monumento mastroianni 350 260

monumento mastroianni 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Il monumento ai “Caduti di tutte le guerre” di Umberto Mastroianni fu commissionato nel 1971, il germe dell’idea nasceva negli anni 70, concepito quindi nel contesto della città come si presentava ai suoi occhi negli anni 70. Collocare storicamente la scultura è fondamentale per capire quale sia oggi la giusta collocazione. Nel 1977 fu collocato nel piazzale ”del curvone” in via Mazzini, nel luogo dove sono stati trucidati i tre giovani toscani, tredici vite in un cappello, una storia da studiare, una pagina dolorosa poco nota.
Una collocazione nel ’77, temporanea, come risulta da un carteggio esposto in una mostra dedicata allo scultore alla villa comunale. Il monumento era stato concepito “per dominare la città”. La scultura è l’assemblage macchinistico di tutte le false ideologie, che hanno schiacciato l’uomo da sempre, sono gli strumenti che l’hanno macerato e distrutto, che l’uomo continua a produrre per il proprio terreno e peggiorativo “Miserere” così scrive Floriano De Santi, uno degli autorevoli studiosi dello scultore Mastroianni.
L’amministrazione Ottaviani l’ha “restaurato”, il monumento nel corso degli anni aveva subito una forte attività corrosiva da parte degli agenti atmosferici che ne avevano compromesso la bellezza e l’integrità, tanto che quando sono arrivata a vivere a Frosinone sul finire degli ottanta lo sentivo chiamare “la ferraglia”. Una spina dolorosa per chi come me è cresciuta nel paese che valorizza il Mastroianni. Ad Arpino grazie alla felice intuizione dell’on. Massimo Struffi trova sede nel castello di “Ladislao” la prestigiosa “FONDAZIONE MASTROIANNI”.
L’operazione del restauro è stata finanziata con i fondi della Lottomatica stanziati anni fa e ripescati dal bilancio comunale e sono stati integrati con un contributo Parmalat Solac. Il restauro era stato preceduto in rete da polemiche «in tempo di crisi spendere soldi per “la ferraglia”». La miopia di chi pensa che investire sull’ arte e la cultura non sia una risorsa, una crescita per il territorio.
Oggi la scultura si trova al centro di uno scontro “dove collocarla”. Sono scesi in campo il 16 giugno 2015 Iacovissi del Psi ”Si al restauro, no al trasloco”. L’articolo è stato pubblicato da L’Inchiesta. Recentemente è sceso in campo Arduini, della fFamma tricolore annunciando una raccolta firme per non spostare il monumento dal sito storico voluto dall’ artista (‘sigh????? vedi volontà dell’artista nel carteggio, il monumento è stato concepito per dominare la città). Giorni fa sulla bacheca Facebook Angelo Pizzutelli, ex assessore alla cultura esprimeva il suo parere contrario allo spostamento.
Il monumento dovrebbe essere collocato all’ ingresso dell’autostrada come biglietto da visita, come “Benvenuto” Un’opera d’ arte non deve essere spostata dal luogo dove è stata concepita, di questo io sono fortemente convinta. La scultura di Mastroianni non è stata concepita per essere confinata nell’attuale piazzale. Primo, non era la Volontà dello scultore, poi dal 77 la scenografia attorno alla scultura si è modificata, da un lato il non poetico “monumento” del multipiano, la cattedrale del parcheggio, che domina la scena, tre nel piazzale dedicato ai “Martiri toscani” sorge un nuovo monumento di Alberto Spaziani, dedicato appunto ai martiri. Due linguaggi artistici differenti. Penso che la scultura Mastroianni meriti una degna collocazione, che la valorizzi e fondamentale sia il contributo del mondo dell’arte, dei critici, degli studiosi del Maestro.

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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