Disoccupati preparano lappuntamento del 22 350 260

Disoccupati preparano lappuntamento del 22 350 260Antonella Necci intervista Ignazio Mazzoli – Sono inizialmente scettica su questa intervista. Gli rispondo per le rime, con la mia dolcezza proverbiale: “se devi dire qualcosa, scrivi un monologo da solo. Io che c’entro?“ Non mi risponde. Lo sa che se una cosa mi interessa ci penso da sola a mettermi in moto. E il movimento arriva sabato, quando leggo che ad un tavolo di trattative, organizzato dalla Regione Lazio il 9 Marzo 2016, per discutere sui mezzi più adeguati per contrastare la disoccupazione nel frusinate non vengono invitati i disoccupati che in questo momento si stanno più attivamente esponendo: quelli di “Per una Vertenza del Frusinate”. È come discutere del reddito di cittadinanza senza i diretti interessati. Che senso ha? Mi convinco ad intervistare il direttore di unoetre.it e lo convinco a rinunciare al monologo.
Ci sono molte cose che non mi sono chiare. Non capisco perché il sindacato li consideri un ostacolo al proprio operato. Faccio domande da ingenua, ma la burocrazia di questo mondo proprio non mi vuole entrare in testa. Decido di partire da un punto. E comincio con le domande:

1. Perché Antonio Pompeo ha cominciato a difendere i disoccupati? Mi sembrava che quando fu eletto come Presidente della Provincia di Frosinone brillava per le inadempienze come sindaco di Ferentino. È diventato più buono dopo il Natale?

Grazie per l’interessamento verso l’impegno più importante di unoetre.it negli ultimi 16 mesi: dare voce a dei disoccupati e ai precari. Mi sembra, però, che l’approccio sia un po’ riduttivo se dobbiamo parlare di Antonio Pompeo. Siamo di fronte al dramma vero della provincia di Frosinone a cui il Presidente Pompeo sta rivolgendo la sua attenzione e il suo impegno insieme ai sindaci dei comuni più grandi di questo territorio a cominciare da quello di Anagni, Fausto Bassetta. Pompeo è più buono dopo il Natale? Non lo so e non è importante. Riconoscere in un documento della Provincia che i disoccupati sono 130000 non è da poco. In una Vandea come la Ciociaria dove tutti si girano dall’altra parte, anche chi dovrebbe per compito istituzionale difendere i più deboli, non ci si può mettere a fare l’esame del sangue a chi vuole fare qualcosa contro la dilagante disoccupazione.

2. Non ci vedo chiaro in questa “non” convocazione presso la Regione Lazio del 9 Marzo. Se consideriamo che anche Pompeo farà parte del tavolo convocato, se vuole fare qualcosa a favore dei disoccupati di Vertenza Frusinate lo può fare comunque. Con o senza la loro presenza. O no?

Ancora con Pompeo? Pompeo è stato scavalcato nella convocazione di questo “Tavolo” che sarebbe spettato a lui convocare. Perché è avvenuto? La prima fondata ipotesi che si può avanzare è che hanno fatto questa convocazioni coloro che al “Tavolo” non vogliono Vertenza Frusinate e hanno temuto di trovare ostilità a questa esclusione. Se ci fosse stato anche Pompeo a decidere, poiché era presente alla riunione del 28 gennaio, e conosceva e conosce ciò che li é stato deciso, avrebbe potuto individuare e sostenere misure d’emergenza vere per migliaia di disoccupati in Ciociara e nel Lazio. La riunione, è chiaro, che senza i rappresentanti dei disoccupati, andrà in altra direzione e anche il Presidente Pompeo si troverà nell’impossibilità di contrastarla anche se lo vorrà.

3. Ma quelli di Vertenza Frusinate quali aziende rappresentano?

Rappresentano i disoccupati della provincia di Frosinone di tutti i settori produttivi, ma anche dei posti di lavoro persi nel commercio e nell’artigianato. Il nucleo promotore è costituito da lavoratori della ex Videocon, della Marangoni, dell’Ilva di Patrica, della Michelangelo e della miriade di piccole imprese che erano a sud della provincia. Hanno cominciato a incontrarsi sin dal 28 ottobre 2014 quando si riunirono nella Biblioteca del Comune di Anagni gentilmente messa a loro disposizione dal Sindaco Fausto Bassetta. Si tratta di persone in grandissima difficoltà insieme alle loro famiglie e chiedono solo di essere ascoltate, capite e aiutate. Non si vogliono sostituire né a sindacati né a partiti, si consultano come possono, non si sono dati una struttura gerarchica a conferma di questa loro scelta. D’altronde chi protesta non ha bisogno di patentini. Vogliono sapere e partecipare perché si sentono ingannati da molti: dalla Regione, da molti partiti e oggi anche dai sindacati a cui si sentono ancora di appartenere.

4. Che età hanno? Che anzianità di lavoro hanno? Possono fare i socialmente utili?

Ci sono disoccupati di tutte le età e fra di loro anche quelli che hanno più di 50 anni per i quali è difficilissimo trovare nuova occupazione. Questi non sono gli unici. Tutti vogliono lavorare e sono pronti a fare qualsiasi lavoro, lo hanno dichiarato in tutte le sedi a chi li ha ascoltati e appezzati come i Sindaci, il Vescovo di Frosinone, il Prefetto e lo stesso Presidente della Provincia, ma anche alcuni Consiglieri regionali che hanno anche presentato una Mozione perché il Consiglio Regionale discutesse della loro situazione, ma la maggioranza non l’ha mai messa in calendario e pur di fronte ad un odg presentato da tutte le opposizioni, prima firmataria la Consigliera Denicolò (M5S) votato all’unanimità, disattende senza pudore quelle indicazioni da tutti votate.

5. Perché se li rimbalzano senza ascoltarli? Perché questi ex lavoratori vorrebbero risposte concrete dalla politica?

Primo per non legittimare la contestazione, tutto deve passare in cenacoli ristretti, la presenza attiva degli interessati è respinta e demonizzata. Chi rappresenta le loro istanze? Se nessuno c’è lo devono fare in prima persona. Secondo, chi governa e i suoi rappresentanti qui nel Frusinate sono responsabili di questo disastro e affrontarlo nelle dimensioni reali che ha, rappresenterebbe un’ammissione di responsabilità. Preferiscono parlare di qualche centinaio di lavoratori senza occupazione avallando così la sciagurata versione di chi dice che si tratta solo è sempre di quei “rompiscatole” dell’ex-Videocon. Bugiardi ed irresponsabili anche a detta degli imprenditori di questa provincia. E’ una lotta  cui guardano i disoccupati di tutto il Lazio che sono 350.000.

6. Che forme di lotta pensano di mettere in atto ora che non sono stati convocati dalla Regione Lazio?

Penso quelle adottate fino ad ora: informazione, presenza ordinata ed evidente dove necessaria, ricerca di dialogo e allargamento del consenso intorno alle loro richieste. Prima fra tutte un “reddito di sopravvivenza” per sé stessi e le loro famiglie in modo da cercare ancora lavoro, come previsto nella piattaforma della Vertenza Frusinate resa nota già da molti mesi.

Qualche cosa in più adesso mi è chiara. Ma soprattutto è chiara la convinzione che non bisogna abbandonare i più deboli. E nemmeno ricordarsi di loro a fasi alterne o quando si ha bisogno del voto politico.
28 febbraio 2016

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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