VanniFilocamo 350 260

VanniFilocamo 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Il mondo dell’arte piange nuovamente, a breve distanza dalla scomparsa di Ludovici, un altro artista della nostra terra Giovanni Filocamo detto Vanni è improvvisamente scomparso nella sua amata Pentedattilo, dove ogni estate andava in vacanza. La sua morte giunge come sorpresa, perché Vanni ci aveva salutato con un ciao, l’aspettavamo con mille progetti, una nuova mostra e sulla mia scrivania le bozze di ”memorie di un artista”.
Filocamo nasce nel 1937 a Reggio Calabria, frequenta il liceo artistico diretto da Alfonso Frangipane, si dedica all’ insegnamento di “ornato” e “figura disegnata”. Poi si trasferisce nelle isole Eolie, infine giunge a Frosinone, insegnando al liceo artistico Bragaglia. Artista poliedrico, vive nei mesi invernali nella sua casa studio a Frosinone, l’estate a Pendetttilo, in Calabria, un borgo che ha scoperto nel 1978 e ha contribuito a renderlo una meta per artisti.
Proprio negli inizi degli anni ottanta l’ho conosciuto e il borgo di Pendettatilo è entrato nel mio immaginario, arrampicandomi per quelle montagne particolari, smarrendomi in odori e suoni. Con Vanni ho passato tante ore nella sua casa d’artista a Frosinone, la descrivo con le parole di Rocco Zani, che ha curato insieme a Loredana Rea l’ ultima mostra di Vanni alla saletta Gualdini.’
«Sono tornato dopo 20 anni nel suo studio, in occasione della mostra che preparavamo, lo studio è aggrappato su un poggio della città vecchia, crocevia e intrico di stradine e ritrovai la stessa luce di 20 anni prima, pile di tele brunite, gli oggetti raccolti e archiviati come valigie, le cornici barocche che riscrivono i contorni di un volto, di un albero, di un’allegoria, gli scrigni di legno in cui lui depone quasi sarcasticamente frammenti di corpi in cartapesta. Un racconto di memorie quello di Filocamo,,una cronaca di indizi , che riaffiorano inesauribili dal suo tempo, dalla sua terra,,, »
La descrizione di Rocco Zani rende magistralmente l’effetto , che si prova nella casa studio, una casa che trasuda di arte sacra e profana, una casa dove anche nel bagno sei circondato dalle tele. Anche steso a letto respiri arte, una montagna di libri, anche quelli scritti e illustrati da lui…un libro si inciampa alla vista, è aperto sulla “Generazione anni trenta”, è il suo libro cult, è Storia dell’ arte italiana del 900 di Giorgio de Genova…”Ah ti faccio vedere una cosa…avresti mai pensato che finivo su un libro di storia dell’ arte??” Diciamolo un po’ dispiaciuto del fatto che questo libro sia sconosciuto nelle scuole del territorio, ma utilizzato in altre realtà scolastiche.

Parlare di Vanni è parlare delle carte, i tarocchi illustrati da lui, significa parlare anche di quel Marinetti che campeggia e trionfa….Vanni l’artista, che mangiava ad orari strani, Vanni il gentiluomo d’altri tempi, Vanni che sbucciava i fichi d’ india ,senza “spinarsi” mai, Vanni che inseguiva la storia di un pittore suo antenato e si rispecchiava in analogie in episodi, Vanni che disegnava donne burrose, con le tette, Vanni che sapeva sempre sorprenderti, refrattario alla tecnologia, il cellulare lo portava e si dimenticava di accenderlo…. Filocamo ci lascia un grande curriculum di mostre, premi e riconoscimenti ,ci lascia un grande vuoto come artista e come uomo. I funerali si svolgeranno sabato 17 settembre a Frosinone alle opre 17,30 nella chiesa del Sacro Cuore.

A fondo pagina c’è la mappa del luogo dove si svolgeranno i funerali

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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