frosinone corso della repubblica 350 260

frosinone corso della repubblica 350 260di Ivano Alteri – Ci sono alcuni movimenti nella politica cittadina di Frosinone che lasciano ben sperare per la prossima tornata elettorale amministrativa del 2017. Essa si preannuncia foriera di sostanziali cambiamenti, probabilmente di rottura molto netta, rispetto al modus operandi di forze politiche e amministratori negli ultimi decenni. Sarebbe un cambiamento epocale, che aspettiamo in molti, da molto tempo; che la città merita, per altro, avendo manifestato in diverse occasioni una crescente maturità, col suo germogliare di associazioni e iniziative di valore, voglia di partecipare e di mettere in campo nuove energie.

Un primo segnale che ciò possa accadere, a nostro avviso assai significativo, è il palese isolamento di quella politica politicante che fino ad ora ha imperversato sul territorio cittadino e provinciale, facendone oggetto di saccheggio e stupro a scopi personali e di casta. Le nuove energie politiche che si stanno manifestando in queste ultime settimane e mesi, anziché correre ad accaparrarsi simpatie e prebende presso i capibastone di turno, come accadeva spesso in passato, ci tengono invece a distinguersi da essi e dai partiti che questi manipolano a loro piacimento.

È sicuramente il caso dell’isolamento del Pd, che ha ricevuto espliciti e inequivocabili dinieghi alle sue richieste di colloqui con i potenziali alleati; richieste respinte, formalmente e per questioni di galateo, perché tardive e manifestamente incongruenti anche coi più recenti comportamenti reali; ma sostanzialmente respinte per l’inaffidabilità della gestione politica di quel partito, evidentemente fuori il controllo dei gruppi dirigenti nominali.

Anche dall’altra parte la situazione non è meno precaria per i partiti, con gruppi e gruppuscoli in perenne fibrillazione, a causa dei quali si è costretti per l’ennesima volta a riavviare il balletto di poltrone di assessore, per poter arrivare interi alla fine della consiliatura. Anche qui, l’isolamento dalla città e dai suoi problemi è palese. Del resto, la stessa attività amministrativa non ha certo brillato per efficienza ed efficacia; non sul piano urbanistico, non su quello del patrimonio archeologico, della raccolta dei rifiuti, della gestione dei rapporti con Acea. Né, tanto meno, si è vista efficienza ed efficacia nella protezione della sanità pubblica, visto che si è lasciato progressivamente depotenziare l’ospedale cittadino, costringendo i cittadini ad ore d’attesa nel purgatorio del pronto soccorso, al pellegrinaggio sanitario verso Roma, o a rivolgersi al privato con gravi oneri per famiglie (quelle che hanno potuto!). Certo, ora il sindaco candida Frosinone ad ospitare le prossime olimpiadi del 2024 al posto di Roma; ma la boutade riguarda la sua aspirazione a candidarsi in Parlamento, e non la città.

Queste due parti, che noi abbiamo distinto per una mera questione formalistica, sono in realtà soltanto una: entrambe pensano le stesse cose, si comportano allo stesso modo, hanno relazioni con gli stessi potentati, difendono gli stessi interessi, mirano agli stessi scopi. Cambiano i nomi, ma non la sostanza; e i cittadini sembrano avvertire, ormai, questa uguaglianza di fatto; e perciò se ne distaccano.

I cittadini hanno capito che sono proprio loro a dover essere cambiati. A questo cambiamento loro tentano di resistere ricorrendo ai trucchetti di cui sono capacissimi, così quanto si mostrano incapaci di occuparsi degnamente della cosa pubblica. Il trucchetto che verrà messo in campo, in particolar modo, sarà quello di ricorrere alle cosiddette liste “civiche” – dietro cui nascondere un’appartenenza partitica di cui, evidentemente, si vergognano – forse consapevoli di quanto siano divenuti repellenti i simboli e i nomi dei rispettivi partiti. Quindi, non potendo competere onestamente e apertamente, lo faranno disonestamente e nascostamente.

Ma a questo andazzo c’è chi non aderisce; e questo è l’altro elemento che a noi pare importante segnalare. Il Partito Socialista Italiano ha scelto esattamente la strada opposta, dichiarando per tempo la propria intenzione di presentare un proprio candidato di partito e il proprio simbolo alla competizione elettorale a sindaco di Frosinone: Vincenzo Iacovissi, il segretario cittadino, a scanso d’equivoci. Questo dato ci pare particolarmente di rilievo, poiché contiene in sé significati multipli, a nostro modo di vedere.

Uno è che i socialisti, appunto, ci mettono la faccia e il simbolo, dicendo chiaramente alla città di voler assumere la sua guida, con responsabilità e senza trucchi. Un altro è che, candidando lo stesso segretario, rivendicano a sé un ruolo politico puro, esplicito e riconoscibile: di partito, come esso è inteso nella stessa Costituzione. Un altro ancora, è certo la qualità stessa del candidato, la sua formazione, la sua dirittura esistenziale, la sua coerenza e affidabilità: un Politico, non un politicante. Un altro significato, infine, è che i socialisti fanno riferimento esplicito a quelle energie che la città sta esprimendo; non ricorrendo alle chiamate populistiche e appropriandosi indebitamente delle loro parole d’ordine, ma ricorrendo alla propria storia e presentandosi coraggiosamente con nome e cognome. Tale scelta, insomma, potrebbe davvero rappresentare il ritorno della Politica come noi l’intendiamo.

Queste due novità ci paiono degne di nota e foriere di positivi sviluppi. La chiarezza che esse offrono alla città può consentire ai cittadini, singoli e associati, di evitare di restare invischiati nelle marmellate propagandistiche dei programmi elettorali, che niente hanno mai avuto a che fare con quanto poi effettivamente perseguito e realizzato dopo le elezioni.

Anche se ci chiediamo, da una parte, come i socialisti, una volta manifestate le buone intenzioni, intenderanno effettivamente raccogliere quelle energie che la città ha prodotto negli ultimi anni, se saprà davvero interpretarle o cercherà soltanto d’attingervi; se saprà cioè convogliarle, esse che sono spesso legate a temi specifici, in un agone che per ampiezza e organicità possa effettivamente essere definito Politico. E, dall’altra, come queste energie sapranno, e potranno, relazionarsi con quel tentativo di ritorno della Politica, così come noi lo interpretiamo, viste le pessime esperienze che ogni cittadino ha avuto con la politica politicante e trasformistica di questi anni. Le prossime settimane e mesi ci saranno d’aiuto per capire se le nostre speranze possano effettivamente trasformarsi in concrete aspettative di cambiamento.

Frosinone 22 agosto 2016

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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