dall’Ufficio Stampa della Consigliera Manuela Maliziola dell’UDR Ceccano – Nei giorni scorsi si sono tenuti presso la sede dei Giardinetti una serie di incontri del movimento URD per discutere sulle problematiche relative all’imminente referendum sulle trivelle e soprattutto per far conoscere ai cittadini la propria posizione in merito all’argomento.
“Domenica 17 Aprile 2016 i cittadini sono chiamati alle urne ad esprimere il proprio parere in merito al referendum abrogativo riguardante una norma introdotta con la legge di stabilità 2016, che prevede l’estensione delle concessioni per le attività estrattive.
Oggi le concessioni date alle compagnie estrattive, infatti, hanno una durata di trent’anni , poi prorogabile per due volte, cinque anni ciascuna. in totale 40 anni , più altri cinque possibili.
Il provvedimento del governo Renzi , cioè la norma inserita nella legge di stabilità , permette alle grandi multinazionali estrattive di prolungare il periodo di concessione fino al naturale esaurimento del giacimento entro le 12 miglia nautiche dalla costa.
Con il referendum abrogativo del 17 aprile si decide la sorte di 21 trivellazioni già esistenti, in quanto il predetto decreto prevede già il divieto di avviare nuove attività di ricerca. Tali giacimenti sono dislocati nelle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Emilia Romagna, Marche e Veneto, regioni per le quali il mare è una risorsa importantissima dal punto di vista non solo ambientale, ma anche economica, in quanto fonte indispensabile per il turismo. Per questi motivi , questa risorsa deve essere tutelata e preservata da ogni azione che ne possa ledere l’integrità.
Il referendum è democrazia diretta. Bisogna andare a votare
Noi dell’Unione Rinnovamento Democratico (URD), rappresentati nel consiglio comunale dall’ avvocato Manuela Maliziola, invitiamo i cittadini innanzitutto ad andare a votare in quanto il referendum rappresenta l’unica forma di democrazia diretta. La nostra scelta, come movimento, è quella di votare SI. Se al referendum vincesse il SI, entro pochi anni, le concessioni già in essere verrebbero a scadere e le trivellazioni dovrebbero cessare, di fatto non prolungandosi fino al naturale esaurimento del giacimento. Ci preme ricordare che le riserve di petrolio italiane sottomarine entro le 12 miglia sono inoltre scarse e molto “inquinate” da sostanze solfuree, che ne rendono più costosa la lavorazione. Un po’ più consistenti quelle di gas, ma non incidono particolarmente sul bilancio energetico nazionale. In considerazione a tali dati, per estrarre poche gocce di petrolio o limitati quantitativi di gas, metteremo in pericolo le nostre coste, la fauna e la flora marina, pertanto è importante esprimere il nostro voto .
Ricordiamo inoltre che il referendum, per essere valido, deve raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto.
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