute lontane dai luoghi delle decisioni collettive. Ci riferiamo al mondo accademico, di cui il nostro territorio ospita notevoli istituzioni. Riteniamo, infatti, che già a partire dal processo costituente, per poi proseguire nella fase di gestione materiale dell’amministrazione, il raggruppamento potrebbe dotarsi di un Comitato Scientifico, composto da personalità dell’Università di Cassino, del Conservatorio e dell’Accademia, che abbiano già mostrato vicinanza culturale e politica ai fermenti sociali e politici in atto. Da esso, la Costituente potrebbe ricevere un sostegno notevole sia in fase di progettazione sia di gestione; ma anche un contributo in termini di visibilità e credibilità agli occhi dei concittadini elettori e partecipanti.
Come si può vedere, pur nella asfissiante aria frusinate non mancano gli elementi di grande interesse e di ampio respiro; e siamo persuasi che nelle prossime settimane non mancheranno di manifestarsi ulteriori evoluzioni, di ciò che ora possiamo intravvedere soltanto in contro luce. È persino ipotizzabile che molto di quanto oggi riteniamo scontato, molto dello squallore a cui dobbiamo assistere e in qualche misura siamo assuefatti, domani potrebbe essere soltanto un lontano e quasi incredibile ricordo.
Frosinone 17 settembre 2016
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