
di Ignazio Mazzoli – Veroli c’è. 44 Ambasciate, 61partecipanti di cui 26 Ambasciatori e 35 Delegati. Dalla Repubblica Dominicana a quella del Rwanda, dall’Uzbekistan al Burkina Faso, dalla Palestina all’Estonia, a testimoniare l’adesione di 111 Paesi di tutti e cinque i Continenti all’iniziativa lanciata dal Comune di Veroli con il progetto “Building Peace” avviato nel luglio del 2012.
Fu presentato dallo scultore Pietro Spagnoli e accolto con entusiasmo e partecipazione dall’Amministrazione Comunale di Veroli. Fu fatta richiesta di una pietra a tutti gli Stati membri dell’ONU: una pietra da inserire nel monumento, “come simbolo di compartecipazione alla costruzione di un futuro e di un mondo migliori, all’insegna della pace e della collaborazione tra i popoli”. Così si leggeva nella lettera inviata il 9 agosto 2012 a firma di Giuseppe D’Onorio il Sindaco allora in carica,
padre di questo evento.
Il Comune di Veroli ha ricevuto 111 pietre. La prima arrivò alla fine di settembre 2012, l’ultima ad aprile 2014, alcune sono state consegnate direttamente a Veroli da altrettante delegazioni diplomatiche, altre giunte in Comune, circa 80 sono state ritirate presso le sedi delle Ambasciate a Roma, il resto è arrivato tramite corriere. Un adesione all’iniziativa davvero imponente che si è espressa attraverso “pietre”, tutte con una caratteristica particolare e una loro storia; un esempio tra tutti: il Giappone ha inviato un frammento, donato dal Sindaco di Hiroshima, dell’antico Municipio distrutto dalla bomba atomica.
Building Peace ha colto un sentimento diffuso
Dagli evidenti simbolismi si capisce in maniera inequivocabile che Veroli ha saputo cogliere un sentimento vivo e partecipato in una stagione del mondo che trasmette forti sensazioni di pericolo, dal terrorismo alle guerre economiche.
La città oggi è protetta e tutelata da polizia e servizi d’intelligence come un obiettivo sensibile. Non può che essere così. dalle 7 alle 14 di il centro della capitale della Pace, in questo 21 aprile 2016, è off limits. I controlli non guardano in faccia nessuno pur nella cortesia e gentilezza, a tratti, degli addetti ai controlli.
Accurata la regia che fra la gente aveva il volto della Vice sindaca Cristina Verro e del dottor Mauro Ranelli, in ogni caso non da soli e in mezzo ad uno stuolo di giovani vestiti di scuro, efficientissimi e gentilissimi dotati di ogni informazione possibile per rispondere a tante domande e richieste. In ogni incrocio picchetti di militari appartenenti a corpi diversi nelle divise di “gala”. La Prefettura e la Questura hanno certamente consentito non solo uno svolgimento sicuro e sereno, ma anche il livello di presenza degno di un evento internazionale, perché tale è stato. Dalla Protezione Civile ai mezzi di pronto soccorso, proprio tutto è apparso esserci.
La realizzazione del progetto è durata quasi quattro anni, grazie al lavoro appassionato di molti. Ha ricevuto il Patrocinio da parte del CNI UNESCO, del Parlamento Europeo, del Ministero degli Affari Esteri, della Prefettura di Frosinone.
I messaggi di questo 21 aprile 2016
Il parterre del chiostro dell’ex convento dei Padri Agostiniani appariva multicolore, chiaramente multietnico. Per una mattinata Veroli è stata “faccia” del mondo, sicuramente di una sua larga fetta. Ognuno aveva il posto assegnato con il proprio nome sulle poltroncine e nulla era lasciato al caso. La traduzione simultanea ha assicurato che tutti sapessero che cosa veniva detto.Il primo a parlare è stato il Sindaco Simone Cretaro, contento di questa particolare giornata, ma anche emozionato di un grande
avvenimento che lo vedeva protagonista. Nel ripercorrere la nascita di questa realizzazione e non trascurando alcuno dei protagonisti, ha colto l’idea guida del significato delle “pietre”. «Tutti qui proveniamo da società megalitiche, i nostri progenitori hanno avuto a che fare con le pietre. Tuttora, qui, le case, le chiese, i campanili di Veroli fanno sfoggio delle loro strutture in pietra. Le “pietre” sono il simbolo delle case, dell’accoglienza in posti sicuri, non servono a tirar su muri per dividere, ma a creare luoghi in cui vivere». Il Prefetto dottoressa Emilia Zarrilli ha descritto tutto il suo apprezzamento per questa iniziativa a cui ha dato il suo contributo e l’ha racchiuso in una richiesta alla città di Veroli: «che questo di oggi sia l’inizio di sempre più larghe relazioni e durature». Il Presidente della Giunta Regionale Nicola Zingaretti ha visto in questo appuntamento «un segno anche dell’identità del Lazio, che infatti è regione di pace, di essa fa parte Ventotene, nelle cui carceri, in un periodo molto difficile, riuscì a nascere l’idea di una Europa unita dagli scritti di Altiero Spinelli». (Giusto. Non basta citare Spinelli, però, quando questa Europa è molto distante da come egli l’aveva immaginata e descritta ndr). Hassam Aboouyoub,
Ambasciatore del Marocco è stato assai toccante quando ha ringraziato il popolo italiano per quanto si prodiga verso gli immigrati che vengono dal suo continente, dal medioriente e fuggono dalle guerre.
Non solo cerimonia. Quando è stata scoperta la scultura, realizzata in acciaio cor-ten che mostra due cerchi intersecati tra loro, su cui sono applicate nella parte superiore le centoundici pietre a simboleggiare con diretta semplicità la grande, internazionale, ricerca di unità a sostegno della volontà di pace, il Vescovo Monsignor Spreafico ha lanciato un messaggio all’Europa: «di pace c’è davvero bisogno, ma l’Europa è debole, senza determinazione e senza coraggio non si difende la pace, non la si costruisce e non si impediscono le guerre».
Gioiosa la presenza dalle scolaresche, caldo l’abbraccio degli anziani di Veroli centro, peccato la mancanza di una partecipazione di massa, popolare della Veroli che lavora dappertutto e per tante realtà. Questa giornata l’avrebbe meritata.
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Scarica il testo integrale del discorso del Sindaco Simone Cretaro dal link che segue Discorso del Sindaco di Veroli al Building Peace – 21aprile 2016
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