gaetano ambrosiano 350 260

gaetano ambrosiano 350 260Gaetano Ambrosiano* intervistato da Ignazio Mazzoli

1 – In agosto molto si è scritto, non sempre a proposito come nel caso delle olimpiadi a Frosinone. A suo parere che senso hanno queste boutades con i problemi reali di Frosinone?
Nessun senso a mio avviso e sinceramente la notizia l’ho letta ma senza soffermarmi non credo che meritasse tutto l’interesse di argomentazione che ha portato e tanto meno lo farò ora.

2 – Lei è stato fra i primi a parlare di desertificazione del capoluogo, c’è silenzio intorno a questo fenomeno. Perché secondo lei e quali sono le cause che determinano questa fuga dalla città?
La desertificazione è sotto gli occhi di tutti un valore del 13%-14% è drammatico il vuoto del centro Storico è sotto gli occhi di tutti e la crisi del terziario è palpabile. Il silenzio credo che sia dovuto alla totale assenza di soluzioni da porre in atto dall’amministrazione attuale e passate, a parte qualche piccolo espediente. Le città oggi vanno interpretate come un luogo dallo sviluppo sociale avanzato, con un grado elevato di coesione sociale e quindi significa avere alloggi socialmente equilibrati, nonché servizi sanitari ed educativi rivolti a tutti; avere un luogo dove la democrazia partecipata e condivisa sia reale e dove il dialogo culturale e la diversità siano presenti ed elaborati; dove aree e spazi verdi siano fonte di una progettualità ecologica e ambientale legata alla qualità della vita; in poche parole un posto attrattivo principio basilare per un motore della crescita economica.

3 – Fra i segnali negativi non mancano i disagi sociali come quelli di 352 famiglie di indigenti che associazioni come l’Auser riuscivano ad aiutare anche con i fondi comunali destinati alla solidarietà e poi cancellati dal bilancio. Neppure di questo si parla, perché?
Perché probabilmente non rientra negli obiettivi primari di chi ci governa ma ripeto al di là di una contrapposizione politica nella percezione, non vorrei entrare in una sterile polemica da campagna elettorale, resta difficile trovare facilità di investimenti in aree considerate depresse come la ciociaria l’attenzione della Politica per tematiche come il lavoro e la disoccupazione e parlo quella con la lettere maiuscola deve spostarsi, se vuole risolvere il problema da una fase di assente assistenzialismo, per ridare la speranza e la dignità di un lavoro alle persone…guardiamo agli ultimi avvenimenti ed in particolare al caso Amazon, cerchiamo di essere onesti e concreti nel valutare le questioni forse sarebbe un buon inizio nel garantire un futuro a chi oggi soffre enormi difficoltà senza creare vuote illusioni.

4 – In molti comuni del Frusinate i sindaci hanno approvato mozioni per spingere a lottare contro la disoccupazione, quello di Frosinone ha brillato per l’assenza; la sua giunta è stata pesantemente coinvolta nello scandalo Sangalli; fino all’estate 2015 Ottaviani è stato, come super mediatore, l’artefice delle scelte dell’ATO 5 in fatto di tariffe esose e decisioni favorevoli agli interessi di Acea; come mai ci sono ambienti che lo considerano imbattibile? È mancata ogni decente opposizione?
Sinceramente non sono interessato a riflettere dove ha sbagliato o quanto sia imbattibile Ottaviani è un uomo come tutti noi e non un super eroe, come non posso crucciarmi nel lavoro svolto dalle opposizioni, son più interessato nell’impiegare il tempo in uno sguardo futuro ed alle azioni da porre in atto per affrontare un cambiamento nei problemi della città e come riaprire un dialogo per trovare degli efficaci rimedi e soluzioni per quello che rimane uno dei drammi del momento “la disoccupazione ed il disagio sociale” di una città ridotta ai minimi termini.

5 – Gaetano Ambrosiano ci sono gli avversari credibili di Nicola Ottaviani per 2017 e chi sarebbero?
Un centrosinistra che abbia le idee chiare e la capacità di creare un efficiente squadra per affrontare il domani del dopo elezioni, ma prima di tutto vale il progetto da mettere in campo e poi possiamo discutere della persona.

6 – Il PD Frusinate e quello cittadino appaiono sempre più espressione di un manipolo di sedicenti ufficiali senza esercito, nell’esame del voto del 5 giugno Ermisio Mazzocchi ha dimostrato come questo partito fatichi ad arrivare ad un risultato con due cifre, che senso ha, a nove o dieci mesi dal voto, discutere di elezioni con i democratici?
Io non discuto con i democratici, credo di essermi espresso in merito da qualche parte Io personalmente sto cercando di discutere con chi è nel campo del centrosinistra per avviare un processo chiaro e trasparente, libero da ufficiali e sottoufficiali come lei li ha definiti e portare la discussione, il confronto politico in una logica coerenza alla luce del sole in pasto a chi deluso oggi non vota più una sinistra che ha perso totalmente le sue coordinate, perché il primo passo da compiere è riacquisire la fiducia di un popolo e non coltivare orticelli di interessi autoreferenziali errore e dramma della sinistra negli ultimi 30anni, forse anche più. Dagli errori si deve trarre insegnamento per una sana e ricostituente autocritica guardandoci negli occhi, questo se vogliamo guardare al futuro. Ma una domanda me la faccio ogni giorno sul perché il centrosinistra ciociaro guardi e perseveri nel cercare un’alleanza a destra e non al contrario un’unità a sinistra come sarebbe naturale, questo vale per i Democratici come per i Socialisti e molti altri, ma forse è un’autocritica che riguarda principalmente ed in prima persona la loro ragione politica del come porsi al confronto del loro elettorato alla luce dei risultati. A mio avviso un po’ di confusione c’è.

7 – Lei può essere una risorsa nel determinare la formazione di uno schieramento nuovo, non è macchiato di discredito, non teme che il dialogo con esponenti del PD la possa far apparire come il politico che vuole provare a riverniciare quel partito a pochi mesi dal voto?
Non so, non credo di essere cosi determinante come dice lei ma la ringrazio per la considerazione, cerco solo di essere sincero in modo semplice ed istintivo per quelli che sono i miei principi e di fare funzione politica come mezzo e strumento di servizio per la comunità dove vivo nient’altro e la fortuna di questa percezione della mia persona forse è dovuta al fatto di essere entrato dopo essere uscito dal PD nella comunità di Sinistra Italiana dove c’è molta libertà di essere nel fare politica. Per quanto riguarda il Partito Democratico come le altre forze del centrosinistra non sono e non sono rappresentati dalle persone o esponenti che vediamo spesso ed inutilmente sui rotocalchi locali…..al contrario dentro la famiglia del centrosinistra ci sono molte brave e capaci persone che tanto nell’unità possono dare al territorio è con loro a mio giudizio si deve aprire e portare il dialogo per una nuova comunità di centrosinistra al servizio della collettività e su questa mia convinzione cerco di parlare con tutti democraticamente ed ostinatamente.

8 – Non crede che sia arrivata l’ora di creare un quadro politico più chiaro senza accordi di comodo fatti da pochi “esperti”, anche costo di qualche difficoltà? Sarebbe possibile?
Il quadro più chiaro lo si ottiene non mercificando la propria integrità come oggetto di scambio, parlando in modo chiaro e netto senza aver paura di indispettire qualcuno, ho sempre detto e lo ribadisco che la politica non è proprietaria o esclusiva di pochi la politica appartiene a tutti è un campo aperto dove il fine è la tutela di chi vive i drammi di una vita quotidiana e di fronte a questo tutto è possibile, le difficoltà certo che ci sono ma si superano se combattute con logica di pensiero e determinazione ma soprattutto di unità con chi al di là di piccole ed inutili differenze porta questi valori nella loro missione di organo e rappresentanza politica.

*Gaetano Ambrosiano – Nel 1995 è candidato al Comune di Frosinone nel PDS e nel 1998 con La Colomba, nel 2013 entra nel Partito Democratico, dove copre il ruolo di responsabile Commissione Ambiente. Diventa simpatizzante della componente di Civati, nel 2015 abbandona il partito Democratico entrando come co-fondatore nel movimento di Stefano Fassina – Futuro a Sinistra e successivamente partecipa attivamente alla costituente di Sinistra Italiana di cui copre il ruolo di Dirigente Provinciale e responsabile cittadino su Frosinone.

 
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