
di Ivano Alteri – In tempi di accanimento contro i diritti più elementari dei cittadini, ad opera di politicanti asserviti al dominio dei più forti, molti di quei cittadini tentano di reagire, anche nella insopportabile e incomprensibile indifferenza di tanti altri. È questo lo spirito che abbiamo colto nel corso della conferenza stampa organizzata dal Comitato Provinciale Acqua Pubblica Frosinone, in preparazione della fiaccolata che si terrà a Frosinone alle ore 19,00 del 27 maggio prossimo. Essa si snoderà per le vie della città, partendo da Piazzale Gramsci (Palazzo dell’Amministrazione Provinciale) per arrivare sotto la Prefettura.
Alcuni potrebbero pensare che quell’accanimento si riferisca soltanto alla esose bollette di AceaAto5 Spa, ai suoi famigerati disservizi (76% di dispersione idrica!) e alle sue continue vessazioni nei confronti degli utenti. Ma si sbagliano. Severo Lutrario, coordinatore del Comitato organizzatore della fiaccolata, lo dice chiaramente e lo ripete come un mantra: quel che sta accadendo con Acea, sarà generalizzato a tutti gli altri servizi pubblici locali, e in tutta Italia, attraverso le norme volute dal Governo Renzi (il cosiddetto Decreto Madia), che obbligheranno i comuni a cedere i loro servizi ai privati. Obbligheranno.
Non solo. Tali norme stabilirebbero “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” da parte del gestore privato. In altre parole, a prescindere dalla gestione imprenditoriale del servizio e della sua economicità, l’azienda privata avrebbe comunque garantito il suo profitto, traendolo direttamente dalle bollette, ossia, dalle tasche dei cittadini. Ricorda Lutrario, che proprio questa norma era stata abolita dal referendum del 2011, con cui 26 milioni di italiani avevano espresso il proprio no ad una appropriazione mercantilistica dei servizi pubblici essenziali, come l’acqua.
A seguito di quel referendum, migliaia di cittadini e numerosi enti locali del Lazio, avevano presentato una legge d’iniziativa popolare “sulla tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, come si legge nel volantino preparato dal Comitato, che poi fu approvata nel 2014 all’unanimità (Legge Regionale 5/2014). Ma “cosa fanno oggi la Giunta Zingaretti e la maggioranza consiliare?”, si legge ancora nel volantino: “non danno seguito all’attuazione della legge e, anzi, ne rallentano il percorso allineandosi al modello nazionale. Una proposta di legge di attuazione, promossa dai comitati di cittadini, è stata presentata già da un anno, ma mai discussa in consiglio regionale”.
Con queste politiche, scandisce Lutrario, “noi siamo diventati un bancomat, per Acea”, e lo saremo anche per tutte quelle società private a cui i tirapiedi dei poteri economico-finanziari vogliono regalare tutti i servizi pubblici essenziali. Da una parte, le vessazioni del gestore privato; dall’altra, il tradimento dei sedicenti rappresentanti pubblici; non resta quindi che organizzarsi per protestare e lottare. Portare i cittadini in piazza e far sentire la loro voce è l’arma che si ha a disposizione; l’alternativa sarebbe la resa.
In questa situazione s’inquadra la fiaccolata del 27, che Lutrario, e il Comitato che rappresenta, non vogliono che diventi una sfilata di anime belle. Nella comunicazione che essi hanno inviato alle autorità, come di norma e prassi, hanno anche descritto cosa intendevano fare durante la manifestazione. Tra le varie iniziative, quella più simbolica, e sicuramente la più urticante per chi intende continuare a farsi beffe dei cittadini, sarà il falò di bollette Acea. Ma la questura ha convocato proprio questa mattina (25 maggio), poco prima della conferenza stampa, lo stesso Lutrario, per consegnargli le prescrizioni che essa ha posto allo svolgimento dell’iniziativa. Tra queste, proprio il “divieto di accensione di fuochi”.
Ma Lutrario non ci sta. Riferisce di essere stato in questura, come chiesto, e di aver già comunicato che quella prescrizione non potrà essere rispettata e che il falò si farà. Lutrario specifica che, in quel momento, non aveva ancora avuto modo di confrontarsi con l’intero Comitato e che l’avrebbe fatto immediatamente. Ma aveva già pronta la comunicazione ufficiale da inviare alla questura, in cui si legge espressamente che “le forze dell’ordine dovranno impedirci fisicamente di accendere il falò e di bruciare le bollette”. “Se in questo Paese i galantuomini sono i dirigenti di Acea Spa e gli amministratori pubblici che ci hanno condotto in questa situazione”, conclude la lettera, “ci onoreremo di essere annoverati tra le schiere dei malfattori”.
Alla fiaccolata hanno già aderito numerose associazioni, tra le quali, per ricordarne qualcuna, i comitati acqua pubblica di vari comuni della provincia, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Frosinone, Oltre l’Occidente, Aut-Frosinone, Frosinone Bella e Brutta, Centro Studi Tolerus, Vertenza Frusinate e Anpi di Frosinone. E sembrerebbe che abbia dato l’adesione anche il Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, cliccando il suo “parteciperò”, sulla pagina facebook creata per l’occasione dal Comitato.
Frosinone 25 maggio 2016
In pdf, da scaricare, le note inviate alla questura di Frosinone e al Presidente del Consiglio
Acqua libera. Nota per il governo Renzi
Acqua libera. Nota per il questore
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