auricola amaseno 350 260

auricola amaseno 350 260di Ermisio Mazzocchi – Un atto concreto di lotta alla mafia. La “Giornata della legalità” di 21 luglio, organizzata dall’instancabile sindaco di Amaseno, Antonio Como, in occasione della presentazione della struttura dell’Auricola sottratta alla criminalità organizzata, ha rappresentato un momento di grande significato per l’impegno dello Stato e delle comunità locali, come quella di Amaseno. Una iniziativa che ha visto la presenza delle massime autorità dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del prefetto, dott.ssa Emilia Zarrilli, del Sottosegretario di Stato, on. Sesa Amici, nocche numerosi sindaci e amministratori del circondario. Gli interventi di dirigenti del Tribunale di Frosinone, del Questore DIA, e di altri, tra cui Dott. Umberto Postiglione, Direttore Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, hanno messo in evidenza come sia ancora intensa la lotta alla criminalità organizzata da parte dello Stato e quali sono oggi le possibilità per sconfiggere la mafia.

Non c’è dubbio che questa iniziativa oltre al suo significato simbolico, apre una riflessione attenta su la situazione in questa provincia delle organizzazioni criminali e quale deve essere l’impegno delle istituzioni, dei partiti, dei sindacati per sconfiggerla. Un primo risultato, a oggi l’unico in questa provincia, quello di Amaseno, che indica che è possibile creare le condizioni per attivare tutte le iniziative che possano sostenere lo sforzo compiuto dallo Stato, nello specifico quelle delle Forze dell’Ordine, per ottenere risultai positivi. Rimane in primo piano il ruolo dei partiti sia nella loro funzione politica sia nelle loro rappresentanze nelle istituzioni. Se non si compone un forte e unitario fronte di lotta che sollecita un vasto movimento sociale che alzi il livello della consapevolezza di abbattere i fenomeni della criminalità e della corruzione, risultati come quello dell’Auricola possono essere vanificati. Da quella “Giornata” è partito un messaggio chiaro che tutti devono recepire e fare proprio in azioni serrate e decisivi per liberare il Paese da questo veleno corruttivo.

 
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Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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