di Ignazio Mazzoli – Da piazza VI dicembre a piazza Gramsci, il pomeriggio del 7 aprile a Frosinone è stato dedicato al lavoro che non c’è. Dalle ore 16 davanti agli uffici del municipio di Frosinone la coscienza sporca dei potere politico che governa questo Paese e questa Regione aveva già mobilitato poliziotti e carabinieri con relativi automezzi in attesa dell’appuntamento delle 17 convocato dai disoccupati della Multiservizi, che hanno voluto ricordare a tutti che sono “731” giorni che occupano la loro tenda, in piazza, a segnalare la “vergogna” di essersi dimenticati di loro. Sulla tribunetta allestita per ospitare gli rappresentanti e sostenitori della loro lotta si sono alternati anche i testimoni di altre battaglie in corso in questa provincia, quelli della Vertenza Frusinate e gli ultimi sopraggiunti fra i senza lavoro, buttati fuori dai punti vendita della Coop del Basso Lazio.
Fra i primi a parlare sono stati Paolo Iafrate animatore della lotta della Multiservizi e Gino Rossi riconosciuto portavoce della Vertenza Frusinate, che partendo dai bisogni elementari insoddisfatti, luce, acqua, sanità, oneri fiscali, fino alla casa e all’alimentazione, di ogni famiglia in cui ci sono donne e uomini disoccupati, hanno posto un problema ineludibile ormai: così non si può continuare, serve una svolta nelle lotte, debbono trovare raccordo, unirsi, rendersi evidenti e presenti senza incertezze e con molti alleati. Rossi, intanto, annuncia la giornata unitaria per “Una primavera del lavoro” alla fine di aprile.
Unificare le lotte e procedere tutti nella stessa direzione
Acqua libera, sanità pubblica, bonifica dell’ambiente, una scuola a misura di studenti e insegnanti, sono obiettivi che non si possono perseguire separatamente, ma debbono essere voci unite di un grande esercito di protesta. Da Gianluca Evangelisti dei giovani comunisti a Francesco Notarcola dell’Associazione delle Associazioni è venuta la richiesta di procedere in tal senso: unificare le lotte e procedere nella stessa direzione.
Nelle stesso ore a piazza Gramsci nella Sala del Consiglio provinciale sotto la presidenza di Andrea Amata Vice Presidente della Provincia
si è riunito il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo Economico della Provincia di Frosinone. Ottime le intenzioni: «Il nostro compito è comunicare una visione d’insieme. Vogliamo uscire dalla trappola della crisi costruendo una coalizione che sfrutti la sinergia tra tutte le componenti del territorio» dice Amata. Ma l’atmosfera è da anno zero. Le cronache riportano che «l’iniziativa sfrutta il confronto tra gli stakeholder territoriali, per prendere atto della crisi strutturale che l’area ciociara sta attraversando al fine di definire obiettivi, priorità ed interventi.» Ci scusino l’improntitudine. Ma ancora stiamo a “prendere atto”?»
Già in mattinata Guido D’Amico, presidente di ConfimpreseItalia aveva centrato il problema: «Ora però, ci preme accelerare e creare le condizioni per imprimere una svolta vera all’economia provinciale. Tenendo presente che in Ciociaria ci sono 130.000 iscritti ai Centri per l’Impiego, che fabbriche, imprese e negozi continuano a chiudere, che il tessuto sociale della piccola e media azienda è stato pesantemente lacerato dalla crisi…tenendo pure presente che tra pochi mesi (a giugno) centinaia di lavoratori (e quindi di famiglie) si ritroveranno senza alcun tipo di ammortizzatore sociale. La Vertenza Frusinate merita risposte concrete e rapide. Altrimenti poi questo territorio sarà alle prese con una “bomba sociale” difficile da disinnescare. Va benissimo l’istituzione di un Tavolo permanente con la Regione, ma questo deve rappresentare un punto di partenza. Non di arrivo. … La Regione Lazio è chiamata a dare risposte in termini di risposte ma anche in tema di politica industriale e commerciale per la provincia di Frosinone.»
Emergenza e futuro sono indivisibili
Emergenza e futuro, futuro ed emergenza sono ormai indivisibili. Non si può continuare a discutere come se fossimo sotto una campana di vetro a fare esperimenti che si possono sempre ripetere. Non è così. Ci vogliono interventi d’emergenza e soluzioni “di politica industriale e commerciale”. Non si può stare ancora a dire “pensavo di trovare una relazione del comitato tecnico oggi” coma fa il Segretario generale della Cgil Anselmo Briganti, che mentre fa una richiesta giusta non ci fa conoscere quali iniziative di lotta mette in piedi il suo sindacato per portare un territorio lacerato da disoccupazione e disagi sociali acutissimi alla riscossa.
E, si deve giungere alla fine della riunione perché su insistenza del Consigliere Danilo Magliocchetti, nel verbale della stessa figuri un richiamo fermo ad occuparsi rapidamente di quei 400-500 lavoratori che fra 60 giorni perderanno il conforto di ogni ammortizzatore sociale.
E, mentre Parigi s’infiamma insieme a tutte le più grandi citta della Francia in un modo che non si vedeva da anni, da noi silenzio. Migliaia di persone si sono mobilitate contro la Loi Travail (Il Jobs Act di Hollande), hanno occupato Place de la Republique, e stanno scendendo in strada tutti i giorni contro l’austerità e in difesa dei diritti del lavoro. Mentre lì si trovano insieme precari, migranti, rifugiati, studenti, lavoratori, disoccupati, familiari di vittime della violenza poliziesca, qui a piazza Gramsci siamo ancora agli intenti di studio, a piazza VI dicembre ci si sforza di trovare la giusta via della protesta, oppure ci affidiamo alla “consueta disponibilità” dell’Assessora Lucia Valente, iperliberista poco concludente.
3 videointerviste: a Paolo Iafrate (Multiservizi), Gino Rossi (Vertenze Frusinate) e Rossana De Pastina (Unicoop Frosinone)
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8 aprile 2016