
di Antonello Ciotoli della sezione “Pertini” del PSI, Ceccano – Se qualcuno volesse la dimostrazione di quanto tutta l’amministrazione Caligiore sia diventata una sorta di caricatura, potrebbe senza dubbio trovarla nella farsesca commissione commercio, presieduta dal consigliere Mizzoni, andata in scena ieri. Argomento del giorno, lo spostamento del mercato settimanale cittadino. Anche in questo campo, così delicato e decisivo, Caligiore ha dimostrato di sapersi muovere con la stessa leggiadria di un elefante in un negozio di cristalli. Sì, perché si tratta di una storia che prende le mosse sin dalla campagna elettorale, cioè dal periodo in cui l’attuale sindaco pensò bene di lanciarsi in numerose promesse poi rivelatesi senza alcun seguito.
Ma dove si deve svolgere il mercato di Ceccano?
Tra i tanti impegni assunti di fronte agli elettori, c’era anche quello del mercato. In ogni quartiere, in ogni piazza, in ogni strada in cui Caligiore si trovava a parlare arrivava puntuale la promessa di spostare il mercato in quel particolare quadrante di Ceccano. Dopo la vittoria elettorale, avvenuta ormai quasi un anno fa, la sua compagine amministrativa si trova ancora al punto di partenza. Che abbia cambiato idea? Questo poco importa, ma è certo che dichiarare oggi che non esiste ancora nessuna decisione significa davvero non avere idea di dove mettere le mani. Addirittura, cercando maldestramente di nascondere le mancanze, prima ancora di avanzare una proposta studiata la maggioranza ha chiesto ai membri dell’opposizione di proporre delle ipotesi, salvo poi fare una ulteriore giravolta e affermare, come fatto dall’assessore Casalese, che una bozza di progetto (che però non è stata mostrata) esisterebbe già.
Ecco la sintesi estrema del contorto andamento dell’inutile commissione di ieri, dell’ennesima sceneggiata in cui si è deciso di non decidere. Una sceneggiata alla quale il Sindaco part-time Caligiore, forse preso da impegni legati alla sua professione personale, non ha ritenuto di dover partecipare, quando invece la sua presenza sarebbe servita quantomeno a dare un segnale di chiarezza. Ma tant’è: evidentemente ha preferito spedire in prima linea, con uno scudo di cartapesta, il proprio assessore al ramo.
Al netto di questo vortice di approssimazione in cui è precipitata Ceccano, va sottolineato ancora una volta il disinteresse dimostrato dall’amministrazione nei confronti delle attività produttive permanenti, il cui futuro è messo a rischio da provvedimenti miopi e non adeguatamente concertati. Esattamente quanto sta avvenendo nei confronti degli ambulanti. Rimane la realtà, tristissima, di un territorio che vede giorno dopo giorno acuirsi i proprio mali e le proprie emergenze.
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