IL lavoro è vita

IL lavoro è vitadi Ignazio Mazzoli – Per L’Inchiesta e UNOeTRE.it questo è stato il 29 aprile dei disoccupati. Pomeriggio, fervono i preparativi di chi dovrà suonare nella piazza Cavour di Anagni, incrocio il Sindaco Fausto Bassetta difronte all’immensa distesa di quella piazza che chiunque farebbe fatica a riempire, un po’ deluso mi chiede e forse si chiede, “ma lo sanno che lo facciamo per loro? (i loro sono i disoccupati che non si fanno vedere ndr)”. “Bella domanda” è la risposta che mi viene in mente in quel momento.
Il Sindaco Bassetta e la sua Amministrazione sono stati ospiti straordinari e molto accoglienti. La responsabile dello staff del Sindaco, signora Daniela Pesoli, è stata fra le prime ad arrivare e fra le ultime a lasciare la piazza, per seguire scrupolosamente tutto ciò che avveniva e disposta ad intervenire per ogni esigenza. Come non capire l’insoddisfazione di chi da molti mesi crede nelle gravi difficoltà dei disoccupati ed in molti modi si adopera per fronteggiarle? Tiziano Ziroli che presentava, Gino Rossi nel suo intervento, i musicisti, hanno tutti sentito il bisogno di ringraziare con calore chi ha permesso l’appuntamento del 29 aprile.

Un prezioso germoglio di partecipazione

Per chi come noi, L’Inchiesta e UNOeTRE.it, segue da 18 mesi senza alcuna interruzione questo prezioso germoglio di partecipazione che è la Vertenza Frusinate, non è sorpreso dell’assenza di molte coscienze e molte gambe alle iniziative. Si sa che ci sono, si sa che seguono le iniziative di Gino, Tiziano, Augusto, Luigi, Vittorio, Mario e quella ventina di tenaci promotori intenzionati a mettere in campo qualcosa, perché le soluzioni da sole non arrivano.
Questa è l’Italia dell’astensionismo. Ci si astiene non solo più per dare segnali. Ci si astiene perché la sfiducia ha sopraffatto qualunque convincimento. Tanto a che serve? Il Sindaco di Pastena Arturo Gnesi così si esprime: “E chi decide sarà condizionato dal parere del sindaco di Pastena?” Una tenaglia paralizza le persone e le loro coscienze a causa del bisogno di sopravvivere: da un lato il voucher del lavoro precario (lavoro nero?? e dall’altro non disturbare il guidatore nella speranza di un raccomandazione. In nessuno dei due casi ci si batte per un lavoro vero con i propri diritti riconosciuti e tutelati. Eh si, le piazze non si riempiono. Qui sta però anche il valore di chi si batte: strappare un risultato per dimostrare che si può ricominciare a credere in se stessi e riprendere a sperare per tutti.
“Per una Primavera del Lavoro” questo voleva essere. Bisogna guardare dentro le immagini senza estrarre a sorte le parole da un cappello pensando così di descrivere una iniziativa alla quale non si è partecipato. Tizianio Ziroli sintetizza bene il 29 aprile voluto da vertenza Frusinate: «Si è vero, la presenza dei senza lavoro non era tanta, non c’erano tutti gli invitati, però di una cosa mi sono reso conto, abbiamo seminato nella mente delle persone il ragionevole dubbio che la “Vertenza Frusinate” ha ragione su tutto.»
Questo pomeriggio è stato tante altre cose. Primo una manifestazione di solidarietà a partire dai tanti che hanno suonato gratuitamente, si gratuitamente, con passione e generoso impegno (si doveva prendere un pomeriggio perché le disposizioni impediscono di suonare dopo le 21,30, ma lo sconsiglia anche la temperatura che ancora non consente notti miti). Secondo, una manifestazione di grande umanità come appariva dagli abbracci fra lavoratrici e lavoratori che da tempo la disoccupazione aveva separato e avevano tanto da raccontarsi. Terzo e non ultimo è stato un pomeriggio di proposte e di testimonianze attive destinate a prolificare. Non c’erano “Bastiglie” da assaltare.1e3inchiesta 350 260

Occorre strappare un risultato

Nelle parole del Sindaco Fausto Bassetta, del Presidente Antonio Pompeo e del Presidente Danilo Magliocchetti c’è stata la determinazione a voler continuare per strappare un risultato. Hanno ringraziato la Vertenza Frusinate che ha tolto il pesante oscuramento alla drammatica disoccupazione di questa provincia, l’hanno ringraziata per lo stile della loro presenza democratica e costruttiva fatta di proposte e tenacia e hanno rotto il tabù, insieme a Enzo Valente dell’Ugl, unico sindacato presente, che non si può continuare a dire “NO” ad ogni proposta di politica passiva (cioè negare ogni sostegno al reddito, specie quando manca) davanti all’emergenza. Tutti quelli che sono intervenuti da Gianmarco Capogna di Possibile a Paolo Ceccano del PRC, a Oreste Della Posta del PCd’I, al rappresentante del PD, al Deputato Nazzareno Pilozzi, a Giuseppina Bonaviri docente universitaria, Marco Aversa della Videocoop di Ceccano e al sindaco di Acuto Augusto Agostini, hanno riconosciuto e sostenuto che ormai gli interventi d’emergenza sono inevitabili. Finanche ieri nel 1° maggio di Isola del Liri, dove i sindacati assenti ad Anagni si sono scordati pure di Vertenza Frusinate, bisogna riconoscere che il Segretario generale regionale della Uil, Alberto Civita ha dichiarato chiaro e tondo che le politiche per la ripresa e l’occupazione sono un fallimento qui nel Lazio e in tutta Italia.

Tre proposte concrete e realizzabili, se c’è volontà

Vi pare poco? Se vi pare poco ecco: il 29 di Anagni ha messo sul tavolo dell’emergenza 3 perle di proposte durante un incontro fra Guido D’Amico, Stefano Di Scanno, Dario Facci e Ignazio Mazzoli. Concrete e realizzabili. Per realizzarsi hanno bisogno solo di volontà. Guido D’Amico, imprenditore, Presidente di ConfimpreseItalia ha proposto: 500 imprese in provincia beneficeranno di finanziamenti regionali, ad ognuna di loro in accordo con la CCIAA si chieda l’assunzione di persone dall’elenco dei disoccupati in cambio di una qualche defiscalizzazione; L’inchiesta e UNOeTRE.it per bocca del Direttore Stefano di Scanno hanno proposto come creare concretamente presso la Prefettura di Frosinone un “Fondo per la Dignità dei Lavoratori” a cui partecipino i Comuni, gli eletti, tutte le attività produttive, tutti i lavoratori e i cittadini. Gli stessi giornali hanno chiesto l’istituzione di un osservatorio provinciale dell’occupazionevertenza frusinate definitivo e del lavoro. Importante la condivisione del Direttore del Gruppo Lazio TV, Facci. E vi pare poco? Vi pare poco l’intento unitario di coordinarsi con tutti i comitati e le associazioni che lottano contro i disagi sociali di questa provincia, dalla sanità e alla mala gestione dei servizi idrici?
Poco non è. Soprattutto se si considera un aspetto: i 18 mesi di presenza della Vertenza Frusinate, con le sue proposte e le sue elaborazione hanno aperto un fase nuova riaprendo una dialettica vera fra i partiti. Niente più gossip di notabili dei partiti, ma discussione di cose da fare e alcuni rappresentanti dei partiti e delle istituzioni stanno dimostrando di accettare queste nuove regole. Mai come in questo caso gli assenti hanno torto, torto marcio e non solo.
2 maggio 2016

 
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