partito democratico bandiera350 250

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli – E ora si aprano le danze! In bocca al lupo ai candidati democratici in ballottaggio un po’ ovunque e congratulazioni ai sindaci democratici eletti al primo turno.
Poteva andare meglio? Certamente si. Il Partito Democratico deve tornare a parlare con la gente per intercettarne i disagi e le esigenze primarie, le distanze tra politica e popolo vanno accorciate. Prendiamo atto, una volta per tutte, di essere il più grande partito d’Italia, forse l’unico, ad oggi, vero e proprio. Questo primato, però, va mantenuto, richiede impegno e perseveranza. Non dobbiamo perdere la chance di riavvicinare le persone alla politica, di diffondere nuova fiducia nelle istituzioni, non dobbiamo cedere più alla tentazione delle liste civiche. L’assenza dei partiti equivale alla morte della politica! Le divisioni interne equivalgono alla fine dei partiti!
Approfittiamo di questi giorni di campagna elettorale pre-ballottaggio per fare un esame di coscienza e per cercare di recuperare quei consensi che sono mancati, proponiamoci con umiltà e sevizio ai cittadini chiamati a votare.
Il voto di protesta, stanchezza, disamore, demotivazione, ai movimenti populisti e l’astensione, sempre per gli stessi motivi, esprimono un disagio sociale, una insofferenza che non possiamo ignorare. Il popolo ha voluto darci un segnale, la fiducia c’è, ma non troppa, non è scontata, va guadagnata giorno per giorno. E’, in fondo, la difficoltà propria delle forze che governano, da esse ci si aspetta sempre di più, si è giustamente esigenti. Ecco, perché, è sbagliato adagiarsi. L’impegno deve esprimere continuità.
Mi permetto di fare una analisi un po’ semplicistica anche sul fattore 5 stelle. Il movimento esulta, ma non mi pare abbia avuto questa grande affermazione, eccetto in due città, sicuramente importanti, Roma e Torino, negli altri centri non ha raggiunto risultati rilevanti, in moltissimi comuni non è pervenuto. Tra l’altro se guardiamo Roma, a noi più vicina, c’è un dato che dovrebbe far riflettere, nel caso dei presidenti di municipio, il PD va in testa al ballottaggio in 9 su 14 ed è fuori dal secondo turno in un solo municipio, inoltre molti voti sono conferme. Altro dato significativo di Roma è il fatto che Giachetti ha preso lo 0,5% di voti in meno rispetto al PD e alle altre liste di appoggio, risultato probabilmente legato al voto disgiunto, ma anche segno di un ridotto appeal di Giachetti, che paga a Roma errori non suoi, ma legati a vicende precedenti. Dovrà, quindi, in questi giorni lavorare molto su di sé.
Un merito però ai 5 stelle, va riconosciuto, l’intelligenza nella scelta dei candidati per la corsa nelle due città, due giovani donne, con idee, al dire di qualcuno più esperto di me, “stravaganti”, ma con grinta da vendere! Chapeau!
Aggiungerei, però, per chi dovesse ignorarlo, che di donne così nel PD ce ne sono numerose, e con idee grandiose!

Emanuela Piroli (Dirigente provinciale PD)

 
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