
A seguito del decreto ministeriale sulla riscossione coattiva dei crediti della società Acea Ato 5 riportiamo il comunicato stampa del Comitato provinciale acqua pubblica di Frosinone.
dal Comitato provinciale acqua pubblica di Frosinone del 12 marzo 2016 – Anche il ministro Padoan, a nome e per conto di Acea Ato 5 Spa, tenta di piegare i cittadini ciociari agli appetiti del gestore del servizio idrico.
Non conta nulla la pessima qualità del servizio idrico in provincia di Frosinone; non conta nulla il mancato rispetto degli impegni contrattuali e degli investimenti; non contano nulla i comportamenti vessatori nei confronti degli utenti. Ad Acea Ato 5 Spa deve essere assicurato il profitto, addirittura paventando temuti dissesti finanziari, quando invece Acea Ato 5 Spa ha chiuso i bilanci degli ultimi anni con utili netti di svariati milioni di euro, continuando ad utilizzare il nostro territorio come un bancomat.
Stavolta è il ministro Padoan a scomodarsi a favore di Acea e a spendere il suo tempo prezioso, invece di dedicarsi ai ben più rilevanti problemi dello stato dell’economia italiana.
Con proprio decreto, Padoan autorizza Acea Ato 5 Spa a fare ricorso ad Equitalia per farle incassare ciò che pretende.
Il Ministro Padoan ha fatto la pipì fuori del vasetto
Nel merito, bisogna dire che il ministro “piscia fuori dal vaso”, in quanto le fatture dell’acqua sono un corrispettivo che non ha alcun collegamento con le competenze dello spauracchio Equitalia. La trovata del ministro di giustificare l’ingiustificabile, e cioè far discendere l’autorizzazione dal fatto che Acea Ato 5 Spa sia una partecipata da Roma Capitale, è una sciocchezza criminale in quanto l’affidamento del servizio sul nostro territorio è avvenuto con gara europea ed è assolutamente irrilevante la composizione societaria di chi ha partecipato alla gara.
Del resto, se dovesse trovare sostanza la partecipazione pubblica nel gestore dell’Ato 5, a norma delle regole vigenti l’affidamento dovrebbe essere revocato in quanto le società partecipate dagli enti pubblici possono operare esclusivamente nei territori degli stessi enti pubblici. Nel caso in oggetto soltanto nel comune di Roma.
Con questi elementi il ministro dovrà fare i conti. Resta il problema che nelle more Acea Ato 5 Spa possa farsi forte del decreto ministeriale sfornato a suo uso e consumo. Da questo punto di vista deve essere chiaro a tutti che l’eventuale ricorso alla riscossione forzata può comunque riguardare solo ed esclusivamente le situazioni di morosità conclamata. Chi ha con Acea Ato 5 Spa una controversia, chi ha prodotto nei confronti del gestore un reclamo, chi ha avanzato formalmente delle richieste al gestore, ad esempio in caso di perdita occulta o di fatture di conguagli puriennali con importi spropositati, non può essere considerato moroso.
Sulla base di questo principio fondamentale e conoscendo i comportamenti estorsivi di Acea Ato 5 Spa, invitiamo l’Autorità d’Ambito a prendere immediato contatto con Equitalia perché venga chiarito che la stessa non prenda in carico pratiche sulla base delle semplici comunicazioni avanzate da Acea Ato 5 Spa.
Per quanto ci riguarda, nei prossimi giorni, al medesimo scopo, chiederemo un incontro ai responsabili locali di Equitalia cui intendiamo illustrare la complessità della questione producendo anche la documentazione probatoria dei comportamenti scorretti di Acea Ato 5 Spa, che coincidono con i comportamenti che hanno già determinato un provvedimento sanzionatorio da parte dell’Antitust a carico della consorella Acea Ato 2 Spa.
Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone
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