

Il Consiglio Regionale del Lazio, in questi giorni, ha approvato una ipotesi di Riforma del Welfare. La legge dovrebbe mettere al centro la persona con “budget salute, pua e livelli di assistenza uguali su tutto il territorio”. Ci sono giudizi contrastanti su questo provvedimento che è stato in gestazione 3 anni e sembra una legge “forse”, per i troppi “se” sul suo finanziamento, che ne rendono incerta e problematica l’attuazione. Per ora si può dire che non assicura diritti. Qui riportiamo il giudizio, nel video che segue, della Consigliera Silvana Denicolò.
Il gruppo del M5S ha proposto fra gli altri il seguente emendamento all’art. 2 e ce lo ha inviato. Lo pubblichiamo
Art. 2
(Finalità)
1 La Regione. con la presente legge assume quale punto di riferimento per le proprie politiche sociali Ia centralità della persona singola, sia inserita nella famiglia* e nella
comunità, sia nelle formazioni sociali in cui realizza la propria personalità al fine di:
a) promuoverne la dignità;
b) favorirne il benessere, l’autonomia* e lo sviluppo psicofisico:
e) promuoverne la realizzazione dei progetti di vita;
d) promuoverne e tutelarne l’inclusione sociale attraverso la soddisfazione dei bisogni e delle necessità;
e) rimuoverne le condizioni di disuguaglianza, discriminazione, di bisogno e di disagio derivanti da limitazioni personali e sociali. da condizioni di non autosufficienza e da difficoltà economiche al fine di contrastare tutte le forme di esclusione sociale*:
f) garantire e rinforzare il suo inserimento o reinserimento nelle reti sociali e territoriali di appartenenza.
gli emendamenti proprsti e respinti sono i seguenti contrassegnati nel testo con l’asterisco*:
a) “sia inserita nella famiglia*”
b) “l’autonomia*”
c) “al fine di contrastare tutte le forme di esclusione sociale*”
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