da Think Dem, PD di Ceccano – Avremmo volentieri evitato di replicare alle chiare provocazioni apparse in questi giorni sui social e sui giornali, riguardo la situazione attuale del circolo PD di Ceccano, non amando le polemiche e soprattutto stanchi di questa linea fratricida e autodistruttiva adottata e mai abbandonata da alcuni esponenti locali del PD. Ma mossi dalla stanchezza, e ormai consapevoli della impossibilità di approcciare un dialogo diretto e civile, abbiamo deciso di dire la nostra.
Primo, il circolo è di tutti gli iscritti, non del commissario, quindi chiunque potrebbe provvederne alla pulizia notando l’incuria, come abbiamo già fatto noi più di qualche volta;
Secondo, se il circolo è chiuso la responsabilità è, con chiara evidenza, di chi lo ha malamente gestito fino alle elezioni dell’anno scorso, riducendo il partito al 5% e causando una sconfitta epocale;
Terzo, vorremmo ricordare a chi ora condanna la chiusura del circolo, che in molti hanno disertato le riunioni indette dal commissario, fatta eccezione per quelle il cui ordine del giorno era la costituzione dell’ufficio adesioni, finite poi in caciara.
Inoltre, non ci risulta che prima del commissariamento il circolo sia stato propriamente “il Colosseo”.
Ora, per l’ennesima volta, c’è chi palesa argomentazioni ridicole e pretestuose, continuando ad attaccare, anche se indirettamente, chi da mesi sta lavorando per un rinnovamento ed una plausibile ricostruzione del PD a Ceccano, per cercare di ricomporre i pezzi di un partito ormai logorato, e certamente non per colpa di chi ha deciso di farne parte attiva da poco, per passione e per spiccato senso civico.
Probabilmente non hanno altro modo per riappropriarsi di un minimo di visibilità, a nostro parere negativa.
Eppure di cose da dire e da fare, serie e costruttive, ce ne sarebbero tante. Ceccano avrebbe bisogno, non di queste chiacchiere inutili e sterili, ma di una opposizione coesa, presente, attiva, in grado di mettere in risalto le numerose inefficienze della attuale amministrazione.
Qualcuno deve capire che è il momento giusto per fermarsi e per fare un passo indietro
Essere il PD oggi, vuol dire anche capire il momento giusto per fermarsi e per fare un passo indietro, soprattutto se dal partito si è già avuto tanto, in alcuni casi, troppo.
Si fa riferimento in termini dispregiativi, anziché lodare l’impegno, a iniziative sporadiche. Iniziative che hanno avuto riscontri positivi, nonostante i tentativi di boicottaggio, iniziative che abbiamo organizzato da soli, autofinanziandoci, stessa cosa vale per i manifesti, con l’unico scopo di riavvicinare il partito e la politica ai cittadini e alle associazioni.
D’altra canto sono state le uniche realizzate nell’ultimo periodo dai partiti, non abbiamo mai ricevuto da parte di chi si esprime in merito, inviti a collaborare o a partecipare ad altri eventi.
Ciò che ci lascia più perplessi è il fatto che a parlare siano persone ancora esclusivamente interessate al potere fine a se stesso, a chi dovrà governare o meno il partito, se lo tenessero pure un partito al 5% destinato con loro a scomparire!
Persone che, senza il minimo senso della realtà, continuano a sognare di tornare a fare l’assessore e il vicesindaco.
Persone che non hanno ancora capito che il popolo vuole altro, eppure già nel 2012 e più fortemente nel 2015, il voto espresso non ha lasciato adito ad interpretazioni.
Persone che non guardano al futuro, ma neanche al presente, tanto che il comunicato apparso sui giornali in questi giorni, non è altro che un copia e incolla di altri già pubblicati mesi fa. Puro immobilismo.
Con una unica novità, una unica “nota positiva”, anche se piuttosto curiosa: un ritrovato amore tra chi fino a ieri era in guerra, tra chi si è sempre scontrato cercando di prevalere l’uno sull’altro, utilizzando toni e mezzi che alcuni di noi conoscono molto bene, ma che per decenza preferiscono tacere. E’comunque sufficiente ricordare gli accadimenti della ultima campagna elettorale. Ci rallegriamo, quindi, di questa nuova e affiatata amicizia.
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