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logoconfimprese 350 260dal Presidente di ConfimpreseItalia Dott. Guido D’Amico – Non chiedono l’elemosina, ma dignità. Non hanno mai alzato i toni, ma pretendono (giustamente) risposte e chiarezza. Mi riferisco ai 352 lavoratori delle Vertenza Frusinate, che a maggio percepiranno l’ultimo assegno e che da giugno saranno privi di qualsiasi ammortizzatore sociale. Va sempre ricordato che ognuno di loro ha una famiglia, dei figli, paga dei mutui e deve far fronte alle bollette e alle spese quotidiane. Dico questo perché si tende a rimuovere certi concetti. Venerdì 29 aprile ci sarà una grande manifestazione ad Anagni, alla quale i lavoratori hanno invitato tutti: parlamentari, assessori e consiglieri regionali, amministratori provinciali e comunali, sindaci, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle forze sociali. Mi auguro che ci sia una forte risposta in termini di partecipazione e di “coraggio” di esserci. Nelle stesse condizioni di questi 352 lavoratori ci sono da un anno altre 147 persone e nel 2017 toccherà a circa 500 operai.

Stanchi di promesse

Non possono più aspettare e sono stanchi di promesse che avrebbero bisogno di tramutarsi in fatti. Il 2 maggio è fissato un vertice alla Provincia. Oltre non si potrà andare. Eppure chiedono una cosa semplice: è possibile o no prevedere delle misure di sostegno quando termineranno gli ammortizzatori sociali? Si era parlato di reddito di dignità o di cittadinanza. Ci sono fondi e risorse oppure no? Credo che sia arrivato il momento di dirlo chiaramente. Qualcuno aveva avanzato l’idea di impiegare queste persone nei lavori socialmente utili in vari Comuni. Anche qui, basta chiacchiere. Si può fare o no? Teniamo presente che c’è un documento firmato da 78 sindaci della provincia che è stato inviato alla Regione: in quel documento si fa riferimento alla drammaticità della situazione occupazionale in Ciociaria (135.000 iscritti ai Centri per l’Impiego) e si sottolinea come la Vertenza Frusinate possa trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. La situazione è gravissima e giugno ormai è alle porte. Non ci sono alternative: l’intera classe dirigente di questa provincia deve parlare un linguaggio di verità e dare risposte. ConfimpreseItalia, nel confermare piena e incondizionata solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, non starà a guardare. E non starà neppure in silenzio.

Il Presidente Dott. Guido D’Amico

 
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