da Sara Graziani Responsabile Comunicazione Sinistra Ecologia Libertà Lazio – “L’aggiudicazione in via definitiva dell’appalto per la realizzazione dell’autostrada Roma Latina e la bretella Cisterna Valmontone, resa nota da Anas, non è una buona notizia per il nostro partito che ha sempre sostenuto non solo la propria netta contrarietà a quell’opera, ma anche la mobilitazione dei comitati di cittadini e gli studi di proposte alternative concrete portate alla discussione politica istituzionale: in tutte le sedi, a partire da quelle regionali, attraverso le dichiarazioni del partito, e con voti in aula del gruppo, abbiamo insistito sull’esigenza di un intervento di messa in sicurezza della Pontina, l’unica arteria stradale che collega il GRA di Roma con l’intero territorio sud pontino, e sul potenziamento del trasporto pubblico su rotaia, tanto per i collegamenti delle merci che per quello delle persone.” A dichiararlo in una nota sono Gino De Paolis, Marta Bonafoni e Daniela Bianchi, capogruppo e consigliere Si-Sel alla Regione Lazio.
“Una battaglia condotta con determinazione da Si-Sel a tutti i livelli, istituzionali e di partito, pur nella consapevolezza che questo progetto viene da lontano e che i fondi stanziati dal Governo Letta erano tassativamente vincolati alla realizzazione dell’autostrada.
Una decisione quindi su cui la maggioranza regionale ha avuto ben poco margine di movimento. Nei tanti incontri avuti con i cittadini del territorio pontino, con gli uffici regionali e con l’assessorato competente, dalla lettura approfondita dei progetti, dagli atti prodotti e dalla richiesta di accesso agli atti fatta dal nostro gruppo – spiegano gli esponenti di Si-Sel- è apparso evidente che la decisione di realizzare quest’opera ha una storia articolata e di livello nazionale e che soprattutto quei fondi non potevano in alcun modo essere spostati su quello che per noi era e resta la priorità: nella messa in sicurezza della Pontina e la realizzazione di una metropolitana leggera che servisse a disincentivare l’uso del mezzo privato.
Oggi, che l’iter dell’inizio lavori sembra giungere a conclusione, a noi- concludono- resta l’obbligo di presidiare il corso della realizzazione, vigilando sul rispetto delle norme e della trasparenza, per garantire non solo l’aspetto della salvaguardia ambientale, ma anche quello della legalità e del contrasto ad eventuali infiltrazioni mafiose. Su quest’ultimo aspetto ci conforta quanto detto dallo stesso Prefetto di Latina che ha ribadito la necessità di un’attenzione particolare in questa delicatissima fase.”
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