consultorio 350 260

consultorio 350 260di Daniela Mastracci – Associazione Culturale Pequod – L’Associazione Culturale Pequod è lieta di presentare il suo prossimo evento dal titolo: Consultori, Obiettori e Pillola del giorno dopo. Saremo ospiti del suggestivo Castello Dei conti di Ceccano.
Sarà per noi di Pequod la quarta iniziativa da quando a gennaio scorso abbiamo iniziato un percorso di incontri con le donne e gli uomini, e tanti giovani, di Ceccano e Provincia. Ci incontreremo di nuovo venerdì 27 maggio alle ore 18:00. E saranno nostre ospiti e relatrici tre donne attente e sensibili su temi che la nostra Provincia ha, più che mai, all’ordine del giorno. Temi sociali e legati anche al Sistema Sanitario Nazionale, specificatamente poi a quello della Provincia di Frosinone.
Saranno con noi la Consigliera Regionale Marta Bonafoni (SI-SEL); la Sociologa Antonietta Damizia, la Psicologa Roberta Cassetti. Vogliamo provare a ragionare insieme dello stato dei Consultori nella nostra Provincia: quanti siano, quali aperti e con quali orari; tenteremo di renderci conto insieme del caso “particolare”, in Ciociaria, dovuto all’elevato numero di Medici Obiettori e della ricaduta sull’applicazione della legge sulla IVG; vogliamo, inoltre, provare ad approfondire la questione Pillola del giorno dopo.

I consultori familiari

I consultori familiari sono nati con legge nazionale nel 1975 e sono stati recepiti dal Lazio con legge regionale l’anno successivo, nel 1976. Dovrebbero essere punti di riferimento per tutte le cittadine e i cittadini perché si qualificano come centri che considerano “salute” l’insieme del benessere fisico, mentale e sociale degli individui. Dovrebbero svolgere un ruolo essenziale per la salute delle donne, accompagnandole in tutte le fasi della loro vita, in un percorso di consapevolezza e autodeterminazione che va oltre la cura.
I consultori insomma potrebbero contenere in sé moltissime risposte alle domande che ci facciamo oggi, che siamo alla ricerca di un sistema sanitario e di welfare rinnovato e moderno.
Perché i consultori sarebbero già modelli di integrazione socio-sanitaria, welfare comunitario, medicina territoriale, di responsabilità pubblica della salute.
Perché da anni, prevedendo un approccio globale ai bisogni, in una logica di presa in carico affidata a equipe multidisciplinari, sarebbero nodi centrali di una rete di servizi, un osservatorio privilegiato dei bisogni del territorio.
Perché tanti condizionali? E’ la domanda che porremo alle nostre relatrici: qual è la situazione nella nostra Provincia?

Ma quanti obiettori!

Perché poi occuparci degli “obiettori”? Nel nostro Paese le percentuali di obiezione di coscienza a proposito della IVG (Legge 194) sono particolarmente alte – superiori all’80%: in Molise (93,3%), in Basilicata (90,2%), in Sicilia (87,6%), in Puglia (86,1%), in Campania (81,8%), in Abruzzo (80,7%) – e anche nella nostra Regione superano l’80%. L’obiezione di coscienza è tutelata e riconosciuta nella legge 194 ma, qualora il numero degli obiettori fosse molto alto, come le percentuali date dimostrerebbero, si arriverebbe a non garantire il minimo servizio indispensabile: la legge 194 va applicata in tutte le sue parti e alle donne va assicurata la tutela della salute e dei loro diritti in tutte le strutture pubbliche e private della Regione.
E nella nostra Provincia? Quali sono i dati? Come interpretarli? E soprattutto come discuterli, nella delicata dialettica fra diritto della donna alla pratica della IVG e diritto all’obiezione? Sottolineiamo che il numero degli obiettori è estremamente elevato: nove operatori sanitari su dieci si sono dichiarati obiettori (dati 2014).
Completeremo, infine, il quadro approfondendo anche la questione “Pillola del giorno dopo”. Basta andare a vedere un sito web per rendersi conto di quante domande le donne si pongano, specialmente le più giovani e a maggior ragione le ragazze minorenni. Attualmente in Italia la pillola del giorno dopo richiede ricetta medica non ripetibile soltanto per le ragazze minorenni, ossia per le più giovani occorre una ricetta redatta da un medico (medico di base, ginecologo, guardia medica, medico del Pronto Soccorso, Consultori) da presentare in farmacia, mentre non richiede più ricetta per le donne maggiorenni. Quali sono le domande delle donne? E soprattutto delle ragazze? Come affrontare momenti delicati nella vita di tanti giovani e non solo? Ci sono le strutture? Ci sono equipe preparate e pronte a rispondere? C’è una “rete di protezione” quando si ha bisogno di aiuto e sostegno? Legge e società, la norma e la morale individuale si corrispondono?
Associazione Culturale Pequod

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo UNOeTRE.it

regime-attività

Di Daniela Mastracci

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.