Europe Ecologie Les Verts 350 260

Europe Ecologie Les Verts 350 260di Saturnino Manovale – Intervento svolto occasione della fondazione di Europe Ecologie tenutasi in tre giorni a Nantes nell’agosto del 2010.
Cari amici,
ho partecipato con grande interesse al vostro dibattito che si è tenuto al Teatro «La Cigale» il 5 giugno scorso e ho letto il «Quaderno dei dibattiti 1» .
Nel mio contributo, ho preso in considerazione i tre obiettivi principali (*) che sono stati indicati dal CAP e dal CNIR. In compenso, e nello stesso tempo, mi sono proposto di andare oltre tentando di elaborare un «prodotto» politico che fosse il più completo possibile e, all’occasione, vincente.
Spero di esservi riuscito, almeno in parte

(*)
– 1) la definizione del progetto.
– 2) la struttura organizzativa.
– 3) la Carta dei valori.

Prima di procedere alla definizione degli obiettivi di cui sopra (sviluppo che farò senza isolare ogni obiettivo singolarmente), a beneficio di chi mi legge, sento il dovere di presentarmi. Sono un cittadino italiano che lavora tra l’Italia e la Francia. Mi occupo di comunicazione in generale. Sono molto interessato a seguire la vostra esperienza per la quale mi sento portato a dare il mio modesto e sintetico contributo. Le persone che mi conoscono mi attribuiscono una certa capacità di sintesi. Pertanto, anche in questo caso, cercherò di non smentire tale affermazione, riassumendo la mia proposta e rimanendo a disposizione per esporla in modo più approfondito, se lo si desidera. Ho tradotto questa proposta (poiché l’ho scritta nella mia lingua madre) facendomi aiutare da un’amica. Quindi vi prego di scusare tutti i miei eventuali errori.

La definizione del progetto
Da ogni parte viene evocata la necessità che Europe-Ecologie (d’ora in avanti EE) disponga di un progetto politico, democratico, lungimirante, etico, realistico e vincente.
La prima osservazione che faccio concerne il fatto che EE non è più un «prodotto» ex novo.
Sarà dunque necessario, da una parte, consolidare il senso di ciò che è stato già «narrato» da EE fino ad oggi e, dall’altra parte, aggiungere un senso ulteriore per cercare di conquistare un elettorato aggiuntivo e, quindi, realizzare meglio gli obiettivi del mio progetto politico “le 5 utopie”.
Mi occuperò, inizialmente, del primo termine contenuto nel titolo: EUROPE (EUROPA)

Prima utopia: EUROPA

La mia proposta, in breve, è quella di creare un movimento transeuropeo, una grande associazione che superando tutti i «localismi» (interni ed esterni, geografici o meno, in ogni Paese – Francia, Germania, Italia, ecc.) possa proporsi come laboratorio politico per una reale nuova politica. Questa deve darsi come obiettivo primario il superamento di qualsiasi tipo di conflitto esistente già da molto tempo (religioso, etnico, politico, etc.) o che potrebbe emergere nella nostra comunità europea.
Questa associazione (scarterei da ora in poi i termini «partito», «movimento», perché ormai obsoleti) dovrebbe diventare il laboratorio politico in cui scambiarsi esperienze e, di conseguenza, dovrebbe diventare il mezzo che permetterebbe a noi, cittadini europei, di approfondire meglio la nostra conoscenza reciproca, di superare le nostre differenze, di confrontare le nostre idee e di raggiungere, prima e meglio, soluzioni più condivise e propedeutiche al regolare funzionamento di tutta la comunità europea e dei suoi organi di governo.
Per tale prima utopia bisognerà attuare un piano di analisi per identificare i macro e micro conflitti, stabilire le priorità e, di conseguenza, realizzare uno studio di fattibilità per il loro superamento.
Se la mia proposta è condivisa, propongo la creazione di un primo Osservatorio Internazionale composto da membri della comunità europea interessati al suddetto progetto. Gli Osservatori territoriali (nazionali, regionali, locali, ecc.) dovrebbero fare riferimento a questo Osservatorio Internazionale.
Credo che questa prima utopia dovrebbe generare un’energia sempre più crescente che si alimenterebbe di tutte le sinergie derivate dalle diverse aree della stessa comunità europea, interessata al nostro progetto.

Passo ora al secondo termine: ECOLOGIA

Come ho già detto, cercherò di aggiungere un significato supplementare al termine Ecologia in modo da evitare che la costituente forza politica Europa-Ecologia possa apparire alla maggior parte di noi come una sorta di sovrastruttura ambientalista, monotematica e, per questo, limitativa.

Seconda utopia: Ecologia

Approfondirò l’attuale concetto di ecologia, valorizzandolo e dandogli significati supplementari ben più profondi che vanno al di là del mero ecologismo.
Ad esempio, nella concezione darwiniana, l’ecologia si riferisce alle condizioni dell’uomo e alla battaglia per la sua esistenza (i conflitti).
Claude Lévi-Strauss, con la sua posizione a favore della natura e dell’ambiente contro ogni intervento umano diventa l’ecologista ante litteram: «L’uomo sta distruggendo il suo ambiente e finirà per distruggere sé stesso». Così scriveva l’inventore del termine «ecologia» nella conferenza che tenne nel 1976 negli Stati Uniti, al Barnard College (Strutturalismo ed ecologia). Ripensando ai grandi miti prodotti dall’immaginazione umana, egli vi ritrovava tracce della rottura culturale tra l’uomo e il mondo naturale e del profondo disagio che una tale rottura lascia sempre nel nostro animo. Quindi, per tornare a noi, così Lévy-Strauss metteva in evidenza i vari conflitti che l’uomo vive con la sua natura e con se stesso. Estendendo il concetto in senso lato si potrebbe parlare di una ecologia etica, che distinguerei dalla Carta Etica, menzionata in diverse parti. In questo caso mi sembrerebbe piuttosto esatto parlare di una Carta Deontologica o di un Codice di Autodisciplina. Parlerei piuttosto di Carta Morale secondo la concezione e la distinzione che Paul Ricoeur introduce tra i due termini Etica (le buone azioni) e Morale (le norme obbligatorie). L’Ecologia etica sarebbe quindi percepita come una specie di catarsi dello spirito umano, dell’anima. In effetti, così come noi dobbiamo separare i rifiuti dall’ambiente, dobbiamo ridurre l’inquinamento, ecc., così l’uomo dovrà liberarsi delle sue scorie, dovrà purificarsi. Un giorno, forse, si potrà parlare di Homo Ecologicus.
Ecco dunque che il termine «Ecologia» può assumere dei significati molto più profondi rinforzandosi e saldandosi sinergicamente alla prima utopia «Europa», che, lo ricordo ancora una volta, si propone di superare ogni conflitto.
Ora il binomio «Europa-Ecologia» sembra avere più senso. Quindi è sufficiente tutto ciò? Non credo. In realtà ora che abbiamo «consolidato» l’elettorato acquisito, ritengo necessario eseguire un’azione complementare finalizzata ad ampliare l’elettorato ad un maggior numero di adesioni a EE. Per una tale nuova azione farò ricorso ad un metodo, ad una strategia che, in precedenza, interverrà a livello semiotico.

Terza utopia «Europe-Écologie —————- »

Quindi, se il «contenitore» EE (e successivamente, per estensione, il suo logo) rappresenta l’elettorato finora acquisito, per aggiungere altri elettori sarà necessario aggiungere un ulteriore spazio simbolico. Uno spazio vuoto, nuovo, in cui io, nuovo elettore, mi ci possa riconoscere e collocare. Propongo, quindi, una campagna di comunicazione in tre fasi. Una campagna rivolta al nuovo elettore che dovrà vedersi come il solo protagonista, l’unico in grado di riempire quel vuoto.
Pertanto, nella prima fase, accanto al logo EE, metterei uno spazio vuoto, come ad esempio un profilo (outline) di un villaggio che, per ragioni grafiche, sono costretto a simboleggiare con i trattini, vedi qui di seguito (Europa-Ecologia. ________ ————–).
In questa prima fase il messaggio cardine dovrà svilupparsi intorno al seguente concetto metaforico. «Vieni anche tu a costruire insieme il nostro nuovo villaggio comune. Abbiamo bisogno delle tue idee, delle tue braccia, delle tue competenze».
La seconda fase presenterà lo stesso logo accanto al precedente outline, ma più completo (che includa già una parte della parola Ecologia). All’interno di questo spazio sono presenti alcune lettere (Europa-Ecologia. M– — p — s v-r). I messaggi di questa seconda fase dovranno far capire che il villaggio comune è in fase di completamento, grazie all’arrivo dei nuovi abitanti.
La terza fase mostrerà il logo completo del suo motto (Europa-Ecologia. I miei valori). Ora che l’outline del villaggio contiene tutto il logo EE, tutti noi possiamo riconoscerci nel nostro villaggio comune. Il motto «I miei valori» si rivolge a me in quanto individuo, cittadino. Mi coinvolge individualmente. Mi incita sempre più a far percepire i miei valori, la mia presenza, il mio contributo.
Io propongo un modello di società sine die, un programma politico «a geometria variabile», dinamico e variegato, che sia in costante «fermento». Un programma sempre in grado di modellarsi alla realtà a cui vuol fare riferimento, un progetto il cui attore protagonista è esclusivamente l’abitante, il cittadino.
Ai valori di base come il superamento di ogni conflitto, la solidarietà, la trasparenza, l’ecologia, l’etica nel senso sopra definito, dobbiamo sovrapporre un valore fondamentale, sovrastrutturale: la democrazia partecipativa e diretta.
È solo attraverso la partecipazione, il confronto, il dibattito tra tutti i cittadini che emergeranno nuovi valori, nuove “utopie” in grado di scatenare nuove energie, di far percepire nuovi orizzonti. Nessuno di noi è il depositario della verità assoluta. Commetteremmo il solito gravissimo errore (tipico dei luoghi ideologici), se pensassimo di creare un polo immaginario, un fantastico simulacro, ideale in cui tutti noi e solo noi, dovremmo riconoscerci, identificarci; un luogo in cui si coltivi la cultura del nemico, dell’avversario. Dobbiamo, invece, liberarci e abbandonare questa cultura errata che ci nutre, ci blandisce. (A proposito del «noi» qualcuno suggerisce di sostituirlo all’«io». Riflettiamo, perché se l’«io» viene percepito come segno negativo, il «noi» lo sarebbe ancora di più. Infatti il «noi» non risulterebbe altro che la pura somma aritmetica e negativa di tanti «io». Al contrario, dobbiamo abbandonare questo «noi», liberarsi proprio dal senso di appartenenza (ad un partito, ad un movimento, ad una corrente, ecc.). Abbiamo bisogno di generare un altro «io», un «io» sdoppiato in base alla lezione ereditata da J. J. Rousseau e, successivamente, concepire l’associazione EE come un modo per valorizzare ogni singolo individuo. Questo deve essere il primo passo nella costruzione di una vita sociale partecipativa. Creare e rispettare le «regole di comportamento» produce nel cittadino la responsabilità di un accordo reciproco che lo riconosce e lo valorizza, sia come componente dell’associazione EE, che come estensione di se stesso. Bisogna pensare e costruire un mondo senza nemici, in cui tutti si possa vivere serenamente. Facciamo in modo che la frase latina «Mors tua, vita mea» possa trasformarsi in «Vita tua, vita mea». Questo motto, la nostra associazione politica dovrebbe tradurlo con «Il tuo pensare e il mio pensare», citando Voltaire che aveva detto, «Io non condivido le tue idee ma mi batterò fino alla morte perché tu le possa esprimere» (diritti delle minoranze).
La nostra comunità ha bisogno della solidarietà di tutti noi (punto di partenza per l’eliminazione di qualsiasi tipo di conflitto), anche della solidarietà più comune, più quotidiana. Coloro che lavorano nel volontariato possono verificarlo ogni giorno. Pertanto io invertirei il noto proverbio: «Siamo tutti utili, nessuno è indispensabile» in «Siamo tutti indispensabili. Renditi utile!». In sintesi, in quest’ultimo motto, la prima parte, ha come scopo di restituire un ruolo a tutti noi, facendoci sentire non solo indispensabili, ma uguali. Nella seconda parte (Renditi utile!) il motto punta sull’ individualità di ciascuno responsabilizzandoci e incitandoci individualmente a concedere il proprio tempo e le proprie competenze.
In questa ottica, il modello che propongo è l’ASSOCIAZIONE (COOPERAZIONE) SOCIALE E POLITICA «ONLUS», un’associazione il cui membro attivo è il cittadino. Non c’è differenza se si tratta di un iscritto, simpatizzante o addirittura scettico. La sua «persona» è quindi sufficiente per avere il diritto di partecipare alla realizzazione del villaggio, alla realizzazione dei saperi. Ecco qui la vera, meravigliosa, rivoluzione copernicana.
Il mio concetto di associazione politica si basa sul modello delle cooperative «ONLUS», di utilità sociale. Infatti, prendendo come archetipo le ONLUS, la maggior parte delle quali ha come obiettivo l’inserimento di persone in condizione di svantaggio nel campo del lavoro, parallelamente la nostra associazione politica dovrà prendersi cura di introdurre le cittadine e i cittadini svantaggiati (cioè che non fanno parte dell’apparato politico, sindacale, ecc.), all’interno del processo produttivo decisionale della politica.
La linea di demarcazione non è tra la sinistra, il centro e la destra. Infatti, la vera linea di spartiacque è tra quelli che, da un lato, fanno della politica attiva il loro tornaconto personale migrando da una formazione politica all’altra e, dall’altro lato, le cittadine e i cittadini. Impediamo che questo accada! Facciamo in modo che all’affermazione, al successo della propria persona si sostituisca il successo del mandato, dello spirito di servizio. Chiediamo a chi vuole candidarsi: «Che cosa puoi fare per la società? Cosa sai fare per la collettività?»
L’eletto, amministratore pubblico o dirigente di partito, deve essere un semplice mandatario, sempre e solo al servizio della comunità che lo ha eletto, e sempre pronto a dimettersi se ciò gli verrà richiesto dalle istanze preposte (istituto del recall).

Quarto utopia: Europa-Ecologia. Il Medium.

Parafrasando Marshall McLuhan che affermò «Il Medium è il Messaggio» (McLuhan inaugurò, peraltro, uno studio innovativo nel campo dell’ «ecologia dei media» – per rimanere nell’attualità dell’argomento-), vorrei che Europa-Ecologia (EE), subliminalmente, assumesse il ruolo di Medium. L’associazione EE non trasmette semplicemente messaggi, slogan, ma una serie di significanti e significati e quindi, in quanto tale, sarà percepita come medium catartico per la trasformazione della società. Quindi, non più rigorosamente un movimento o un partito che si fa delegare dai suoi rappresentanti, ma un’associazione plasmatica che penetra il tessuto sociale decontaminandolo con i suoi valori, i suoi significanti e i suoi significati (per dirla con De Saussure).
Pertanto EE, a prescindere dalle iniziative che intenderà prendere a diversi livelli (dall’internazionale al locale), sarà l’espressione dei suoi significati e significanti (quindi il Medium), mentre in parallelo essa trasmetterà diversi significati (messaggi, vale a dire i programmi) che potrebbero variare a seconda dei livelli in cui opera.

Quinta utopia: Europa-Ecologia. L’electoring oriented.

Partendo da quest’ultimo concetto (e cioè che i messaggi – programmi – varieranno in funzione dei livelli di intervento e delle realtà territoriali), ho introdotto il concetto di electoring oriented, un’espressione, un neologismo preso in prestito dalla disciplina del marketing. Tutti i programmi devono essere orientati a soddisfare democraticamente i bisogni dei cittadini, di ogni settore preso in esame. Prima dello sviluppo di programmi specifici, bisognerà organizzare numerosi dibattiti, incontri e elezioni primarie soprattutto con gli «abitanti» dei «settori» in questione, utilizzando i social network con la frequenza che si ritiene necessaria.
Con questa quinta ed ultima utopia, penso di aver interpretato e dato maggior senso al manifesto del 5 giugno presentato al Teatro La Cigale di Parigi. Ricordo che questo manifesto comprendeva una mappa della Francia con tante impronte di mani aperte, in cui ogni dito simboleggiava per me, per la mia immaginazione, una delle mie cinque utopie qui sopra esposte.

Ecco in sintesi i sette «plus» del mio contributo:

Europa-teologia: associazione transnazionale europea
Europa-teologia: ecologia in generale (etica, catarsi, ecc.)
Europa-teologia: azione di marketing per vincere un nuovo elettorato
Europe-teologia: associazione multiforme a «geometria variabile»
Europa-teologia: associazione «Onlus»
Europa-teologia: il Medium
Europa-teologia: Electoring oriented

Di Saturnino Manovale

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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