da Il Comitato Lavoratori Coop di Frosinone – «Apprendiamo dalla stampa, di un comunicato emesso da Unicoop Tirreno in cui, tra l’altro, si afferma: “Un gruppo di lavoratori di Frosinone ha manifestato l’intenzione di costituirsi in cooperativa per rilevare l’attività del negozio. Questa prospettiva di solito viene esplorata quando non esistono altre possibilità e si prospettano chiusure e licenziamenti. Non è questo il caso”.»
«A tal proposito, facciamo rilevare alcuni aspetti di notevolissima importanza:
1) i lavoratori della Coop di Frosinone si aspettavano un plauso dalla dirigenza Unicoop Tirreno, per la propria iniziativa cooperativistica;
2) i lavoratori del negozio di Frosinone aderenti alla nuova cooperativa non sono “un gruppo” ma la larga maggioranza dei dipendenti;
3) nelle prossime ore essi presenteranno un progetto di fattibilità della propria gestione del negozio e costituiranno formalmente la cooperativa;
4) se davvero non fosse “questo il caso” di preoccuparsi dei licenziamenti, non ci sarebbero 150 dipendenti, organizzazioni sindacali, forze politiche e amministratori in allarme sui territori di Frosinone e Latina;
5) è ben strano sentir dire proprio dalla Coop, che il ricorso alla cooperazione si giustifichi solo allorquando “non esistono altre possibilità e si prospettano chiusure e licenziamenti”; infatti
6) all’art. 3 dello Statuto, comma b), si legge che essa s’impegna a “sostenere la promozione e lo sviluppo della cooperazione”; inoltre
7) all’art. 4, comma j), si legge che essa opererà per “diffondere e rafforzare i principi della mutualità e solidarietà cooperativa”; ancora
8) si legge nella sua Carta dei Valori che essa considera “vitale per la comunità lo sviluppo di una cooperazione democratica unita e efficiente, con scopi di mutualità, di solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, di equità e di benessere e senza fini di speculazione privata”
9) i valori della mutualità, della solidarietà, della cura dei più deboli e, in generale, del rispetto delle persone, non possono essere abbandonati per vil denaro;
10) i lavoratori della Coop di Frosinone vi hanno creduto nei decenni e vi credono ancora;
11) vi credono ancora le migliaia di lavoratori delle cooperative che a Frosinone e in Italia svolgono il proprio lavoro con dedizione e indefesso spirito solidaristico.»
Unicoop Tirreno non crede più nella cooperazione?
«La direzione della Unicoop Tirreno, invece, non ci crede più? Da sempre, la Coop ha rappresentato il simbolo della cooperazione in Italia; ora, dalle azioni della direzione Unicoop, sembrerebbe invece che essa voglia ritirarsi e rinunciare a questo compito, per scelta deliberata. Ma deliberata da chi? Certo, non dalle centinaia di migliaia di Soci Coop presenti nei comitati di tutto il Paese. Certo non dai quei soci Coop di Frosinone, che hanno continuato a frequentare il negozio nonostante l’abbandono decennale da parte della dirigenza centrale. Certo non dai Soci Coop di Frosinone membri del Comitato Casilina, costretti a dimettersi mesi fa in dissenso con le decisioni della dirigenza medesima.
Ora la Unicoop Tirreno dà l’impressione di volersi trasformare in una specie di Spa, abbandonando i suoi valori originari per abbracciare quello del denaro (“Sterco del demonio”, come afferma Papa Francesco). Ma non è questo che la Coop ha predicato per tutto il tempo ai dipendenti e ai cittadini italiani. Sentirla ora ridurre la cooperazione a mero strumento d’emergenza occupazionale, a cupo ed ultimo rifugio per disperati, mentre sappiamo che proprio la cooperazione ha contribuito enormemente, nella storia, ad innalzare il livello di civiltà nel nostro Paese e nel mondo, procura una sgradevolissima impressione, che in ogni modo tentiamo di scacciare da noi stessi con scarsi risultati.
La città di Frosinone, il suo Sindaco, le Forze politiche locali hanno abbracciato con vigore e determinazione la proposta dei lavoratori del negozio cittadino, i quali intendono mantenere sul territorio il marchio e i prodotti Coop. I lavoratori Coop di Frosinone, quindi, procederanno alla stesura del proprio progetto di gestione, alla creazione della cooperativa (avendo già scelto il nome) e a tutte le battaglie necessarie per raggiungere lo scopo. La dirigenza della Unicoop Tirreno, da parte sua, dovrebbe sospendere la procedura in atto di cessione a privati dei suoi negozi, per tentare di ripristinare una qualche coerenza con la storia secolare della cooperazione.»
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