di Ermisio Mazzocchi – “Devastate dalla guerra dei carnefici//a ricostruirle si ricominciò//nel freddo, noi sfiniti, nella fame”. Canterebbe Brecht nella sua poesia “Quando le nostre città erano macerie” che ben si intona con il libro, curato da Lucia Fabi e Angelino Loffredi, “Il dolore della memoria. Ciociaria 1943 – 1944”, (Ceccano 2016), che sarà presentato sabato 21 maggio, ore 18,00 presso la Biblioteca di Ceccano. Gli autori rappresentano in modo efficace le tragedie di sofferenza, di morte, di distruzione prodotte da una guerra che aveva infiammato l’intero pianeta. I contenuti di questo libro ci trasportano senza retorica nella cruda realtà di battaglie sanguinose e della disperazione di popolazioni travolte dalla forza della distruzione bellica. Esiste in filo rosso che unisce i personaggi di un dramma senza fine vissuto da uomini e donne che vagano nei campi desertificati dalle artiglierie dei combattenti e tra gli edifici sventrati dai bombardamenti. E’ la speranza di uscire indenni dalla “guerra dei carnefici” e ricominciare a ricostruire. Sorge nel lettore un pathos, una emozione profonda nel momento in cui vede scorrere avvenimenti travolgenti, in cui si “personificano” con nome e cognome gli attori reali della storia della vita di un popolo. Una comunità, quella ciociara, che tenta di salvare la vita e le proprie cose, sopportando soprusi e omicidi. L’architrave su cui poggia il sentiero della salvezza è costituito dai sacerdoti di ogni grado ecclesiale. Esemplari figure, tratteggiate con perizia dagli autori, che con il loro impegno portano aiuto e protezione e salvano vite umane. Grazie ai loro Diari è stato possibile ricostruire una storia fino a oggi sconosciuta nella sua parte più umile,
più “personale”, più umana con le debolezze, le paure, le speranze.
La lettura di questo libro arricchisce la conoscenza di storie appartenute al passato, accompagnate da una ampia documentazione e che offrono agli storiografici un percorso che potrà essere approfondito con una ricerca rivolta gli archivi degli eserciti che si fronteggiarono in questo territorio da quello degli Alleati a quello germanico.
Credo che si debba considerare questo libro oltre la sua specificità storiografica, che valica il rigore scientifico e si immette nell’alveo della speranza della pace dell’intera umanità. La narrazione di quelle che sono state le tragedie dei nostri popoli, sembrano dire gli autori, sia di monito a quanti ora, in questo momento portano morte e distruzione in moltissimi popoli della terra. Ciò che è stato ieri, è ciò che è oggi in tanti parti del mondo con gli orrori della guerra che devastò i nostri territori e, oggi, infuria in tante altre parti del pianeta.
Un messaggio di pace e di cooperazione tra gli otto miliardi di uomini e di donne.
Lucia e Angelino non hanno scritto per quello che è stato il passato, ma per quello che dovrebbe essere il futuro “a ricostruirle si ricominciò”.
14 maggio 2016
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie