di Ivano Alteri – In questi giorni che precedono il referendum sulle trivelle in mare, il potere sta mostrando il peggio di sé, ancorché il peggio continui a mostrare di non avere mai fine. L’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, stanno invitando esplicitamente i cittadini a non andare a votare il 17 aprile. Il loro invito è un illecito, non sappiamo se anche reato, che essi compiono ai danni della democrazia e in spregio della Costituzione.
Essi, infatti, asseriscono che è perfettamente coerente con lo spirito costituzionale e le leggi astenersi dal voto. Verissimo. Ma è del tutto illecito, anticostituzionale e, riteniamo, illegale, che alte ed altissime cariche istituzionali invitino a non votare, soprattutto in occasione di un referendum, momento più alto della partecipazione democratica diretta dei cittadini. Se un singolo cittadino può decidere legittimamente, e senza entrare in contrasto con la Costituzione, di non andare a votare, a nessuna carica dello Stato è consentito sabotare l’espressione popolare.
Tale loro indecoroso comportamento, indegno delle cariche che essi hanno rivestito e rivestono, è il segno di una pericolosissima azione, in corso da qualche decennio, che vede le istituzioni democratiche subire distorsioni a fini assolutamente privati. L’esempio dell’asservimento del Governo del Paese agli interessi esclusivi di una combriccola di petrolieri, e lo scandalo che ne è seguito, è solo uno dei tanti. Pertanto, oltre alle ragioni che dovrebbero indurre tutti i cittadini ad andare a votare, ve ne sono anche altre che dovrebbero dissuaderli dall’astensione.
Prima fra tutte, la difesa di quel minimo di democrazia che è rimasta in piedi. Non andare a votare al prossimo referendum, e a quelli che seguiranno, vuol dire infatti acconsentire all’idea che Loro possono decidere da soli quali scelte fare per tutti noi. E noi sappiamo già cosa decideranno e per gli interessi di chi. Non andare a votare vuol dire acconsentire che le lotte, anche tragiche, combattute dai partigiani, nostri Padri costituenti, siano calpestate e vilipese dalle forze autoritarie che infestano il nostro Paese e non solo, e da politici asserviti ad esse..
Non andare a votare vuol dire rinunciare a combattere la battaglia politica e incappare nell’onta della codardia e dell’asservimento.
Non andare a votare vuol dire rinunciare all’edificazione di un mondo migliore.
Non andare a votare vuol dire rinunciare ad abbattere un mondo di sopraffatti e sopraffattori.
Non andare a votare vuol dire rinunciare ad esserci.
Non andare a votare vuol dire rinunciare ad essere.
Non andare a votare vuol dire rinunciare a molto di più che al voto sulle trivelle.
Non andare a votare vuol dire Rinunciare.
Non facciamoci calpestare da questi signori. Non rinunciamo al valore della nostra esistenza e della nostra partecipazione. Il 17 aprile andiamo a votare in massa.
Frosinone 16 aprile 2016
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