di Luigi Compagnoni Consigliere comunale di Ceccano – Il trittico è servito! Ecco servito un bel trittico di clamorose ‘buche’ prese in appena 10 mesi dall’amministrazione di Ceccano. Andiamo con ordine. Prima buca: il bando ministeriale sul rammendo urbano, scaduto il 30 novembre 2015, con il quale venivano messi a disposizione dei comuni 5 milioni di euro per progetti di rigenerazione urbana su zone censuarie nell’ambito territoriale che avessero caratteristiche di degrado sociale ed economico, in cui il comune ha ritenuto di presentare all’ultimo secondo una scheda raffazzonata e approssimativa senza alcuna chance di ricevere fondi e scartato aree urbane con grandi potenzialità di finanziamento anche con l’effetto moltiplicatore di investimenti privati. Secondo flop milionario: il bando emanato dal CONI per la rigenerazione o il completamento dell’impiantistica sportiva, scaduto il 15 febbraio 2016 senza che il comune di Ceccano presentasse uno straccio di proposta. Ultima, ma non per questo meno importante, la recentissima debacle consumatasi il 31 marzo scorso per un fondamentale sistema di finanziamento della Commissione Europea.
Si tratta del primo Bando per Azioni Urbane Innovative, che è “…uno strumento introdotto dalla Commissione europea nell’ambito della politica di coesione 2014-2020 con il preciso scopo di sostenere le città europee a testare soluzioni innovative per rispondere in modo adeguato alle crescenti sfide cui le aree urbane saranno sempre più sottoposte nel tempo a venire…”
Il documento era destinato alle “autorità urbane di città dell’Unione europea con più di 50.000 abitanti, associazioni o gruppi di autorità urbana il cui raggruppamento copra una popolazione totale minima di 50.000 abitanti…” Secondo i dati dell’ultimo censimento del 2011 , Ceccano ha una popolazione di 22.334 abitanti, Frosinone di 46.694, Alatri di 27.068. Stiamo parlando, dunque, di un’area comprensoriale di quasi 100mila abitanti. Proprio in questo assetto strategico territoriale p0oteva e doveva inserirsi Ceccano, al fine di costruire un ‘ponte’ diretto con il nostro futuro e favorire la nascita di un vero ‘Comune d’Europa’. Si poteva ragionare su numerosi temi, come la transizione energetica, la povertà urbana, l’integrazione di migranti e rifugiati, il lavoro e l’economia locale. Niente di tutto questo è avvenuto. Tutto è incredibilmente passato sotto silenzio.
L’amministrazione comunale di Ceccano ha fallito ancora una volta, e si tratta di una doppia sconfitta perché avvenuta in un contesto decisivo per lo sviluppo del territorio, che avrebbe beneficiato di contributi milionari, e perchè determinata dall’incapacità dimostrata, oltre che nella redazione di progetti, soprattutto nella predisposizione al confronto e alla concertazione con le altre entità comunali. La coesione di area vasta diventa infatti il presupposto fondamentale per poter affrontare le grandi programmazioni, una per tutte il FESR 2014-2020, che destina notevoli risorse finanziarie a progetti di interesse sovra comunale (basti pensare alla mobilità, vero Sindaco?). Questo bando era un banco di prova per delineare nell’area Frusinate assetti strategici di primaria importanza per il futuro. Ceccano ha perso l’ennesimo treno per attuare soluzioni innovative, creative e durature, specialmente in favore delle nuove generazioni. Credo si possa parlare senza mezzi termini di una vera incapacità ad avere una visione strategica e programmatica in grado di dare risposte alle tante problematiche urbane e territoriali. Se poi consideriamo che lo stesso Caligiore fece un gran parlare d’ Europa, di progetti, di uffici e risorse umane appositamente dedicate, la presa in giro è completa! Chiacchiere su chiacchiere, e intanto Ceccano continua a mancare opportunità macroscopiche di finanziamento. Congratulazioni al Sindaco e all’ ‘Ufficio Europa’ che è nella sua mente, annegato nel mare di promesse fatte e mai mantenute. Avanti il prossimo.
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