di Marilinda Figliozzi dell’Associazione Nazionale Partigiani Cattolici – Il 2 Aprile ad Alatri, promosso dalla Sezione ANPC di Frosinone, si è tenuta l’inaugurazione di un monumento in memoria delle vittime e degli internati del campo di Concentramento “Le Fraschette”.
Da oltre 15 anni l’ANPC di Frosinone con impegno e sacrifici opera per la valorizzazione del Campo delle Fraschette. Sono stati organizzati tre Convegni di studi e pubblicati tre volumi. L’iniziativa partita dal compianto Lino Rossi, instancabile dirigente dell’Associazione, è stata degnamente proseguita con grande passione da Carlo Costantini, Presidente dell’ANPC di Frosinone e Consigliere Nazionale.
Presenti alla Manifestazione il Presidente ANPC di Frosinone, Carlo Costantini, la Vicepresidente Cristina Olini, il Sindaco di Alatri Giuseppe Morini, il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, S.E. Mons. Lorenzo Loppa, e il Dottor Antonio Polselli , Presidente della Banca Popolare del Frusinate,che ha interamente finanziato la realizzazione del monumento. Un primo passo per valorizzazione di questo ex-campo di concentramento, un primo simbolo per elevare questo spazio a “luogo della Memoria storia”. L’opera è frutto dell’ingegno dell’architetto Nicolò Troianiello, che ha vinto un concorso di idee per studenti, bandito nel 2010 dalla sezione di Frosinone dell’ANPC ed è è stata realizzato dal giovane artigiano di Alatri Stefano Frusone.
Cosa ci ricorda il campo delle Fraschette
In monumento vuole ricordare le vicende di coloro che sono transitati in questo campo d’internamento che, seppure segnato dal degrado e piegato dall’incuria, rappresenta ancora oggi un momento della Storia del nostro Paese e che racconta di episodi e di avvenimenti ritornati alla luce dopo lunghi periodi di oblio L’autore Nicolò Troianiello ha spiegato che “la sorte degli internati è simboleggiata dalla sequenza “monotona” delle lastre d’acciaio. L’impossibilità di traguardare al di là delle lastre incarna la condizione frustrante dell’internamento e della segregazione.”
La Giuria del Concorso di idee lo ha premiato perchè: “ha saputo esprimere con sintesi contemporanea in forma tutta concettuale la condizione di alienazione e privazione della libertà unitamente all’ invito alla sosta e alla riflessione del visitatore”.
Recuperare questo sito vuol dire riportare in vita le paure, gli orrori ed i drammi di quanti sono transitati nel campo. Non sarebbe giusto dimenticare le sofferenze di chi ha vissuto quegli anni. In questo campo sono state portate persone da ogni parte d’Europa: anglo-maltesi, ex-jugoslavi, giuliani, confinati e deportati politici provenienti da Ponza, Ventotene ed Ustica. Nel dopo guerra il campo è stato rifugio per i perseguitati politici e luogo del passaggio per coloro che aspettavano un trasferimento oltreoceano. Infine la storia del Campo è legata intorno agli ’60 al ritorno forzato in Patria degli italiani espulsi dalla Libia, dalla Tunisia e dall’Egitto.
E’ evidente l’enorme valore culturale che rappresenta detta area. Questi luoghi raccontano, ancora oggi, 50 anni di storia.
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