Ildoloredellamemoria Fabi Loffredi 350 300

Ildoloredellamemoria Fabi Loffredi 350 300di Franca Malizia – “Noi scriviamo, poi andiamo via…i libri restano; i nostri figli, se vorranno, potranno leggerli e conoscere la storia da cui provengono”.
E’ la risposta che Lucia Fabi ha offerto a chi, alla fine dell’incontro promosso sabato 18 giugno dal Comune di Villa Santo Stefano, ha fatto notare che pur tra tanta gente, poche erano le presenze dei giovani.
Attorno a Lucia Fabi e Angelino Loffredi, autori del libro “Il Dolore della memoria – Ciociaria 1943-1944” si è riunito un numeroso pubblico, che ha partecipato con attenzione e commozione alla presentazione del racconto degli ultimi nove mesi di guerra in Ciociaria, nella sala della Biblioteca comunale.
Insieme agli autori, il Sindaco Giovanni Iorio, che ha dato il benvenuto ai presenti e Franca Colonia, il cui intervento ha voluto sottolineare l’impegno portato avanti dai comuni della Valle dell’Amaseno sul tema delle violenze di genere, le “marocchinate” ed i soprusi connessi agli eventi drammatici dell’ultima fase della guerra, sul territorio di Villa S. Stefano e dei comuni circostanti.
Franca Malizia ha illustrato le caratteristiche della ricostruzione degli eventi storici, che partendo da Ceccano si allarga a tutta la Ciociaria. Il linguaggio utilizzato dagli autori è essenziale e diretto, privo di appesantimenti retorici e di taglio giornalistico. Si rileva il valore pedagogico e didattico, la capacità di costruire con pochi tratti di penna un racconto avvincente, all’interno del quale i personaggi si muovono ed agiscono, facendo rivivere episodi e sentimenti dimenticati e a volte sconosciuti.
Ai presenti si è materializzata la figura di Don Luigi Falconi, giovane parroco che, a Pisterzo, nascose ed aiutò, insieme alla sua famiglia, una banda di partigiani: in tanti anni di vita vissuta e vicinanza affettiva , i parrocchiani santostefanesi non ne avevano mai avuto sentore.
Emergono, nel racconto, le personalità forti dei sacerdoti e dei vescovi di Ciociaria che, nel generale sbandamento delle autorità politiche locali, danno aiuto e sostegno alle popolazioni affamate, sfollate e sofferenti ed arrivano ad appellarsi al Papa ed a Kesserling pur di soccorrere e proteggere il proprio popolo.
L’intervento del dottor Giovanni Bonomo appassionato e puntuale nel ripercorrere le varie fasi del racconto, quasi capitolo per capitolo, ha voluto concentrarsi su episodi e figure riguardanti il comune di Villa S. Stefano ed in particolare del padre Luigi Bonomo, personaggio centrale nella storia del paese, di cui fu podestà e poi sindaco, mettendone in rilievo l’umanità e la vicinanza ai problemi della popolazione di tutta la valle dell’Amaseno e la sua capacità di mediazione tra istanze spesso contrapposte tra occupanti tedeschi, autorità fasciste ed oppositori alla macchia e non.Franca Malizia 350 260
Emblematico l’episodio riguardante il pittore Guttuso, allora partigiano comunista, ospitato per una notte proprio alla” Casina”, di proprietà della famiglia Bonomo, occupata dai tedeschi, ed aiutato a giungere incolume a Morino in Abruzzo dove organizzerà una banda di partigiani.
Inoltre Giovanni ha voluto ricordare con commozione la figura Menicucci Dandini, autista della Società Romana di Elettricità, che, con coraggio e abnegazione assolse al compito di condurre il pittore a destinazione, ignorandone l’identità, ma ben conscio del pericolo che correva.
Gli interventi, in particolare, di Marco Felici, del dott. Marcello Iorio, di due cittadini di Esperia, città martire della guerra, insieme ad altri presenti, hanno arricchito e animato l’incontro, rendendolo vivace, interessante ed istruttivo.
Angelino e Cicia hanno fornito delucidazioni, chiarimenti e approfondimenti su alcuni episodi e sulle fonti da loro consultate, completando il quadro narrativo e suscitando ulteriore interesse e desiderio di maggiore conoscenza degli avvenimenti narrati.
A conclusione dell’incontro Franca Colonia, curatrice dell’evento, nonché assessore alla cultura del Comune di Villa S. Stefano ha chiosato… ”se i giovani non vengono alle iniziative degli adulti, andremo noi da loro, come siamo soliti fare, continuando il percorso fruttuoso intrapreso da anni dalle Amministrazioni Comunali di Giuliano di Roma, Villa S. Stefano ed Amaseno, nei riguardi delle scuole del territorio, svolgendo un’opera pedagogica ed identitaria della comunità locale”.

 
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Di Franca Malizia

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