di Ermisio Mazzocchi – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani scelsero la Repubblica. La vittoria repubblicana rappresentò una vittoria dell’intera nazione, concludendo in questo modo le sue lotte per la democrazia e la libertà in linea con la Resistenza, riprendendo l’ispirazione di quella parte del Risorgimento che si era battuta per una “Repubblica una e indivisibile”. Un patto tra i cittadini in base al quale tutti i contraenti si impegnano fra loro a far sì che la strada di profonde trasformazioni sociali ed economiche, giuridiche e politiche, sulla quale far camminare progressivamente il paese, venisse tracciata nella garanzia dell’applicazione e del metodo democratico. Una Repubblica che in questi 70 anni, grazie alla sua Costituzione, fornita di rigidità e di dinamismo, ha saputo respingere tentativi interessati a tradirne la sostanza democratica: due falliti colpi di Stato, il terrorismo e le molteplici azione per svuotare i suoi valori di progresso, di solidarietà, di libertà. Una Repubblica costituzionale che ha consentito la trasformazione economica e sociale del paese e ha permesso una sua revisione adeguata ai tempi del cambiamento: 71 referendum, 16 modifiche. Oggi si profila un referendum discutibile, che non deve mettere in discussione i valori fondati della Costituzione repubblicana. La Repubblica Italiana mantiene la sua forza per unire il paese. Questo è il giuramento che come cittadini onoriamo in questo storico giorno del 2 giugno.
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