Lavoratori Coop Anagni 350 260

Lavoratori Coop Anagni 350 260di Antonella Necci – L’intervista raccolta stavolta rappresenta, in sé, il proseguimento dell’articolo pubblicato sul nostro quotidiano online qualche giorno fa e riguardante la chiusura della Coop di via della Navicella ad Anagni.
Le poche domande rivolte a Tiziana, volto storico di quel supermercato, sono le domande che ognuno di noi, già affezionato utente, le avrà in parte rivolto in modo informale e con un senso di solidarietà misto alla rassegnazione, tipici di tanti che vivono in Ciociaria così come in altri luoghi d’Italia. Un tono e uno sguardo che nulla hanno in comune con la spensieratezza di alcuni tra i nostri politici più rappresentativi. Gli stessi che parlano di ripresa economica proprio quando il tema della mancanza del lavoro e della dignità di esseri umani diventa sempre più incalzante, tanto da entrare addirittura nei discorsi di papa Francesco.
“La mia idea è che noi siamo solo dei numeri.” Così dice ad un certo punto dell’intervista Tiziana.
“Quando quei numeri non servono più o non danno il profitto sperato, allora si eliminano”.
Con poche parole questa donna ha definito il concetto di “capitalismo” meglio di Adam Smith ai tempi della prima rivoluzione industriale!
Ma procediamo con ordine:

Da quanto tempo questo supermercato è diventato Coop?

Da circa un anno, perché quando aprì, ad aprile 1986, il supermercato era Sidis, poi è stato rilevato dalla Despar e in ultimo dalla società Distribuzione Roma. Una cooperativa che ha rilevato una serie di Despar sia ad Anagni che a Fiuggi e Frosinone, nonché ad Ariccia a Tarquinia e a Ciampino.

Ti aspettavi questo fallimento?

Sinceramente no. Perché quando ci dissero che saremmo passati alla Coop, tutti noi abbiamo pensato che all’interno di una grande società di carattere nazionale avremmo avuto la certezza di un lavoro stabile. Avevamo la certezza di una continuità lavorativa, che ci è venuta a mancare all’improvviso il 5 di aprile. Mai avremmo immaginato che sarebbe accaduto ciò che poi è accaduto.

Senti Tiziana, ma perché fra tutte le Coop rilevate da Distribuzione Roma, proprio quella di via della Navicella ha chiuso i cancelli?Coop Anagni 350 260

Perché a quanto pare gli incassi erano in negativo e il negozio, vecchio di trent’anni, aveva anche necessità di essere rinnovato. La società ha preferito chiudere piuttosto che spendere soldi di manutenzione per un supermercato che non forniva i risultati sperati.

Dunque è questo il motivo per cui non hanno ingrandito il supermercato? Perché il locale accanto, un tempo negozio di abbigliamento, avrebbe permesso un rinnovamento e un ingrandimento della struttura.

Si ma la società ha preferito non farlo. Inoltre il contratto di locazione scadrà proprio il 30 di aprile di quest’anno e la società deve riconsegnare i locali entro quella data.

Quindi, aggiungo io, piuttosto che investire nel miglioramento e nell’ampliamento che avrebbero portato maggiore utenza, hanno preferito affossare definitivamente 15 famiglie i cui membri lì lavoravano. Interessante scelta economica.

Quale, tra i politici locali è venuto a dare il proprio sostegno nei due giorni in cui siete stati in sciopero? Il sindaco Bassetta è venuto?

Si ed è stato molto gentile e partecipe. Ha parlato anche con i rappresentanti di Distribuzione Roma che in quei giorni erano venuti ad illustrarci la situazione. Purtroppo questi hanno ripetuto a Bassetta quello che già avevano detto a noi.

E cioè?

Cioè che avremmo dovuto attendere 60 giorni, come da accordo sindacale, prima di ricevere la lettera che avrebbe determinato il nostro destino. A questo punto, nonostante gli sforzi del sindacato, che avrà un nuovo incontro con Distribuzione Roma il 29 di aprile, sono quasi convinta che ci arriverà la lettera di mobilità. Non ho molte speranze in merito.

Perché non pensi che forse vi potrebbero ricollocare in altri supermercato Coop?

Perché stanno per chiudere anche i centri di Tarquinia e di Ariccia. E per Ciampino si parla del 1 maggio.

E Tiziana mi mostra il messaggio che Gianni, il loro rappresentante sindacale ha inviato dopo l’incontro con i rappresentanti della società. Si parla di mancato utilizzo degli ammortizzatori sociali. Mancato ascolto delle rimostranze dei lavoratori. Tutte parole già sentite.

Il 29 aprile in piazza Cavour ad Anagni ci sarà un incontro tra i disoccupati di Per una Vertenza Frusinate e le varie forze politiche. Ci andrete a lanciare il vostro appello?

Il nostro rappresentante Gianni Costa ci ha parlato di questo incontro. Si, penso che l’occasione può essere importante.

E quale appello lancerete ai politici locali, ma soprattutto a Zingaretti?

Di darsi da fare e non perdersi in chiacchiere e di riportare in vita anche l’ospedale di Anagni che era una delle eccellenze del basso Lazio.
L’appello viene da Enzo, il marito di Tiziana.
Anche lui dotato di senso pratico non indifferente, ha posto il dito dentro alla piaga più dolorosa di Anagni.
Anche lui chiede di essere ascoltato, ma gli prometto un’altra intervista.

“Il mio appello,invece, “conclude Tiziana,” é che la regione Lazio sta chiudendo tutte le porte al mondo del lavoro. Pensiamo anche ai nostri giovani che sono costretti ad andare al nord o anche all’estero per trovare un lavoro.”

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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