annisettanta 350

annisettanta 350di Angelino Loffredi – (opinioni in confronto con Maurizio Cerroni che ha scritto a proposito degli anni settanta ed ei partiti di allora). A parte la TV a colori che il PCI non voleva, riuscendone a rinviare l’utilizzo dal 1972 al 1979, l’intervento di Maurizio Cerroni è senz’altro un punto di partenza per avviare una discussione su gli anni 70 e quelli successivi. Cerroni poteva evidenziare maggiormente le differenze e la competizione fra DC e PCi sul tema dello sviluppo, dell’industrializzazione, della difesa del territorio, della bonifica del fiume Sacco, anche perché ne è stato un protagonista. C’è un passaggio, in quello che scrive, che merita attenzione perché chiama altri necessari approfondimenti “I frutti della rivoluzione sociale propria di questi anni la si vede anche nella formazione della nuova classe dirigente del paese che, grazie alla democrazia presente nei partiti e nei sindacati, si afferma tra le file operaie e anche contadine. Sono queste nuove forze a rappresentare una vera ventata di freschezza per il paese”. In quegli anni, infatti esisteva un diretto rapporto fra lotte sociali, democrazia nell’interno delle grandi organizzazioni e formazione di un nuovo ceto politico. Questa fu la vera ricchezza, un patrimonio che ancora non è stato possibile dilapidare. Qualcuno mi dirà che guardare a quel pensiero non ha più senso, perché ispirato da teorie ottocentesche. Sicuramente influenze provenienti dal 19° secolo esistevano ma la novità era costituita dal fatto che la linea politica nasceva e si sviluppava nel corso delle lotte, priva da qualsiasi ideologismo.

Da trenta anni stiamo sperimentando “novismo e modernità”, senza avere una base teorica e cultura politica, perché privi di conoscenze del mondo che cambiava e che cambia, ignari delle nuove spinte provenienti dalla Scuola di Chicago, del ruolo politico esercitato da Reagan e Thatcher. Proprio perché privi di adeguati strumenti di analisi e conoscenza abbiamo visto applaudire acriticamente la globalizzazione, la spinta neo liberista senza regole, per andare verso un illusorio futuro promessoci, sempre radioso e liberatorio. Inseguendo in maniera sfrenata la parola d’ordine “Più privato meno Stato“ oppure quella seducente di “Privato è bello“. Addirittura seguito a leggere che qualcuno scrive che la lotta di classe non esiste. Ignorando, seguendo il pensiero dei poteri dominanti, siamo arrivati non al 2000 ma al 1700, privati di diritti, colpiti da malattie che non possiamo curare, con nuove miserie, diseguaglianze sempre più crescenti e vedendo all’orizzonte diverse forme di schiavitù.

 
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Di Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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