di Luigi Bruni – E così, in una calda serata di fine primavera, ancora una volta ci siamo ritrovati, l’A.N.P.I., l’associazione TA.S.SO Onlus e la sezione “Pertini” del PSI di Ceccano, insieme a molte persone, per ricordare le tristissime vicende di settant’anni fa, quando la follia umana ha attraversato il nostro territorio sotto le spoglie di una guerra atroce. Ci siamo ritrovati presso l’oratorio della chiesa di San Pietro a Ceccano per commemorare altri morti, persone comuni vittime della barbarie della guerra. Per non dimenticare. Si, perché le guerre non uccidono solo combattenti. Spesso uccidono più le persone comuni, indifese. Perché non esistono armi intelligenti. Una bomba che cade dal cielo, non distingue se cade su una abitazione civile o su un carro armato; un proiettile non si comporta diversamente a seconda se il suo bersaglio indossa o meno una divisa.
E così ci siamo ritrovati a riflettere sulla ingiusta morte di nostri concittadini: Giovambattista e Giacinto Capoccetta, Antonio Micheli e Pietrantonio Ciotoli, vittime innocenti delle crudeltà dei nazisti; Antonio Staccone e Giovambattista Del brocco, uccisi dai cannoneggiamenti; Teresa Ciotoli con i tre figli Gertrude, Anna e Vincenza Cristofanilli ed Emilia Bucciarelli, morti per i bombardamenti; siamo stati a parlare con i loro parenti, a rattristarci con la lettura di quegli avvenimenti così come li hanno ricordati i testimoni diretti.
Ci siamo ritrovati a chiederci se tutto quello che è avvenuto potesse avere un valido motivo. A cosa sono serviti il progresso scientifico, lo sviluppo delle scienze umane, l’affermazione dei diritti dell’uomo, se per dirimere le nostre controversie ricorriamo alla prevaricazione ed all’oppressione? Che monito riceviamo dal sangue versato, se di nuovo torniamo ad alzare muri, a fare distinzioni di razza, di religione? Se di nuovo si parla di nazionalismo, di dominazione, di diversità?
E così, ci siamo ritrovati ancora una volta a riflettere sull’egoismo umano.
E tutti ci siamo augurati che non siano più a verificarsi tragedie così, né qui né in nessuna altra parte del mondo, e che abbiano subito a cessare le molte guerre che ancora si combattono su questo sventurato pianeta.
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